Molte criptovalute possono essere estremamente volatili e chiunque le abbia utilizzate lo sa bene. Ma hanno anche catturato l’attenzione come possibili alternative alle valute fiat più instabili e deboli sullo scacchiere internazionale. 

Gli esperti sostengono che un’elevata inflazione unita a una potenziale recessione globale potrebbe causare un aumento nell’adozione di stablecoin ancorate al dollaro. In particolare potremmo assistere al fenomeno nei mercati emergenti o in via di sviluppo, accelerando al contempo la dollarizzazione.

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Tuttavia non parliamo certo di un processo semplice e senza ostacoli, anzi. In alcuni paesi con economie arretrate o instabili, le banche hanno un alto rischio di insolvenza e accumulare dollari in contanti è una strategia costosa e rischiosa.

“Le stablecoin stanno risolvendo questi problemi nei mercati emergenti: è una valuta forte, più facile da immagazzinare rispetto ai contanti, non soggetta ai fallimenti delle banche, e può anche essere utilizzata per generare rendimento”, ha affermato Maxim Ermilov,il fondatore di Overnight, che ha creato la stablecoin USD+ sulla blockchain proof-of-stake di Polygon, la quale offre peraltro interessanti rendimenti .

Stablecoin e inflazione

L’inflazione è un tema di primaria importanza in tutte le economie avanzate, dove spesso si è trovata a tassi insolitamente alti, ma non è certo nulla di nuovo per alcune economie emergenti o in via di sviluppo.

Nei paesi con un problema di inflazione elevata o addirittura fuori controllo, alcune valute nazionali si deprezzano. In particolare la situazione si aggrava enormemente quando la banca centrale di un paese non ha indipendenza dal potere politico.

“Le stablecoin sono cresciute indipendentemente dai cicli di mercato”, ha affermato Hugo Volz Oliveira, segretario generale del New Economy Institute, un’organizzazione no profit fondata da importanti società Web3 e supportata dalla blockchain Near, dal browser Web Brave e da diverse università portoghesi.

Stando a quanto riferisce, Tether (USDT) è stato lanciato nel 2014, ma “è stato ampiamente adottato solo durante il boom del 2017”. Anche nel crollo indotto dal Covid nel marzo 2020, “l’offerta di stablecoin è aumentata mentre i prezzi delle criptovalute sono diminuiti. Il che implica che i periodi ribassisti contribuiscono in qualche modo a un aumento dell’adozione di stablecoin“.

La dollarizzazione delle economie secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI)

Anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha riconosciuto che una turbolenza economica potrebbe comportare un’ulteriore dollarizzazione delle economie, in particolare con le sue versioni digitali come le stablecoin USDT o USD Coin (USDC) che sono facilmente disponibili e molto liquide in ogni angolo del globo.

“È possibile che le valute nazionali emesse dalle loro banche centrali, in particolare le valute considerate meno convenienti da usare o di valore volatile, possano essere sostituite dalle stablecoin. Parliamo di criptovalute private emesse da società multinazionali o banche globali e solitamente sostenute da dollari USA per mantenere la stabilità. Oppure da CBDC emessi dalle principali economie”, hanno scritto gli economisti del FMI in una pubblicazione pubblicata a giugno.

“Anche una criptovaluta volatile come Bitcoin potrebbe, oltre a consentire la fuga di capitali, essere preferita alla valuta locale durante le turbolenze economiche”. Ha osservato il FMI.

Tuttavia, mentre il bitcoin ha avuto successo come alternativa alla valuta locale in passato, l’adozione delle stablecoin potrebbe addirittura arrivare più velocemente. Questo perché la popolazione ha già più familiarità con la tecnologia sottostante che guida i mercati delle criptovalute. In parte grazie al bitcoin.

Secondo gli osservatori del FMI, questa adozione potrebbe aumentare anche in modo sostanziale se queste stablecoin e criptovalute possono migliorare l’inclusione finanziaria in luoghi in cui l’attività bancaria è inefficiente e i costi di transazione sono elevati

Un esempio pratico di ciò è quando i lavoratori nei paesi in via di sviluppo lavorano per datori di lavoro nei paesi più ricchi. Essere pagati digitalmente senza avere a che fare con gli ingombranti sistemi finanziari dei datori di lavoro è un vantaggio. Lo stesso vale per quando si ha la necessità di inviare e ricevere fondi da e verso familiari e amici all’estero.

Le stablecoin non proteggono le popolazioni da divieti o sequestri

Se il problema però non riguarda il deprezzamento o la volatilita della valuta, ma l’oppressione di un regime autoritario, le stablecoin purtroppo non potranno essere una soluzione. A differenza di bitcoin, ether e poche altre criptovalute che sono realmente decentralizzate per loro natura e progettazione, le stablecoin tendono ad essere centralizzate. 

Questo comporta che i loro utenti e detentori sono soggetti a divieti o sequestri da parte di governi autoritari e/o corrotti. Mentre bitcoin e alcuni altri progetti completamente decentralizzati sono studiati per essere resistenti anche a tali attacchi.

A giugno, molti sostenitori dei diritti umani hanno evidenziato come le criptovalute potrebbero essere un grande strumento per i dissidenti politici in molti paesi del mondo. 

In una lettera al Congresso degli Stati Uniti citata dalla CNBC, 21 sostenitori dei diritti umani di 20 paesi diversi hanno spiegato come queste risorse digitali siano importanti. In special modo laddove “le valute locali stanno crollando, falliscono o sono tagliate fuori dal mondo esterno”.

“Non affermiamo che Bitcoin e stablecoin risolvano ogni problema, o che siano del tutto positivi o senza rischi”, riconoscono gli osservatori del FMI. Eppure, “questa rete monetaria aperta e decentralizzata aiuterà a sfidare la tirannia e rafforzare i movimenti democratici all’estero”.

La lettera cita luoghi come Nigeria, Turchia e Ucraina dove, secondo i dati del 2021 di CryptoCompare, l’attività delle criptovalute è aumentata in modo significativo. In Turchia (+85,4%) e Ucraina (+218%). In entrambi i paesi, ad esempio, il predominio delle stablecoin è salito addirittura al di sopra del predominio dell’euro.

“Inoltre, i nostri dati mostrano una crescita dell’attività nel settore delle criptovalute quest’anno, nonostante la tendenza al ribasso dei prezzi nelle quotazioni sui mercati“. Questo sostiene Jacob Joseph, ricercatore e analista di dati di CryptoCompare.

Le stablecoin e le criptovalute sono un bene sicuro per i popoli oppressi?

La realtà è che non tutte le stablecoin sono uguali, ovviamente. TerraUSD (UST) è solo l’ultimo esempio di come un’apparente asset sicuro e molto capitalizzato, può uscire dai binari e andare a schiantarsi fallendo in pochi giorni o settimane. Il crollo della stablecoin algoritmi in questione ha sollevato scetticismo sull’adozione in generale delle stablecoin. Seppure se gli esperti ritengono che la battuta d’arresto sarà temporanea.

Ci sono stablecoin e stablecoin insomma. Ci vogliono specialisti o regolatori per distinguere e spiegare al consumatore che solo alcuni tipi di queste soddisfano dei criteri di sicurezza adeguati.

Da questo punto di vista la regolamentazione potrebbe dare qualche aiuto e si stanno compiendo progressi sia nell’Unione Europea che nel Congresso degli Stati Uniti per affrontare al meglio il complesso compito di dettare regole efficaci ed eque circa l’utilizzo delle criptovalute.

“È naturale che la maggior parte della regolamentaizione riguardi le stablecoin e il controllo della sua emissione in modo da promuovere la stabilità finanziaria ed evitare il contagio in caso di crisi”, ha aggiunto Volz Oliveira. Questo prevedendo che tale direzione “dovrebbe portare più fiducia nel sistema. Sia in Europa che all’estero. Poiché la regolamentazione dell’UE è spesso seguita da altri paesi e blocchi regionali”.

Ermilov ritiene inoltre che la futura regolamentazione europea delle criptovalute “differenzierà chiaramente tra diversi tipi di stablecoin”, supportando e promuovendo quindi “stablecoin conformi e già collaudate“. Anzichè fidarsi del proliferare di stablecoin “algoritmiche” o ancora in fase di test.

“Se fosse stato in atto prima, il disastro di UST avrebbe potuto essere evitato o ridotto al minimo“. Ha poi aggiunto in chiusura.