Molte aziende, tra cui exchange, impongono divieti generale a tutti i consumatori provenienti dalla Russia. Ecco cosa sta succedendo.

Il gigante dei videogiochi su blockchain Animoca Brands ha annunciato che non servirà più i clienti in Russia. Diventa così una delle prime società di criptovalute ad agire dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin. Il metaverso The Sandbox e una serie di giochi di corse basati su NFT sono tra i progetti principali nel portfolio di Animoca.

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La posizione di Animoca è un netto allontanamento da altre criptovalute, che limitano l’accesso solo a individui o organizzazioni che sono stati soggetti a sanzioni economiche dall’Occidente. Parlando con Bloomberg, il co-fondatore di Animoca Yat Siu ha spiegato:

Il consiglio legale che abbiamo ricevuto è relativo all’imposizione di alcune restrizioni. È un paese sanzionato alla pari della Corea del Nord. Se ci sognassimo di fare affari in quelle aree, potremmo essere noi stessi esclusi dal sistema finanziario attuale.

Divieti imposti alla Russia: la situazione

Nei giorni scorsi, le filiali di Animoca in Russia (tra cui Gamee) hanno annunciato che chiuderanno a breve. L’ecosistema NFT Lympo smetterà di offrire oggetti da collezione ispirati agli atleti del Paese. Il rapporto Bloomberg rileva che Animoca fa uso della proprietà intellettuale di marchi globali, tra cui Formula 1 e Disney, e questo potrebbe aver accelerato questo processo.

La Formula 1 ha affermato che “è impossibile svolgere il Gran Premio in Russia nelle circostanze attuali“, mentre la Disney è una delle società cinematografiche di Hollywood che smetteranno di distribuire film nel paese.

Un numero significativo di aziende importanti ha annunciato la volontà di non voler più offrire i propri servizi in Russia, con Apple che interrompe le vendite e Visa che taglia le banche russe dalla sua rete.

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Gli exchange di criptovalute e divieti in Russia

Gli exchange di criptovalute hanno suscitato polemiche adottando un approccio diverso.

Durante il fine settimana, il vice primo ministro ucraino Mykhalio Fedorov ha invitato le principali piattaforme di trading a bloccare gli indirizzi degli utenti russi, aggiungendo:

È fondamentale bloccare non solo gli indirizzi legati ai politici russi e bielorussi, ma anche sabotare gli utenti comuni“.

La posizione di Coinbase

Coinbase invece rientra tra gli exchange che si sono rifiutati di attuare un divieto generale e afferma invece che si concentrerà sul “blocco di account e transazioni che potrebbero coinvolgere individui o entità sanzionati”. L’exchange ha detto a VICE:

La nostra missione è aumentare la libertà economica nel mondo. Un divieto unilaterale e totale punirebbe i cittadini russi, i quali stanno subendo la destabilizzazione storica della valuta a causa dell’aggressione del loro governo contro un vicino democratico“.

La posizione di Kraken

E Jesse Powell, co-fondatore e CEO di Kraken, ha affermato che, nonostante il suo “profondo rispetto” per il popolo ucraino, il suo exchange non può bloccare i conti dei clienti russi senza un obbligo legale di farlo. Ha anche avvertito i follower che i divieti generali potrebbero essere “imminenti”, aggiungendo:

Bitcoin è l’incarnazione di valori di libertà, che favoriscono fortemente l’individualismo e i diritti umani. La missione di Kraken è quella di far uscire le persone dal sistema finanziario tradizionale e portarli nel mondo delle criptovalute. Nel nostro mondo le linee arbitrarie sulle mappe non contano più. Nessuno dovrà preoccuparsi di essere coinvolto in un’indiscriminata confisca di ricchezze da parte del governo“.

Ha concluso il suo tweet così: “Inoltre, se dovessimo congelare volontariamente i conti finanziari dei residenti di paesi i cui governi attaccano ingiustamente e provocano violenze in tutto il mondo, il primo passo sarebbe quello di congelare tutti i conti statunitensi. In sostanza, questa non è un’opzione praticabile per noi.”

Powell e i dirigenti di piattaforme simili sono stati accusati di mettere i profitti prima della vita persone. Alcuni hanno avvertito che la mancanza di un’azione volontaria da parte degli exchange potrebbe spingere i governi di tutto il mondo a imporre una regolamentazione ancora più aggressiva contro le risorse digitali. Altri ancora hanno risposto al tweet di Powell, affermando che la sua posizione li ha resi più propensi a usare Kraken. Altri ancora hanno avvertito avrebbero chiuso i loro account per protesta.

Ci sono ancora molte divergenze sulle criptovalute, specialmente in questo periodo. Non dimentichiamoci però che la comunità del Bitcoin ha raccolto quasi 50 milioni di dollari a sostegno del popolo ucraino. Questo numero continua a crescere ogni giorno.