L’amministratore delegato di Blackrock, uno dei più grandi fondi di investimento del mondo, sta cambiando idea riguardo le criptovalute

Uno dei più grandi asset manager del mondo, in grado di amministrare ben 10 trilioni di dollari di fondi di investimento, ha drasticamente cambiando la sua opinione riguardo le criptovalute.

BlackRock

Il presidente di BlackRock, Larry Fink, ha distribuito come di consueto la sua lettera agli amministratori delegati dove fornisce le indicazioni sulle le nuove tendenze che quest’ultimi si dovrebbero aspettare dai clienti.

Dobbiamo pensare a BlackRock non come un semplice fondo di investimento da di una vera e propria corporazione in grado di gestire le sorti di un intero Paese, e anche di più. Nel corso della crisi finanziaria occorsa in questo periodo è stata perfino definita come “il quarto ramo del governo”.

BlackRock si avvicina alle criptovalute

Nella lettera che Fink ha distribuito lo scorso giovedì, si leggeva le intenzioni dell’azienda di attenuare i sospetti riguardo il mondo cripto, dopo che lo aveva precedentemente definito come solo un luogo di “riciclaggio di denaro sporco“.

I veri giganti di Wall Street hanno quindi abbassato le difese nei confronti di un mondo che potrebbe aprire scenari inaspettati ad aziende con i rendimenti del calibro di BlackRock.

Nella lettera, Fink invitava i suoi amministratori delegati a tenersi pronti ad un possibile inserimento delle criptovalute all’interno degli asset dell’azienda. “BlackRock sta esaminando le valute digitali, gli stablecoin e le tecnologie sottostanti per comprendere come possono contribuire a servire i nostri clienti“.

Nonostante Fink abbia definito Bitcoin come un “indice di riciclaggio di denaro” cinque anni fa, la sua posizione è drasticamente cambiata nei confronti del mondo cripto a seguito del conflitto in Ucraina.

Le criptovalute sono nate con un concetto di decentralizzazione fondante proprio per evitare i controlli di governi o banche centrali che possono interferire con il libero scambio tra persone.

BlackRock, Russia e dollaro digitale

Il problema del riciclaggio del denaro sporco, secondo il CEO di BlackRock, potrebbe essere superato da “un sistema di pagamento digitale mondiale, concepito con cura, può migliorare il sistema delle transazioni internazionali, riducendo il rischio di riciclaggio di denaro e di corruzione“.

Nella lettera, Fink cita la scelta della Federal Reserve degli USA di raccogliere informazioni riguardo l’implementazione di un dollaro digitale all’interno del sistema finanziario statunitense.

Qui in Europa, vengono portati avanti progetti pilota da luglio dello scorso anno in quanto diversi minesteri delle finanze dei vari Paesi hanno esplicitamente richiesto un progetto di prova biennale in alcune città europee.

La Cina ha già portato avanti il suo progetto di yuan digitale nel corso delle ultime Olimpiadi invernali, adottandolo come moneta per gli stranieri. Il governo cinese sta facendo di tutto per evitare l’utilizzo di una moneta digitale decentralizzata all’interno del suo Paese in quanto potrebbe decretare la fine del governo monopartitico ora a capo in Cina.

La guerra in Ucraina potrebbe servire da trampolino da lancio per il mondo delle criptovalute e anche la Russia, a seguito delle pesantissime sanzioni ricevute e dall’esclusione del sistema di pagamento globale SWIFT, sta valutando l’idea di un passaggio ad una moneta crittografata.

La Commissione Europea ha però vietato l’utilizzo delle criptovalute agli oligarchi russi, e non solo, per paura che potessero così aggirare le sanzioni inflitte.

In un’intervista apparsa su Fortune, un funzionario dell’Unione Europea ha spiegato perché è impossibile sfuggire alle rappresaglie economiche messe in atto dall’Occidente. “Sebbene l’evasione delle sanzioni tramite le criptovalute sia più complicata da individuare in prima battuta, una volta rilevata è molto facile da investigare, perché le transazioni cripto sono interamente tracciabili ed è praticamente impossibile alterarle“.