WeChat, la più grande applicazione di messaggistica della Cina, si è fatta avanti per introdurre regole per rafforzare la supervisione sui token non fungibili (NFT).

Un numero elevatissimo di utenti ha segnalato che la piattaforma ha vietato gli account pubblici che hanno a che fare con la compravendita e le transazioni di NFT, al fine di ottemperare alle nuove regole imposte dalle autorità centrali cinesi.

wechat vieta gli nft in cina

In Cina, come è noto, il governo e i rappresentanti del partito hanno ingaggiato una guerra senza esclusione di colpi a tutto ciò che ruota intorno al mondo di Bitcoin, criptovalute, NFT, blockchain, e tutto ciò che non è controllabile direttamente dalle autorità e dal potere centrale.

A quanto si è potuto sapere poche ore fa, nel mirino della opprimente regolamentazione in Cina, è toccato alla famosissima app di messaggistica WeChat. In Occidente è un applicazione poco utilizzate, mentre in molti paesi asiatici, Cina in primis, è forse tra i programmi più diffusi e utilizzati in assoluto. Tra tutte le fasce sociali e per le più svariate attività.

Wechat non serve solo a inviare messaggi, ma a fare le più disparate attività. Compresi pagamenti, prenotazioni e tanto altro. Si tratta di qualcosa che è per la popolazione cinese ciò che in USA ed Europa può essere un Whatsapp/Telegram, ma con l’aggiunta di servizi di pagamento e trasferimento fondi, oltre a vari portali per i servizi che siamo abituati ad utilizzare tramite altre applicazioni mirate.

WeChat pubblica le nuove regole

WeChat, che conta oltre 1,1 miliardi di utenti giornalieri, ha emanato nuove regole per quanto riguarda l’emissione, la conservazione e il trasferimento o scambio di asset digitali. Il “Codice di condotta” aggiornato afferma che, secondo la sezione 3.24, qualsiasi account coinvolto nell’emissione, nel trading e nel finanziamento di valuta virtuale dovrà affrontarne le conseguenze.

Gli account identificati saranno limitati da alcune funzioni che possono portare a un divieto permanente.

Le regole aggiornate menzionano che anche i profili che forniscono operazioni secondarie di NFT devono essere trattati in conformità con essa. Secondo quanto riferito, WeChat ha bloccato l’account ufficiale di “NFTea Digital Tea Ticket” per non aver seguito le normative previste. Il profilo è stato trovato eseguendo le transazioni secondarie delle raccolte digitali che sono state sollevate dagli utenti.

In precedenza, WeChat aveva già provveduto a bloccare un gran numero di account che si occupano di NFT. Questa mossa è avvenuta in conformità con un maggiore controllo da parte del governo cinese.

Tuttavia, l’applicazione menzionava che questa risoluzione era stata adottata per prevenire la speculazione sul trading di asset digitali a rischio. WeChat ha anche implementato le notifiche su alcune piattaforme NFT per registrare certificati di qualificazione per un ulteriore impegno sulla rete.

La Cina è in guerra con criptovalute ed NFT

Gli account vietati sulla piattaforma devono fornire un certificato di collaborazione con una società blockchain. L’organizzazione blockchain dovrebbe essere registrata e approvata dalla Cyberspace Administration of China.

Il governo cinese è stato un grande oppositore delle risorse digitali virtuali nel paese. Ha già vietato le criptovalute e il loro mining. Ad aprile le istituzioni finanziarie e di sicurezza cinesi hanno lanciato un’iniziativa sulla prevenzione dei rischi legati alle risorse digitali e la speculazione tramite di esse. Hanno poi anche affermato che è ben presente il rischio che il mercato NFT possa esplodere in futuro.

Questo rappresenta una gatta da pelare importante per il governo cinese. Sostengono infatti siano da tenere sotto controllo alcuni rischi nascosti e, a loro dire, insiti nella natura stessa di qualsiasi strumento finanziario decentralizzato come possono essere criptovalute ed NFT che transitano su blockchain “libere”. i rischi principali cui fanno riferimento sono il riciclaggio di denaro e le speculazioni ad esso correlate, oltre a un poco velato timore di perdere il potere di controllo pressochè totale che il governo cinese applica ai danni della propria popolazione e dei cittadini cinesi.