Scopri tutto su THORChain e sul suo token RUNE. Scopri di più sei interessato a investire o sei semplicemente curioso.

THORChain mira a decentralizzare la liquidità della criptovaluta tramite una rete di THORNode pubblici e prodotti vari. L’accesso alla sua liquidità nativa e cross-chain è aperto a chiunque.

RUNE Thorchain

Scopri perché ha guadagnato così tanta popolarità negli ultimi mesi e perché potrebbe diventare importante nel mondo cripto.

THORChain (RUNE): ecco che cos’è

THORChain è un market maker automatizzato descritto per la prima volta in un white paper circa tre anni fa.

L’obiettivo di THORChain è abilitare scambi di criptovalute cross-chain.

Con THORChain gli utenti possono “scambiare liberamente da una chain all’altra, da una risorsa all’altra“, ha detto Barraford a CoinDesk. Ciò significa effettuare scambi cross-chain con valute reali, piuttosto che monete wrappate o cose simili. Nel frattempo si interagisce su un exchange AMM decentralizzato, simile a molti altri DEX.

Finora gli utenti di THORChain possono fare scambi con le principali criptovalute sul mercato. I token che mancano saranno aggiunti al protocollo nel prossimo futuro. Ma a differenza della maggior parte delle altre piattaforme cross-chain, THORChain consente agli utenti di scambiare le risorse reali di più blockchain non collegate piuttosto che monete wrapped o altre imitazioni.

Tutto ciò che devi sapere sul token nativo RUNE

Questi scambi cross-chain sono abilitati da RUNE, il token nativo offerto da THORChain.

Ogni volta che avviene uno scambio su THORChain, i token scambiati vengono abbinati con un valore uguale di RUNE. Se, ad esempio, un utente desidera scambiare Ether con Bitcoin, scambierà prima il proprio ETH con RUNE, quindi scambierà tale RUNE con un importo equivalente di BTC.

L’apertura del protocollo ha suscitato un serio interesse da parte dei trader amanti della speculazione, che ne hanno approfittato prima del recente crollo di maggio 2022. Nel momento in cui scrivo RUNE vale $3.19.

THORChain (RUNE) e il problema dell’impermanent loss

Gli scambi cross-chain non sono l’unica chicca offerta da THORChain. Il DEX fornisce anche una soluzione a un paio di problemi che hanno afflitto gli exchange e i fornitori di liquidità che li alimentano: slippage e impermanent loss.

THORChain e RUNE hanno cercato di ridurre al minimo l’impatto di questi due fattori consentendo agli utenti di pubblicare una quantità uguale di qualsiasi token supportato dalla piattaforma e iniziare immediatamente a guadagnare commissioni di trading. Questo incoraggia un maggior numero di fornitori di liquidità a entrare nel pool e partecipare al sistema, contribuendo a ridurre la variabilità dei prezzi.

Quando si parla di impermanent loss, bisogna tenere presente che la rete THORChain ha una specie di assicurazione per coloro che rimangono per almeno 90 giorni.

Come investire in THORCHAIN (RUNE)

Il token RUNE è disponibile su una moltitudine di exchange. I principali sono:

THORWallet

Secondo un annuncio del team il THORwallet è un portafoglio non custodial che “consente lo scambio di token di layer 1 in modo decentralizzato e senza intermediari“. Fondamentalmente consente lo scambio di asset e token reali, piuttosto che di asset wrapped e tutto ciò che abbiamo detto finora

THORWallet consente inoltre agli utenti di guadagnare interessi investendo in pool di liquidità o in un vero e proprio conto di risparmio multi-chain, consentendo agli utenti di guadagnare un rendimento in Bitcoin. Gli utenti possono anche scambiare asset sintetici con commissioni di trading inferiori.

L’obiettivo, secondo il team di THORCHAIN, è “dare agli utenti la possibilità di partecipare allo spazio DeFi nel modo più semplice possibile, direttamente dal proprio cellulare“.

THORCHAIN (RUNE) e la vulnerabilità agli attacchi hacker

Pochi giorni dopo il debutto di THORWallet, l’exchange decentralizzato ha subito un attacco hacker multimilionario.
Alcuni dei primi rapporti ipotizzavano che nell’exploit fossero stati presi la bellezza di 13k ETH. THORCHAIN ​​ha contestato questo numero, affermando che che in realtà erano stati rubati “solo” 4000 ETH, equivalenti a circa $8 milioni di dollari nel momento in cui scrivo.

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