Nel solo mese di marzo scorso (data di inizio dell’atteso provvedimento), il nostro Governo ha avviato ufficialmente i pagamenti dell’Assegno Unico Universale per circa 4,8 milioni di figli. 

Ma, secondo le regole previste, nei prossimi mesi arriveranno le rettifiche a debito o a credito, ovvero “conguagli” dovuti soprattutto alla tardiva presentazione dell’ISEE, ma anche all’errata presentazione della domanda, che comporterà il pagamento di arretrati o addirittura il recupero di somme percepite non dovute.

Assegno Unico
Assegno Unico 2022: ecco tutto quello che devi sapere

Il nostro Istituto Nazionale della Previdenza Sociale effettuerà il calcolo degli “aggiustamenti”, ma spetterà alle famiglie scegliere se mettersi nella condizione, con l’idonea documentazione, di percepire gli arretrati, oppure, caso opposto, di dover pagare gli importi ricevuti per errore, mensilmente o quadrimestralmente, alle scadenze di giugno, settembre e dicembre.

L’aspetto più comune a cui porre rimedio, in caso di errore fatale, sarà quello reddituale, poiché in molti hanno presentato l’Isee ovvero l’indicatore economico familiare, in un secondo tempo rispetto alla presentazione della domanda, ricevendo il pagamento di un assegno base, da adeguare poi alla situazione familiare. (Queste le date dei pagamenti di maggio)

Fino alla presentazione dell’ISEE, sulla base del quale viene calcolato il corretto importo dell’assegno, ogni figlio minorenne riceverà l’importo minimo di 50 euro. Si stima che quest’anno vi sia stato un aumento del 42% degli invii dell’ISEE.

L’altra situazione tipica da sanare, come previsto, riguarderà il 10% delle domande inviate. Nell’immediato non succederà nulla alle famiglie che già percepiscono l’assegno unico e che risulteranno in una posizione non legittima, ma entro fine anno la situazione dovrà essere, gioco forza, sanata e quindi dovranno arrivare gli indispensabili “aggiustamenti” e potrebbe essere necessario restituire gli importi ricevuti.

Le novità e le modifiche in corso potrebbero riguardare anche un eventuale cambiamento nel nucleo familiare, come la nascita di un nuovo figlio, il riconoscimento di una disabilità o la perdita del lavoro. Tutte situazioni che danno luogo ad una rivalutazione dell’ISEE e quindi ad un ricalcolo dell’assegno unico, che dipende dal numero dei componenti del nucleo stesso.

Intanto continuano ad arrivare le domande per l’assegno unico, poiché chi fa domanda entro il 30 giugno avrà diritto alla mora a partire da marzo, mentre l’INPS riconoscerà l’assegno entro 60 giorni dalla domanda. Se la presentazione della domanda avverrà dal 1° luglio, non avrai diritto alla mora e il provvedimento partirà dal mese successivo a quello della domanda.