In tempi così complicati e controversi per l’economia italiana, le parole risparmio e investimento rischiano di avere un significato abbastanza relativo, se non, nella peggiore delle ipotesi, rappresentare una vera e propria chimera per la maggior parte delle famiglie e delle imprese. In questo articolo proveremo a mettere a paragone gli “storici” Buoni Fruttiferi Postali a 4 anni, cosiddetti a risparmio semplice, con “la piacevole” novità dei nuovi Btp del Tesoro a 5 anni emessi nel 2020.

I BTP italiani hanno oggi scadenze di tre, cinque, dieci, quindici e trenta anni. I governi emettono buoni del tesoro per prendere in prestito denaro per coprire il divario tra l’importo che ricevono in tasse e l’importo che spendono per rifinanziare il debito esistente e/o per raccogliere capitali.

Buoni Fruttiferi Postali o Buoni del Tesoro?
Buoni Fruttiferi Postali o Buoni del Tesoro? Quale conviene davvero?

Il rendimento del BTP rappresenta il rendimento che un investitore riceverà detenendo il tesoro per tutta la sua durata. Tutti gli offerenti ricevono la stessa tariffa all’offerta più alta accettata.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha pubblicato nel corso del 2020, in piena pandemia, e non è un caso la scelta di questo periodo, “il termsheet” della nuova emissione di BTP Italia (a proposito quelli in dollari vanno a gonfie vele), il titolo pensato per gli investitori retail che aveva lo scopo di aiutare a finanziare il crescente fabbisogno di denaro dello Stato legato all’emergenza Covid-19.

Btp a 5 anni: tutto avvenne tra il 18 maggio e il 21 maggio 2020

Emesso nel 2020, il nuovo Btp ha una scadenza per la prima volta di 5 anni e un premio finale pari allo 0,8 per cento (il doppio rispetto al precedente emissione) per gli investitori che acquistavano l’obbligazione durante la Prima Fase del periodo di collocamento e la detengono fino alla scadenza finale (26 maggio 2025).

Diversamente, i prossimi BTP Italia in offerta hanno e avranno le stesse caratteristiche delle precedenti emissioni.

Come nelle precedenti emissioni, appunto, non erano previste commissioni a carico degli investitori, mentre il trattamento fiscale continuava ad essere pari al 12,5%.

Dall’altra parte, il buono fruttifero postale, che ha durata di 4 anni, prevede il rimborso del capitale investito in ogni momento. Si può sottoscrivere però solo se si ha attivo un Piano di risparmio ed offre un rendimento annuo lordo alla scadenza standard dello 0,25%. Nel caso in cui, però, si raggiungano minimo 24 sottoscrizioni periodiche nell’ambito del medesimo piano di Risparmio, sarà riconosciuto un rendimento premiale, ovvero maggiorato rispetto a quello standard.

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