Due parti chiave “dell’ecosistema di Ethereum”, ovvero MetaMask e Infura, hanno bloccato l’accesso agli utenti in alcune aree del mondo. La notizia è stata riportata da CoinDesk lo scorso giovedì 3 marzo.

I vertici di MetaMask e Infura, nei giorni scorsi, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sulla complessa situazione in corso. Hanno affermato, senza mezzi termini, che per una impostazione predefinita, MetaMask accede alla blockchain tramite Infura, che a sua volta non è disponibile in alcune giurisdizioni di alcuni Paesi a causa della sua particolare conformità legale.

Metamask-Infura
Metamask-Infura

Ci sono state diverse segnalazioni di utenti che non sono stati in grado di accedere ai servizi crittografici, vale a dire MetaMask, Infura e OpenSea, in alcune giurisdizioni, come appunto Iran e Venezuela.

Molti hanno indicato la pagina di supporto di MetaMask come spiegazione della problematica.

Metamask: cosa è accaduto al plugin di Ethereum?

Per essere chiari, MetaMask è un portafoglio che utilizza Infura, un’infrastruttura di nodi blockchain, per connettersi alla rete Ethereum.

In poche parole, MetaMask è un plugin piuttosto famoso tra coloro i quali fanno parte della community Ethereum, visto che si tratta di uno strumento che mira a portare Ethereum sul proprio browser in modo semplice e veloce.

Dietro MetaMask, infatti, si cela un progetto alquanto interessante che vuole che gli utenti possano eseguire applicazioni e accedere al proprio e-wallet in modo quanto più pratico!

Metamask-Infura: perchè quelle configurazioni errate?

Invece, Infura ha accusato problemi di proprie configurazioni errate. Il gruppo sostiene che “Modificando alcune configurazioni a seguito delle nuove direttive sulle sanzioni degli Stati Uniti e di altre giurisdizioni, sarebbero state configurate erroneamente le impostazioni in modo più ampio del necessario. Da allora, però, ha risolto il problema, ripristinando l’accesso a molti dei suoi utenti.

Tuttavia, anche se si è trattato di un errore, il sito continua a limitare l’accesso a determinati paesi.

Metamask: un errore di sistema con a monte un problema di controlli internazionali

Gli utenti di quelle aree ricevevano un messaggio di errore quando tentavano di utilizzare MetaMask. Ciò deriva dal fatto che c’èra appunto stata un’attenzione a livello di settore sui rischi delle criptovalute per eludere le sanzioni internazionali, in determinati Paesi.

Il post non chiariva quali giurisdizioni sarebbero state eventualmente eluse. Ma gli utenti in Venezuela, ad esempio, avevano segnalato alcune interruzioni del servizio, anche se questo non è stato verificato direttamente da CoinDesk.

Infura ha poi chiarito, in una serie di tweet, che la natura delle restrizioni era state alla fine comprese, ma erano state troppo ampie a causa di un errore di fondo.

Quelle modifiche alle configurazioni: scopriamo cosa è accaduto

Arrivano le parole dell’handle ufficiale di Twitter del progetto per chiarire le cose. 

“Quando abbiamo modificato alcune configurazioni a seguito delle nuove direttive sulle sanzioni degli Stati Uniti e di altre giurisdizioni, abbiamo erroneamente configurato le impostazioni in modo più ampio del necessario”.

“Questa è stata la nostra svista e siamo grati che ci sia stata segnalata. Una volta compreso cosa è successo, siamo stati in grado di risolvere il problema e il servizio è stato ripristinato”.

Parola di Buterin

Alla fine del mese scorso, il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha affermato che il calo dei prezzi delle monete degli ultimi mesi potrebbe alla fine risultare vantaggioso.

Ha dichiarato, inoltre, che potrebbero esserci molte persone che accolgono con favore un mercato ribassista.

“Accolgono con favore il mercato ribassista perché questi lunghi periodi di prezzi in salita tendono anche ad attirare molta attenzione speculativa a brevissimo termine ”. Lo ha detto Buterin.

Ha aggiunto, inoltre, che in realtà, solo quando molte applicazioni hanno difficoltà, le persone possono vedere quali progetti “sono effettivamente sostenibili a lungo termine”.