Analisi fondamentale vs. analisi tecnica: che tu stia investendo in azioni o criptovalute, è importante conoscere questi due approcci.

L’acceso dibattito tra trader e investitori su quale sia la tecnica di analisi migliore è in corso da moltissimo tempo. Da un lato, l’analisi fondamentale ha dimostrato di funzionare soprattutto per gli investitori esperti, come Warren Buffet e Ralph Seger. Dall’altro anche l’analisi tecnica ha i suoi meriti. In diversi mercati in tutto il mondo, i trader hanno guadagnato milioni di euro con l’aiuto dell’analisi tecnica.

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Ma come spesso accade è una combinazione sapiente di entrambe a produrre i risultati migliori. Questo è vero soprattutto nel mondo delle criptovalute, dove nulla è facilmente prevedibile.

Diamo un’occhiata più da vicino a entrambe le tecniche, con diversi confronti che ti aiuteranno a fare una scelta più consapevole. Immergiamoci.

Analisi fondamentale: ecco che cos’è

Investire e fare trading in qualsiasi mercato significa valutare il valore di un’attività, per determinare se quella risorsa è utile a breve o a lungo termine. L’analisi fondamentale è il processo di misurazione del valore di un bene sulla base di fattori economici o finanziari correlati.

Nel caso del mercato azionario, l’analisi fondamentale prenderebbe in considerazione il valore intrinseco della società osservandone i bilanci, le tendenze economiche generali che influenzano il settore ed il meccanismo interno della società. Tutto questo ovviamente a vari livelli di precisione.

Questo tipo di analisi è considerato ideale per gli investitori a lungo termine. L’analisi fondamentale misura il valore intrinseco di un bene valutando tutti gli aspetti materiali e immateriali della società o dell’investimento utilizzando informazioni pubblicamente disponibili. L’obiettivo è determinare se l’attività è sottovalutata o sopravvalutata.

Analisi tecnica: ecco che cos’è

L’analisi tecnica invece è relativa al trading a breve o medio termine. Valuta il valore di un investimento sulla base di statistiche e tendenze dei movimenti di prezzo di quell’asset e del volume degli scambi.

L’analisi tecnica si basa sulla convinzione che i movimenti di prezzo passati e l’attività di mercato di un determinato asset possono essere utilizzati come una preziosa fonte di informazioni per determinare la traiettoria futura del prezzo di tale asset.

Invece l’analisi fondamentale si concentra sul valore intrinseco dell’azienda e misura la capacità dell’azienda di aumentare gli utili e gli asset. L’analisi tecnica invece esaminerà solo la cronologia dei prezzi e il volume degli scambi dell’asset.

Chi effettua analisi tecniche utilizza equazioni e grafici per determinare tendenze e modelli che supportano un segnale di acquisto o vendita. Poiché l’attività sottostante non è analizzabile in modo soggettivo, gli analisti tecnici misureranno i segnali rispetto utilizzando dei precisi indicatori tecnici (ne vedremo qualcuno più avanti). L’analisi fondamentale incoraggia l’investitore a cercare il valore intrinseco di un’azienda. L’analisi tecnica invece riguarda i metodi che prevedono l’azione del prezzo di un’attività in un termine più breve.

Indicatori tecnici: cosa sono e perché sono importanti

Gli indicatori tecnici costituiscono la base dell’analisi tecnica. Comprendono segnali basati su modelli che sono prodotti dal prezzo e dal volume di scambio di un asset. Consentono a un trader di apprendere e prevedere i futuri movimenti di prezzo di quel bene specifico.

Nell’analisi tecnica si utilizzano appunto gli indicatori tecnici per studiare e analizzare i dati storici del prezzo di un asset e altri movimenti di mercato. L’obiettivo è determinare i punti di entrata e di uscita favorevoli delle negoziazioni.

Nel complesso, ci sono quattro categorie di indicatori tecnici: inclusi indicatori di tendenza, indicatori di momentum, indicatori di volume e indicatori di volatilità.

Gli indicatori di tendenza mostrano la direzione generale del mercato. Questi indicatori sono anche chiamati oscillatori in quanto si muovono tra valori alti e bassi formando uno schema ondulato sui grafici.

Gli indicatori di momentum vengono utilizzati per indicare la forza di una tendenza. Sono usati anche per determinare quando una tendenza del mercato sta per invertirsi. La maggior parte dei trader utilizza questi tipi di indicatori per prevedere quando la traiettoria di un asset sta per cambiare. Gli indicatori di momentum includono l’indice direzionale medio (ADX), l’indice di forza relativa (RSI) e l’oscillatore stocastico (li vedremo tutti più avanti).

La classe degli indicatori di volume è composta da strumenti utilizzati per determinare l’intensità di un acquisto o di una vendita di un determinato asset. Questi includono l’indicatore del volume on-balance (OBV), l’indicatore del volume, l’indicatore del volume Klinger e l’indicatore del flusso di denaro Chaikin (li vedremo tutti più avanti).

Infine gli indicatori di volatilità vengono utilizzati dai trader per determinare la frequenza con cui il prezzo di un asset cambia in un determinato periodo. Più velocemente cambia il prezzo, più è volatile. Esempi di tali indicatori includono il Bollinger Band.

I migliori indicatori tecnici per asset come azioni e criptovalute

Ecco uno sguardo ad alcuni dei migliori indicatori tecnici che puoi utilizzare per il trading di criptovalute e azioni.

  • On-Balance Volume: questo indicatore tecnico utilizza il volume di scambio di un asset nel tempo per fare previsioni sui prezzi.
  • Linea di accumulazione/distribuzione: questo indicatore viene utilizzato per misurare il flusso di capitale in entrata e in uscita da un mercato.
  • Average Directional Index – Indice direzionale medio (ADX): questo indicatore misura la domanda e l’offerta di un asset per determinare la forza delle tendenze dei prezzi esistenti in quel mercato.
  • Aroon Indicator: questo indicatore viene utilizzato per identificare la forza di una tendenza e i cambiamenti nel movimento dei prezzi di un asset.
  • Moving Average Convergence Divergence (MACD): investitori e trader utilizzano questo indicatore per determinare la forza di una tendenza nel prezzo di un asset.
  • Media mobile esponenziale (EMA): la media mobile esponenziale è una variazione dell’indicatore della media mobile. Viene utilizzato per misurare le variazioni periodiche medie del prezzo nel tempo che generano segnali per il trader o l’investitore.
  • Relative Strenght Index – Indice di forza relativa (RSI): questo è un indicatore di momentum che determina se un asset è ipercomprato o ipervenduto valutando l’entità delle recenti variazioni di prezzo.
  • Oscillatore stocastico: simile all’RSI, l’oscillatore stocastico è un indicatore di momentum che determina le condizioni di ipercomprato e ipervenduto nel mercato.

Analisi fondamentale vs Analisi tecnica

Anche se l’analisi fondamentale è diversa da quella tecnica, la maggior parte dei trader preferisce utilizzare una combinazione di entrambe. Ognuna ha i suoi pro e contro e sarebbe controproducente privarsi di qualsiasi delle due.

Ma la combinazione di entrambe le tecniche richiede una grande abilità. Entrambe le strategie devono essere testate su mercati diversi per risultare fattibili. In genere i trader alle prime armi tendono a utilizzare l’analisi fondamentale: questo perché richiede meno tecnicismi, al contrario dell’analisi tecnica che è popolare tra i professionisti con anni di esperienza.

Nel complesso, anche per i nuovi arrivati ​​nel mercato delle criptovalute, sono disponibili nel web molte informazioni gratuite che possono aiutare a costruire strategie che combinano entrambe le tecniche.