Il collasso dell’ecosistema Terra Luna e della sua stablecoin UST ha causato, insieme alle altre situazioni macro, una reazione a catena che ha dato il colpo di grazia alle compagnie non perfettamente solide e capitalizzate che vedono il loro core business in Bitcoin e le criptovalute.

Il tracollo ha spinto diverse aziende, anche di notevoli dimensioni, alla bancarotta. Le compagnie in serie difficoltà si sono viste quindi costrette a cercare potenziali investitori che possano infondere liquidità così da tenerle a galla in questi momenti difficili. 

Il tutto mentre i mercati finanziari globali stano vivendo una tempesta di dimensioni mai viste prima nella storia.

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Le realtà invece più solide e che possono contare su una grand quantità di risorse liquide, stanno invece sfruttando il periodo per fare investimenti e acquisizioni a sconto. Tra gli operatori più attivi in tal senso, ha fatto molto parlare Sam Bankman-Fried, il giovane miliardario fondatore e Ceo di FTX e Alameda. SBF si è reso protagonista infatti nelle trattative per il salvataggio di importanti compagnie di lending e borrowing di criptovalute come BlockFi e Celsius, tra gli altri.

Le offerte di aiuto da Sam Bankman-Fried di FTX

Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried (SBF) sta offrendo prestiti e aiuti in diverse forme a diverse società del settore cripto devastate dalla situazione. Nell’ultimo mese è venuto in soccorso di BlockFi e Voyager Digital, fornendo fondi di emergenza per un valore di quasi 750 milioni di dollari. Ha poi acquisito BlockFi per circa 250 milioni di dollari poche settimane dopo.

SBF non è l’unico cripto miliardario che cerca di salvare le società del settore insolventi. In un’intervista con The Block, il CEO di TRON Justin Sun ha dichiarato di essere pronto a sborsare fino a 5 miliardi di dollari per aiutare le aziende in gravi difficoltà. Il CEO di Binance Changpeng ‘CZ’ Zhao sta anche cercando di unirsi alla miniera d’oro degli interventi di salvataggio investendo e fornendo liquidità a diversi progetti.

Aziende in modalità di sopravvivenza

È decisamente attiva la modalità di sopravvivenza per le società nel settore delle criptovalute e Web3 che soffrono della catena di eventi innescata dal collasso dell’ecosistema Terra. Alcuni hanno avuto un’esposizione diretta ai token Terra, vedendo quindi il prosciugamento delle loro casse una volta che il duo LUNA-UST è piombato tragicamente a zero nel giro di pochi giorni. 

Altri hanno sofferto quando le aziende colpite non sono riuscite a rimborsare i loro prestiti in essere anche da diversi milioni di dollari.

Ad ogni modo, il crollo di Terra ha spinto diverse aziende al fallimento, costringendole a cercare potenziali investitori che possano infondere liquidità e permettergli di superare questo momento.

Forse, una delle aziende colpite in modo più duro è stata proprio BlockFi. Il servizio di ledine e borrowing di criptovalute ha preso diversi colpi molto duri durante questo crypto winter.

I costi operativi eccessivi l’hanno costretta a lasciare andare circa il 20% della sua forza lavoro a metà giugno. Allo stesso tempo, la US Securities and Exchange Commission (SEC) ha affibbiato una multa di ben 100 milioni di dollari alla compagnia per “vendita di titoli non registrati”. Si tratta in questo caso della multa più salata mai inflitta da un’azienda di criptovalute.

BlockFi ha anche riconosciuto di aver subito una perdita diretta di 80 milioni di dollari quando 3 Arrows Capital (3AC) è stata liquidata. Una delle più grandi società di venture capital focalizzate sulle criptovalute, 3AC, aveva investito 200 milioni di dollari nel token LUNA di Terra. Un importo enorme che è stato polverizzato in pochi giorni.

Un estate di salvataggi multimilionari

Il 21 giugno 2022, il CEO di BlockFi Zac Prince ha annunciato su Twitter che FTX aveva creato una disposizione di credito revolving di 250 milioni di dollari per l’azienda in difficoltà. Il post ha anche accennato al fatto che le porte che conducono alla “futura collaborazione e innovazione tra BlockFi e FTX” erano state aperte.

Il 2 luglio, Prince è tornato su Twitter e ha annunciato che FTX ha cercato di acquisire BlockFi per un prezzo variabile fino a 240 milioni di dollari in base ai trigger di prestazioni. La linea di credito revolving è stata aumentata a 400 milioni nell’accordo firmato dalle due società.

Anche la società canadese di investimento in criptovalute Voyager Digital si è trovata coinvolta nella debacle 3AC. L’esposizione di Voyager a 3AC consisteva in 15.250 BTC (per un valore di 370 milioni di dollari all’epoca) e 350 milioni in stablecoin USDC. Importi enormi che ovviamente 3AC non poteva rimborsare a causa delle enormi perdite derivanti dalla catastrofe di Terra.

La linea di credito revolving per il salvataggio

Il 22 giugno 2022, Voyager ha sbloccato una linea di credito revolving da Alameda Ventures, composta da 200 milioni in contanti e 15.000 BTC per garantire i suoi asset. Alameda Ventures è un’altra delle aziende di Sam Bankman-Fried. Il credito revolving funziona in modo molto simile a una carta di credito o un fido bancario. Ovvero il credito è ripristinato man mano che il debitore rimborsa l’importo dovuto e gli interessi maturati nel mentre.

L’eventuale dichiarazione di fallimento di Voyager il 6 luglio 2022 ha rivelato che la stessa Alameda Ventures doveva alla prima un totale di 377 milioni di dollari a un tasso di interesse compreso tra l’1% e il 5%. È interessante notare che il mutuatario è ora quello che sta salvando Voyager Digital per un’altra linea di credito revolving da 500 milioni di dollari.

Vauld sarà il prossimo?

Un altra compagnia che sembra destinata a seguire le orme di BlockFi e Voyager, è la piattaforma di prestito di criptovalute di Singapore Vauld. L’azienda ha interrotto tutti i prelievi il 5 luglio 2022 e non li ha ancora ripristinati.

Questo mossa estreme è stata attuata poiché gli utenti hanno iniziato a ritirare in massa i propri fondi in mezzo alla diffusa paura e incertezza che caratterizza questa fase turbolenta nei mercati finanziari. In totale, gli utenti hanno prelevato 197,7 milioni di dollari nelle tre settimane tra il 12 giugno 2022 e il 1 luglio 2022.

L’offerta di Nexo

A seguito di questi sviluppi, il prestatore di criptovalute con sede nel Regno Unito Nexo è intervenuto e si è offerto di acquisire fino al 100% di Vauld. È interessante notare che Nexo si era anche offerta di acquisire i beni della rete Celsius ferita nel giugno 2022, ma quest’ultima ha rifiutato.

Vauld e Nexo sono quindi entrati in una finestra di esclusività di 60 giorni. Durante questi due mesi le compagnie andranno a valutare le carte e fare i conti in modo approfondito. “Apriranno i libri contabili. Vedrai tutto. C’è un buco? Quanto è grande il buco? Dove sono gli asset? Chi sono le controparti?” ha dichiarato ll capo di Nexo alla CNBC.

Oggi, in un’e-mail ai suoi investitori al dettaglio, Vauld ha rivelato di “avere una discrepanza di attività e passività” con attività del valore di 330 milioni di dollari e passività del valore di 400 milioni. La società ha indicato “l’esposizione a UST” come uno dei principali motivi di questa discrepanza. 

Tuttavia, Vauld aveva assicurato ai suoi utenti di non avere alcuna esposizione alle aziende e fondi in fallimento Celsius Network e 3AC. Bathija ha anche rassicurato gli utenti sul fatto che gli interessi sui depositi non subiranno in alcun modo variazioni o influenze da questi eventi.