Sempre più vicina la nuova proroga del Superbonus 110% per alcune tipologie di edifici. Tutto quel che c’è da sapere su questo importante incentivo

Il Governo Draghi ancora una volta è chiamato a decidere su come procedere in merito a questo bonus che ha rivoluzionato il mercato edilizio italiano.

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Il Superbonus 110% non passa mai di moda, anzi è sempre in continuo divenire. L’Esecutivo è al lavoro per garantire una nuova proroga, che però non è aperta a tutti i beneficiari.

In ballo però ci sono anche altri importanti novità tra cui lo slittamento del termine previsto per il raggiungimento del SAL 30%, la cui scadenza è fissata attualmente a fine giugno 2022. Inoltre anche per quanto concerne la detrazione stessa sembrano esserci cambiamenti in vista. Questo però a partire da gennaio 2024.

Superbonus 110%: cosa cambia con la nuova proroga da parte del Governo Draghi

Andando nello specifico, la proroga riguarda esclusivamente i proprietari di edifici unifamiliari, che però in caso di mancato accordo rischiano seriamente (in alcuni casi) di non poter usufruire dell’importante agevolazione per quanto concerne i lavori di ristrutturazione.

Variazioni calcolo del SAL

Il Parlamento ha più volte pressato il Governo sul da farsi e sulla possibilità di varare una proroga della scadenza del termine previsto per completare almeno il 30% dei lavori (SAL) riguardante appunto gli edifici unifamiliari. Ad oggi il termine esatto è fissato per il 30 giugno 2022.

Quindi per coloro che dispongono di villette e affini è concesso il Superbonus 110% (con detrazione fiscale piena) a patto che almeno il 30% dei lavori previsti risulti essere completo entro il termine del mese di giugno.

La proposta prevede di far slittare questo termine al 30 settembre 2022. Qualora non si dovesse trovare un accordo in tal senso, si può usufruire di deve tassativamente rispettare la scadenza attualmente vigente per poter godere del beneficio fino al 31 dicembre 2022.

Come cambia per cessione del credito e detrazione

Passando invece alla possibilità di cedere il credito, da inizio mese sono diventate operative le nuove regole contenute nel Decreto Superbonus 110%. Dunque, si potrà cedere il credito solo tre volte e verso istituti autorizzati. Viene quindi cancellata la frammentazione.

Altro punto importante da esaminare è la detrazione fiscale, che di fatto ha reso celebre questo bonus, facendolo diventare tra i più richiesti per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione casalinghi.

Non ci sono però buone nuove sotto questo punto di vista. Seppur sia stato confermato anche per i prossimi anni (fino al 2025), l’agevolazione andrà a calare col passare del tempo. Dal 2024 la percentuale infatti scenderà dal 110% al 75% senza alcun tipo di eccezione. Una scelta mirata che tende a frenare l’eccessivo ricorso al bonus casa e per evitare un equilibrio nei fondi anche per evitare truffe e frodi.