Swift, ossia il servizio interbancario che permette i pagamenti tra nazioni diverse, andrà ad escludere la Russia, come sanzione per l’invasione all’Ucraina in corso. Vediamo conseguenze possiamo aspettarci per i mercati e per Bitcoin e criptovalute.

Gli operatori si preparano dopo che la Russia è stata espulsa dalla principale rete mondiale di pagamenti internazionali SWIFT. L’ex vicepresidente della Banca centrale russa ha parlato di “catastrofe” sul mercato valutario russo.

I prezzi di bitcoin, ethereum e criptovaluta sono stati più volatili del solito nell’ultima settimana. Sicuramente l’invasione russa dell’Ucraina ha avuto effetto anche sui mercati globali, aumentando i timori di un “brusco cambiamento del mercato”.

Criptovalute: come la questione SWIFT ha influito nell’andamento dell’ultima settimana

Il prezzo del bitcoin è sceso più volte sotto i $35.000 questa settimana prima di rimbalzare nuovamente sui $38.000. Ethereum e altre importanti criptovalute sono state altrettanto volatili: questo è quello che succede quando gli investitori hanno paura.

“Lunedì ci sarà sicuramente una catastrofe sul mercato valutario russo”, ha detto a Reuters Sergei Aleksashenko . “Penso che il tasso di cambio sarà fissato a un livello fittizio, proprio come in epoca sovietica”.

L’esclusione della Russia dal sistema SWIFT

Sabato scorso, Stati Uniti, UE, Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Canada hanno annunciato in una dichiarazione congiunta che avrebbero penalizzato la banca centrale russa escludendo alcune banche dal sistema SWIFT. S

ociety for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) è utilizzato per transazioni da miliardi di dollari in tutto il mondo e progettato per “impedire alla Banca centrale russa di dispiegare le sue riserve internazionali in modi che possano minare l’impatto delle nostre sanzioni”.

Russia e criptovalute

Secondo un rapporto di Credit Suisse riportato da Bloomberg, la Russia detiene circa 300 miliardi di dollari in valuta estera offshore, abbastanza da sconvolgere i mercati monetari per rispondere alle sanzioni.

I prezzi di bitcoin, ethereum e criptovalute si sono ripresi verso la fine di questa settimana, insieme a quelli del mercato azionario. Tuttavia, si ritiene che le ultime misure potrebbero innescare una nuova volatilità, con l’aumento dei prezzi delle materie prime. Crescono in particolare i timori sull’inflazione per le prossime settimane.

L’estrema volatilità dei prezzi del bitcoin in un momento storico in cui invece il prezzo dell’oro è salito, ha minato la credenza secondo cui il bitcoin è da considerarsi come oro digitale. Un bene rifugio a cui gli investitori si affidano in tempi di guerra. La maggior parte degli investitori restano fiduciosi, stando ai dati on-chain.

A differenza dei principali indici azionari, bitcoin non ha registrato un minimo più basso nella scorsa settimana“, ha scritto in una nota Mikkel Morch, direttore esecutivo del digital asset Fund ARK36. “Questo piccolo dettaglio potrebbe essere di grande importanza per continuare a definire bitcoin un bene rifugio“.

L’impatto della guerra in Ucraina sulle criptovalute

Nonostante il prezzo di bitcoin, ethereum e delle criptovalute in generale sia in ripresa, persistono i timori che il prezzo possa crollare da un momento all’altro.

La situazione è instabile e i livelli di $40.000 sono ancora la resistenza da vincere“, ha aggiunto Morch. “A meno che bitcoin non rompa in modo significativo questa barriera, un ritorno su minimi del range o anche sul supporto psicologico di $30.000 è plausibile nel breve termine”.

Se la situazione in Ucraina dovesse degenerare ancora, bitcoin potrebbe scendere al di sotto dei 30.000 dollari a causa di una migrazione degli investitori verso asset più conservativi“, ha affermato Alex Kuptsikevich, analista finanziario di FxPro. Successivamente ha aggiunto che la Russia potrebbe utilizzare la criptovaluta per aggirare le sanzioni. “Senza una manovra di questo tipo, la Russia non può pensare di sopravvivere alla crescente pressione delle sanzioni dei paesi occidentali“.

La Russia potrebbe servirsi delle criptovalute per eludere le sanzioni

Molti pensano che il bitcoin possa essere utilizzato dalla Russia per eludere le sanzioni globali.

Il suggerimento che la Russia potrebbe utilizzare bitcoin per eludere le sanzioni è per lo più un’esagerazione dei media“, ha affermato tramite Telegram Cory Klippsten, amministratore delegato di Swan Bitcoin.

Tecnicamente la Russia potrebbe utilizzare bitcoin data la sua natura aperta e senza autorizzazione, ma esistono metodi per per tracciare le transazioni. È importante notare che bitcoin è una tecnologia a cui chiunque può accedere, non importa a quale scopo la si usi

Sostenere l’Ucraina con le criptovalute

Finora sono stati donati circa 14 milioni di dollari per sostenere lo sforzo bellico ucraino attraverso donazioni anonime di bitcoin. Abbiamo riportato in questo articolo i dettagli di questi movimenti.

Sabato, l’account Twitter ufficiale del governo ucraino ha pubblicato: “Sostieni il popolo ucraino. Si accettano donazioni di criptovalute come bitcoin, ethereum e USDT“. In poche ore sono stati raccolti milioni di dollari dei wallet istituzionali.

La domanda di Bitcoin continua ad aumentare in tutto il mondo poiché la necessità di una riserva di valore decentralizzata e resistente alla censura diventa ogni giorno più evidente“, ha aggiunto Klippsten.