Aave Companies, l’entità dietro il protocollo DeFi Aave, ha proposto al forum di governance di Aave di creare una nuova stablecoin chiamata GHO.

La proposta è in discussione in queste ore e dovrebbe a breve passare un voto di governance per essere attuata. La discussione intorno a questa scelta sono molte. Da una parte chi solleva le problematiche che i protocolli con una stablecoin simile, idealmente analoga a Dai di MakerDAO, possono portare in momenti di forte volatilità e instabilità nei mercati.

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La stablecoin GHO di AAVE sarebbe una stablecoin sovracollateralizzata e simile a dai nella fora, la stablecoin decentralizzata più popolare ad oggi nell’ecosistema di Ethereum.

Cos’è AAVE e perchè una stablecoin proprio adesso

Aave è una piattaforma che utilizza un sistema di lending e borrowing decentralizzato. Il protocollo consente cioè agli utenti di prestare, prendere in prestito e guadagnare interessi su risorse digitali crittografiche. Il tutto in modo permissionless e assolutamente senza intermediari. AAVE è il token della piattaforma, tra le promesse della DeFi, sul quale molti investitori grandi e piccoli stanno puntando con grande decisione.

In esecuzione sulla blockchain di Ethereum, Aave è un sistema di smart contract che consente di gestire questi asset da una rete distribuita di macchine che eseguono il suo software.

Ciò significa che, come in pressochè tutti i protocolli DeFi, gli utenti di Aave non devono fidarsi di un’istituzione o di una persona particolare per gestire i propri fondi. Hanno solo bisogno di fidarsi che il suo codice verrà eseguito come scritto.

I pool si liquidità

Al centro, il software Aave consente la creazione di pool di liquidità che consentono agli utenti di prestare o prendere in prestito 17 diverse criptovalute, tra queste ETH, BAT e MANA, oltre molti altri asset.

Come altri sistemi di prestito decentralizzati su Ethereum, i mutuatari di Aave devono inviare garanzie prima di poter prendere in prestito. Inoltre, possono prendere in prestito solo fino al valore della garanzia che pubblicano.

I mutuatari ricevono fondi sotto forma di un particolare token derivato noto come aToken, che è ancorato al valore di un altro bene. Questo token viene quindi codificato in modo che i prestatori ricevano interessi sui depositi.

Un mutuatario può inserire garanzie in DAI, ad esempio, e prendere in prestito in ETH. Ciò consente a un mutuatario di ottenere esposizione a diverse criptovalute senza possederle a titolo definitivo.

Aave può anche introdurre funzionalità aggiuntive, come prestiti istantanei e altre forme di emissione di debito e credito che sfruttano le proprietà di design uniche delle blockchain.

Il declino della dominance di Tether (USDT) e lo spazio per nuove stablecoin

Il panorama delle stablecoin, da un anno a questa parte, è radicalmente cambiato. USDT di Tether, fino all’estate dell’anno scorso viveva in un regie di simil monopolio, dominando il mercato delle stablecoin con una quota che si avvicinava al 90% del totale.

Al secondo posto compariva Usd Coin (USDC) di Circo con appena l’8,9%, seguito da BUSD, la stablecoin di Binance, che segnava solo l’1,6%. In quarta posizione compariva la stablecoin Dai di MakerDAO, con appena l’1,2% di quota di mercato.

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(Credits: GlassNode)

Facendo un rapido fast forward ad oggi, come possiamo osservare dal grafico aggregato delle maggiori 4 stablecoin fornito da GlassNode, possiamo osservare a colpo d’occhio come la situazione sia radicalmente mutata. Attualmente la situazione è questa:

  • Tether (USDT). Mantiene la posizione dominante in cima alla classifica, ma la sua quota di mercato è quasi dimezzata, Si è passati cioè da un 88,3% di luglio 2021, al 45,3% di dominanza di mercato di oggi, luglio 2022. La diminuzione è parti a un incredibile -43,1%
  • USD Coin (USDC) di Circle. È la stablecoin che attualmente sta performando meglio in relazione a tutte le altre maggiori esistenti. Dal suo 8,9% di luglio 2021, USDC oggi copre il mercato delle stablecoin per il 38,1%, mostrando un eccezionale incremento del 29,2% di quota di mercato, che la porta a poter competere quasi alla pari con la sua competitor principale USDT, sempre prima, ma non più ormai con il distacco abissale che le permetteva di godere di qualcosa di simile a un monopolio. Solo 7 punti percentuali oggi distanziano le due per il gradino più alto del podio.
  • Binance USD (BUSD). Anche la stablecoin di Binance, supportata dalla BNB Chain, ha registrato performance a dir poco eccezionali. La sua dominanza di mercato è balzata infatti dal suo 1,6% della scorsa estate, al 12,0% di oggi. Binance è una delle realtà più importanti e centrali nel mondo della finanza centralizzata e decentralizzata costruita su Bitcoin e le criptovalute in generale. BUSD, la sua stablecoin,sembra seguire a ruota.
  • DAI di MakerDAO. Dai continua a mantenere la sua quarta posizione in classifica tra le maggiori stablecoin cui AAVE vorrà competere con la sua GHO. La sua dominanza di mercato a luglio 2021 era di appena l’1,2% sul totale. Oggi DAi copre invece il 4,7% di quota di mercato, con un incremento di tutto rispetto. Se Aave, con la sua stablecoin, vuole competere direttamente con DAI, non avrà certo vita facile.

La proposta di AAVE per creare la stablecoin GHO

Gli utenti di Aave sarebbero in grado di coniare la stablecoin utilizzando gli asset che hanno fornito ad Aave come garanzia. Queste attività continuerebbero a generare rendimento pur essendo utilizzate come garanzia.

Su Twitter possiamo leggere le parole del fondatore di Aave Stani Kulechov in merito alla proposta di introdurre la stablecoin GHO di Aave. Il tweet recita:  “Mentre GHO sarebbe protetto dalle risorse sul mercato di Ethereum, la visione principale di GHO è perseguire l’adozione organica tramite L2s [layer 2s] per risolvere opportunità di pagamento nella vita reale su Internet e sul campo.”

Kulechov ha poi aggiunto che l’Aave DAO trarrà vantaggio dalla ricezione dei pagamenti di interessi da chiunque prenda in prestito la stablecoin. Ha inoltre fatto sapere che lo sviluppo della stablecoin è stato completato e ha un audit previsto per l’11 luglio.