Le stablecoin algoritmiche sono già morte? Una ricostruzione completa del crollo di Terra (LUNA): cosa dobbiamo imparare per il futuro.

Criptomercato ricostruisce l’ascesa e alla caduta delle stablecoin algoritmiche. Cosa riserva il futuro per questo modello di stablecoin?

Nella ricerca della stabilità sulla blockchain, è emersa un’ampia varietà di modelli di stablecoin, ognuno dei quali ha i suoi pro e contro. Sebbene le stablecoin garantite da fiat rimangano dominanti nel mercato, negli ultimi anni è emersa una nuova ondata di stablecoin algoritmiche. Ognuna di queste spera di fornire un asset più decentralizzato e stabile nel prezzo.

luna ust stablecoin algoritmiche

In quanto asset stabilizzati algoritmicamente, le stablecoin algoritmiche sono diverse dalle semplici stablecoin garantite da asset. Come suggerisce il nome, generalmente si basano su algoritmi, teoria dei giochi e incentivi economici per mantenere il proprio ancoraggio. Ciò significa che non devono fare affidamento su emittenti e fondi centralizzati per mantenere il proprio valore. Allo stesso tempo questo li rende potenzialmente vulnerabili agli attacchi, rendendo più facile eliminarli. Immergiamoci.

L’ascesa delle stablecoin algoritmiche

L’industria delle criptovalute è costantemente impegnata nel migliorare la propria decentralizzazione e renderla sostenibile. Le stablecoin costituiscono uno degli ultimi pezzi del puzzle per realizzare un sistema completamente decentralizzato. Quasi tutte le stablecoin – come USDC e USDT – fanno affidamento su emittenti centralizzati che detengono riserve fiat.

Secondo alcuni questo rappresenta un rischio sistemico per l’industria delle criptovalute nel suo insieme. Non dimentichiamoci infatti che le stablecoin sono responsabili di oltre la metà di tutto il volume degli scambi in criptovalute. Sono cruciali per la stabilità del settore, in questo momento.

Le stablecoin algoritmiche promettono ulteriori vantaggi rispetto alle tipiche stablecoin supportate da fiat, incluso il fatto di essere completamente decentralizzate. Poiché queste risorse non si basano su società tradizionali e non richiedono un collegamento diretto con la valuta fiat, sono più difficili da bloccare, regolamentare o sequestrare. Sono anche molto più veloci da lanciare e scalare, poiché in molti casi qualsiasi team con un’idea e con risorse e garanzie minime può creare e distribuire un token stabile algoritmicamente in pochi giorni.

Inoltre, siccome queste criptovalute sono completamente on-chain, possono anche essere considerate più trasparenti delle stablecoin garantite da fiat. Questo perché solo alcune di queste pubblicano resoconti credibili delle proprie riserve, e relativamente di rado.

Nonostante questi chiari vantaggi, le stablecoin algoritmiche hanno iniziato ad attirare l’attenzione solo dopo il rilascio di TerraUSD (UST). Si tratta di una stablecoin ancorata al dollaro, nata sulla blockchain di Terra. Questo, in combinazione con la piattaforma di risparmio decentralizzata Anchor Protocol (che forniva un APY fisso del 20% circa) si è rivelato incredibilmente popolare e ha visto la sua diffusione esplodere tra marzo 2021 e maggio 2022.

Oggi c’è un elenco nutrito di stablecoin algoritmiche. Molte sono disponibili sulle piattaforme di smart contract più popolari, sebbene la maggior parte sia ancora relativamente oscura e poco adottata.

Il crollo delle stablecoin algoritmiche

Le tipiche stablecoin garantite da fiat generalmente possono essere riscattate a un tasso di 1:1 grazie alle riserve fiat. Le stablecoin algoritmiche invece non sono direttamente garantite da un asset a prezzo stabile.

Inoltre possono variare tra loro nel meccanismo che usano per raggiungere la stabilità. Questo può funzionare relativamente bene in alcuni casi, mentre altre volte è una bomba a orologeria che aspetta solo di esplodere.

La maggior parte delle stablecoin algoritmiche si basa su meccanismi di arbitraggio per mantenere la stabilità. Funziona a grandi linee così: generalmente sono accoppiate ad un token secondario volatile (nel caso di UST tale token era LUNA). Gli utenti bruciano il token volatile per coniare la stablecoin e viceversa. In questo modo il prezzo della stablecoin rimane per l’appunto stabile sia in caso di espansione che di contrazione del mercato. Se il token secondario ha una forte pressione di vendita, l’intero sistema collassa.

Tutto questo ha reso molte stablecoin algoritmiche particolarmente vulnerabili alla manipolazione intenzionale del mercato. Nel caso di Terra (LUNA), questo è stato fatale. Vediamo più nel dettaglio il caso di UST.

Il caso di TerraUSD (UST)

TerraUSD (UST) è -o era – una stablecoin algoritmica progettata per mantenere il suo peg attraverso l’attività di arbitraggio sulla blockchain.

Attraverso il portafoglio Terra Station, gli utenti possono – o potevano – scambiare 1 UST con $1 di LUNA in qualsiasi momento. In teoria, se UST fosse scesa al di sotto del suo peg di $1, gli utenti lo avrebbero scambiato con $1 di LUNA, per poi venderlo per $1. Nel frattempo, l’offerta di UST si sarebbe contratta e la domanda del token sugli exchange sarebbe aumentata. Questo mentre gli utenti erano intenzionati a sfruttare l’opportunità di arbitraggio, riportando il valore di UST a $1.

Questo sistema era già stato messo alla prova nel maggio 2021, quando TerraUSD ha subito una delle peggiori deviazioni dal suo ancoraggio nella sua breve storia. In quell’occasione “crollò” da $1 a $0,96 in 1 settimana. Sebbene alla fine UST sia tornata al suo punto fermo, questo evento ha suscitato preoccupazioni sul fatto che il suo modello economico non fosse praticabile a lungo termine. Se la capitalizzazione di mercato di UST avesse superato quella di LUNA o se ci fosse stato un considerevole numero di liquidazioni, ci sarebbe stato – come poi è avvenuto – un crollo incontrollabile.

Al fine di affrontare le preoccupazioni e fornire un sostegno per il prezzo UST, un’organizzazione no-profit nota come Luna Foundation guard (LFG) ha accumulato $3,5 miliardi di riserve di vari asset volatili (tra cui BTC e AVAX). Ma questi fondi non sono stati sufficienti per fermare una serie catastrofica di liquidazioni, che nel maggio 2022 hanno fatto precipitare il prezzo di UST da $1 a un minimo di $0,044. Nel frattempo LUNA ha visto il suo valore crollare da oltre $100 a una piccola frazione di centesimo, mentre la sua offerta circolante si è espansa in modo esponenziale.

… fino al collasso definitivo

Questo evento ha fatto rapidamente vacillare il suo meccanismo di arbitraggio. Il limite di capacità giornaliera e lo slippage in graduale aumento hanno reso impossibile lo scambio effettivo di 1 UST con $1 di LUNA. Per non parlare del fatto che in genere c’era uno scarto significativo tra il prezzo dell’oracolo e il valore di scambio effettivo.

Questo evento ha influenzato tutto lo spazio DeFi e stablecoin. Ha interrotto numerosi protocolli basati su Terra e provocato il collasso di alcuni asset tra cui la stablecoin USDX. Tale stablecoin costruita da Kava Labs, era infatti parzialmente collateralizzata da UST. La stablecoin è scesa al suo valore più basso di tutti i tempi – $0,45 – e viene ancora scambiata significativamente al di sotto del suo soft peg. Allo stesso modo, la stablecoin algoritmica DEI di Deus Finance è ora off-peg da più di una settimana.

Nelle fasi successive del crollo di UST, sono emerse anche accuse secondo cui Do Kwon era responsabile di un’altra stablecoin algoritmica precedentemente fallita – nota come Basis Cash – crollata nell’oblio poche settimane dopo il lancio.

È opinione comune che la stablecoin UST sia ormai oltre il punto di ripresa. Sarà ricordata come uno dei più grandi passi falsi nella storia delle criptovalute, attirando anche l’attenzione delle istituzioni a causa del suo potenziale danno economico. UST è ora di gran lunga il più grande progetto di stablecoin fallito, e servirà da modello per cosa non fare nelle iniziative future.

La Saga di Terra: Analisi post disfatta

Terra dimostra la fragilità di alcune economie basate su blockchain. Funge da ammonimento per gli sviluppatori che cercano di affrontare l’opportunità/problema della stablecoin algoritmica, nonché per gli utenti che scelgono di utilizzare queste criptovalute rispetto alle opzioni più tradizionali supportate da fiat.

Ora, a più di una settimana dal suo crollo, è chiaro che Terra come era conosciuta una volta è oltre il punto di ripresa. Quello che emergerà dalle macerie sarà costruito su diversi compromessi.

Alcune voci sostenevano che la società di investimento GAM con sede a Zurigo aveva organizzato un pacchetto di salvataggio da 3 miliardi di dollari per Terra. Successivamente tale voce è stata smentita.

Non c’è verità nella storia e GAM non ha rilasciato alcun comunicato stampa. GAM ha controlli severi sulla diffusione dei comunicati stampa e stiamo indagando sulla fonte di questa storia e su come è stata pubblicata“, ha affermato un portavoce di GAM in un recente comunicato stampa.

L’Hard Fork

La blockchain con ogni probabilità dovrà completare un hard fork. Questo vuol dire essenzialmente che verrà creata una nuova blockchain dalla chain di Terra originale. La vecchia blockchain sarà rinominata Terra Classic, mentre la nuova chain continuerà come catena principale, e si chiamerà semplicemente Terra. Tale hard fork è molto simile a quello di Ethereum nel luglio 2016. Dopo che il famigerato Hack di DAO, la community di Ethereum si è divisa, e questo ha portato a un fork che ha prodotto due catene: Ethereum Classic (l’originale Ethereum) ed Ethereum come lo conosciamo oggi.

Secondo recenti tweet, il fondatore di Terra Do Kwon e la maggior parte dei validatori della rete sono fiduciosi che la nuova chain Terra 2.0 sarà in grado di mantenere il supporto dell’ecosistema e della più ampia community di sviluppo, fornendo al contempo una via praticabile per il recupero.

Al momento non è chiaro se la nuova chain manterrà la funzione di creazione e burn di LUNA, procedimento descritto nel corso di questo articolo.

La nuova proposta

La nuova proposta LUNA Go Forward è progettata per incentivare gli sviluppatori ed il maggior numero possibile di membri della community. Includerà un airdrop di nuovi token LUNA per gli staker di Luna Classic, i possessori di Luna Classic, i possessori di UST e gli sviluppatori di app. Gran parte dei nuovi LUNA fornita sarà riservata all’allineamento degli sviluppatori e ai programmi di mining.

La distribuzione completa dei token sarà effettuata come segue:

  • 25% al Community pool;
  • 35% a coloro che detenevano LUNA pre-attacco;
  • 10% a coloro che detenevano aUST pre-attacco;
  • 10% a coloro che detenevano LUNA post-attacco;
  • 20% a coloro che detenevano UST post-attacco.

Nonostante la mancanza di trasparenza durante l’attacco a LUNA/UST, ora sembra che la Luna Foundation Guard abbia bruciato la maggior parte delle sue riserve nel tentativo di difendere il peg di UST. Secondo il suo ultimo aggiornamento, l’organizzazione no profit ha speso più di 80.000 BTC, 26 milioni di USDT e 23,5 milioni di USDC nel disperato tentativo di ripristinare il peg. Le sue riserve ora costituiscono solo una piccola frazione di quello che erano settimane fa.

Ripercussioni sociali e legali

In una nota più cupa, sono stati riportati dai media più di una dozzina di suicidi a seguito del crollo della Terra. Centinaia di migliaia di investitori sono rimasti devastati. Nonostante ciò, le criptovalute originali LUNA e UST possono ancora essere negoziate su un’ampia varietà di piattaforme exchange, sebbene la maggior parte delle piattaforme di trading di derivati ​​abbia chiuso i contratti futuri per questi asset.

All’indomani dell’incidente di Terra, il fondatore Do Kwon è stato soggetto a più di alcune minacce legali. Il servizio fiscale sudcoreano ha criticato sia lui che Terraform Labs con una fattura fiscale di 78,4 milioni di dollari per presunta evasione fiscale. Secondo tali ricostruzioni tre membri dello staff legale di Terraform Labs hanno lasciato l’azienda, probabilmente a causa del pasticcio legale in cui l’azienda sarebbe presumibilmente coinvolta.

Le cose continuano ad andare di male in peggio per Kwon. Nonostante abbia un seguito considerevole sui social media, è ora regolarmente denigrato dalle figure di riferimento del settore e dalla community di LUNA.

Panoramica sulle altre stablecoin algoritmiche

Sebbene TerraUSD sia di gran lunga la stablecoin algoritmica più conosciuta, in realtà fa parte di un settore più ampio formato da un piccolo assortimento di asset simili. Questi progetti hanno l’obiettivo di fornire un’unità di valore stabile, senza ricorrere alla garanzia fiat.

Sebbene alcuni credano che queste soluzioni siano intrinsecamente fragili e rappresentino solo una catastrofe in attesa di accadere, alcune stablecoin algoritmiche si sono dimostrate straordinariamente resistenti.

Uno dei più importanti di questi è NeutrinoUSD (USDN), una stablecoin basata su Waves garantita dai token WAVES. Come UST, USDN ha un’offerta regolabile che può essere ampliata o contratta in base alla domanda. Per coniare USDN, gli utenti devono bloccare i token WAVES per un valore significativamente superiore all’USDN che desiderano ricevere. Dovranno in seguito restituire i propri USDN per recuperare gli WAVES collateralizzati.

Nell’ultimo mese, il token ha deviato in modo significativo dal suo peg in due occasioni, scendendo sotto gli 80 centesimi entrambe le volte. Successivamente si è ripreso, dimostrando che il suo meccanismo di stabilità è in grado di far fronte a deviazioni significative.

Token rebase

Citiamo a proposito anche i cosiddetti token rebase, che gonfiano o contraggono l’offerta in base a deviazioni positive o negative dal peg per stabilizzarne il valore.
I token Rebase sono in qualche modo simili alle stablecoin, nel senso che entrambi hanno obiettivi di prezzo. Tuttavia, a differenza delle stablecoin, i token rebase hanno un’offerta elastica, il che significa che l’offerta circolante si adegua alla domanda e all’offerta, senza modificare il valore dei token nei portafogli degli utenti.

Il più noto di questi è di gran lunga Ampleforth, che utilizza un meccanismo di rebase per mantenere il prezzo di AMPL al valore desiderato.

Dal suo lancio più di un anno fa, il prezzo di AMPL è stato tutt’altro che stabile. Ha toccato un massimo di $4,04 e un minimo di $0,29 in questo arco di tempo. Tanti altri token rebase non sono riusciti a spiccare il volo o a mantenere il proprio ancoraggio.

Futuro del modello di Stablecoin Algoritmica

Il recente fiasco di TerraUSD ha aumentato il controllo non solo sull’ecosistema delle stablecoin, ma anche sul panorama delle criptovalute nel suo insieme, spingendo i legislatori ad aumentare il controllo normativo del settore. Le conseguenze di tutto questo potrebbero essere significative.

Questo è uno sviluppo positivo per coloro che credono che le normative aumenteranno la sicurezza e la fiducia nelle stablecoin, e quindi nell’intero ecosistema delle criptovalute. Ma altri ritengono che questo apra le porte a una repressione normativa, che potrebbe ridurre la concorrenza e aumentare la centralizzazione in uno spazio che dovrebbe essere decentralizzato per definizione.

In ogni caso, allo stato attuale, la nicchia delle stablecoin algoritmiche contiene ancora diversi candidati potenzialmente validi, la maggior parte dei quali ha subito almeno una deviazione significativa dal loro peg. Per questo motivo, tale nicchia è ancora lontana dall’essere morta. Anche il tanto diffamato Terra e la sua stablecoin UST si stanno preparando per un ritorno. Anche se non sappiamo quasi nulla di come ciò avverrà.