Negli ultimi due mesi, lo stablecoin tether è stato uno degli asset crittografici più scambiati scambiati con un numero enorme di criptovalute. È inoltre il token maggiormente utilizzato nelle coppie per il trading su exchange centralizzati.

Poco più di due mesi fa, l’11 aprile 2022, la capitalizzazione di mercato di tether era di oltre gli 82 miliardi di dollari. Con 82.694.361.442 di tether in circolazione.

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Da allora, più di 12 miliardi di tether sono stati rimossi dalla circolazione a causa dell’implosione della blockchain di Terra. Oltre che per via della successiva e recente carneficina del mercato delle criptovalute e delle voci che circolano intorno a Celsius e Three Arrows Capital (3AC) e altri importati operatori di settore.

Tolti dalla circolazione oltre 12 miliardi di Tether (USDT)

Secondo i dati di mercato disponibili, il numero di tether (USDT) in circolazione è sceso da oltre 82 miliardi agli attuali 70 miliardi circa. Bitcoin.com News ha riferito circa la crescente valutazione del mercato delle stablecoin di tutti i token ancorati alla fiat esistenti, proprio quando la valutazione totale di mercato delle stablecoin si è avvicinata ai 200 miliardi di dollari. Era l’11 aprile.

Quel giorno, c’erano 82.694.361.442 tether in circolazione. Dopo che la criptovaluta ancorata al dollaro ha visto un aumento del 3% di market cap il mese precedente. Da allora, il 15,30% degli USDT disponibili è stato rimosso dalla circolazione poiché l’offerta circolante alla rilevazione del 16 giugno 2022 era di 70.038.816.028 USDT, circa 12 miliardi in meno. Secondo le metriche disponibili su coingecko.com.

TerraUSD (UST) come causa per la rimozione dei Tether

Utenti, investitori e trader hanno notato un calo del numero di tether in circolazione. I sostenitori e gli appassionati di criptovalute hanno sollevato molte discussioni intorno all’argomento sui social media. Gran parte dell’USDT in circolazione è stato rimosso dall’incidente di de-pegging di Terra USD (UST), poiché il 12 maggio 2022 erano ancora presenti 82,79 miliardi di tether in circolazione.

Due giorni dopo, il 14 maggio, il numero di tether in circolazione è sceso del 7,25% a 76,70 miliardi di USDT, secondo le statistiche di coingecko.com salvate su archive.org. Nel corso di 33 giorni, un altro 8,73% è stato rimosso dalla circolazione dal 14 maggio.

USDC, concorrente di USDT, sta guadagnando terreno

Mentre Tether perde capitalizzazione e quote di mercato, la market cap di USDC sembra invece aver goduto di una crescita inarrestabile negli ultimi 2 mesi.
Il 16 aprile 2022, l’importo totale di USDC in circolazione era di circa 50.090.822.252 token, sempre secondo le metriche fornite da coingecko.com e registrate su archive.org.

Da allora, il numero di USDC è cresciuto a 54.582.713.063, ovvero l’8,96% in più, negli ultimi due mesi. Inoltre, mentre gli indirizzi milionari di tether diminuiscono, gli indirizzi di milionari in stablecoin USDC, sono aumentati superando addirittura il vantaggio accumulato nei mesi da tether.

Durante il disastro di Terrausd (UST), il 12 maggio il numero di USDC è sceso a 49.122.170.211. L’USDC in circolazione è poi cresciuto di nuovo da 49,12 miliardi di market cap, a 53.804.005.416 entro il 10 giugno. Da allora l’USDC ha visto un leggero aumento delle emissioni.

Inoltre Circle, la società emittente e garante delle coperture finanziarie di USDC, ha anche annunciato il lancio nel mese corrente della stablecoin peggata e supportata 1:1 in euro (EUROC).

USDC vs USDT: nei volumi di scambio non c’è però ancora confronto

I dati registrati il ​​16 giugno mostrano che USDT fa la parte del capofila nel volume degli scambi globali di criptovalute. Rappresenta cioè ben 51,41 miliardi di dollari dei 96,31 miliardi di volume di scambi globali di giovedì. Ciò significa che il 53,37% di tutte le operazioni crittografiche di giovedì è stato eseguito con o abbinato a USDT.

L’importo di USDC scambiato il 16 giugno però non può tener minimanente testa in confronto. La stablecoin di Circle ha infatto registrato “solamente” $5,93 miliardi di dollari. Parliamo cioè appena del 6,15% del volume degli scambi globali di criptovalute nelle stesse 24 ore prese in esame.