Cosa c’è da dire in merito alla vecchia moneta italiana. Esempio ormai di prestigio e fascino, miscela davvero esplosiva.

Quando si parla di lira si viene in contatto con una dimensione assolutamente eccezionale in cui si percepisce sin da subito il fortissimo radicamento della moneta sul territorio e tra la gente. Non una semplice valuta, non qualcosa che passa, ci troviamo di fronte a una idea, una immagine, una icona forse. La storia del nostro paese negli anni attraversata da eventi, tragedie, grandi momenti di speranza e spinta verso il futuro caratterizzata dalla presenza costante di una moneta capace di racchiudere tutti quei sentimenti provati al cittadino comune.

Monete lire
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Quanto tempo occorre ad una moneta per entrare letteralmente nella storia di un paese. In teoria potrebbero volerci decenni, in pratica il discorso è assolutamente complesso e condizionato dall’aura stessa della moneta in questione. Quando parliamo di lira non possiamo che fare subito un parallelo con il nostro paese. Dici lira pensi Italia, il ragionamento è assolutamente valido, calzante. Parliamo di una moneta che ha letteralmente seguito il nostro paese sin dalla culla, se cosi si può dire. Dall’unità alle guerre.

E poi la dittatura, il boom, la ripresa, e tutto ciò che ha segnato la storia del nostro paese in oltre 100 anni di eventi. Qualcosa di assolutamente incredibile a pensarci, qualcosa che resta impressa nella mente e nel cuore dei cittadini, oltre tutto, nonostante tutto. Milioni e milioni di collezionisti, oggi, cosi come i cittadini prima, provano a cogliere l’essenza di questa speciale moneta. Pezzi pregiati, esemplari artisticamente unici, per imporre in qualche modo l’immagine di colei che ha rappresentato nell’immaginario pubblico praticamente tutto. Sogni, speranze, ambizioni. La vecchia lira, immortale nel cuore degli italiani.

Monete, il momento è arrivato: gli esemplari più preziosi della vecchia lira

Moneta caravelle
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Parlando di collezionismo e di valore che gli appassionati di ogni parte del mondo in qualche modo riconoscono ad un determinato esemplare di moneta non si può che fare riferimento alle condizioni di conservazione dell’esemplare stesso. Avremo di conseguenza la possibilità quindi di immaginare a questo punto il valore crescente di una data versione anche badano alle sue condizioni di conservazione. La classificazione presa come riferimento in questo caso è scandita dalle seguenti considerazioni abbastanza schematizzate:

  • B = Bella (la moneta è poco leggibile e liscia mentre i rilievi presentano 2 o 3/10 di metallo).
  • MB = Molto Bella (grande usura della moneta e parti non sono leggibili, mentre i rilievi presentano 4 o 5/10 di metallo).
  • BB = Bellissima (i rilievi conservano 6- 7/10 di metallo, la moneta è comunque leggibile e intera).
  • SPL = Splendida (la moneta ha circolato molto poco e i rilievi si presentano nitidi e conservano 8-9/10 di metallo).
  • FDC = Fior di Conio (la moneta non ha praticamente circolato e risulta nelle condizioni di uscita dal conio, i rilievi conservano 10/10 di metallo).
  • FS = Fondo Specchio (la moneta è stata sottoposta ad un particolare processo di lavorazione che ha reso i suoi fondi speculari).

Tra le monete che appartengono al patrimonio numismatico italiano un occhio di riguardo deve andare per forza di cose agli esemplari da 1, 2, 5 e 10 lire. In alcuni casi parliamo di versioni che possono arrivare a valere anche 4mila euro, cifre davvero incredibili insomma. Tra le versioni maggiormente ambite dai collezionisti di tutto il mondo possiamo trovare:

  • 1 Lira Arancia 1947: su uno dei  lati una testa di donna ornata di spighe e dall’altro un ramo di Arancio, FDC può valere 1.500 euro.
  • 2 Lire Spiga del 1947: su una delle facce una spiga e in stato FDC sono state comprate a un’asta per 1.800 euro.
  • 5 Lire Uva del 1946 e 1947: su uno dei lati un grappolo d’uva, in stato FDC possono valere 1.200 euro.
  • 5 Lire Delfino del 1956: un delfino su una delle facce e in stato FDC può valere oltre 2.000 euro.
  • 10 Lire Olivo del 1947: un ramo d’olivo su uno dei due lati e può valere 4.000 euro.

Ampio spazio poi per altri esemplari particolarmente validi, almeno stando alla considerazione ed alle riflessioni dei collezionisti di ogni parte del mondo, 20,50, 100, 200 e 500 lire:

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  • 20 Lire del 1956 “Prova”: presenta appunto la scritta in questione e può valere più di 300 euro.
  • 20 Lire del 1968 “Prova” può valere fino a oltre 800 euro.
  •  50 Lire del 1958: in perfetto stato di conservazione può valere quasi 2.000 euro
  • 100 Lire del 1955: in stato FDC può valere circa 1.000 euro, in SPL circa 120 euro.
  • 200 Lire del 1977 “Prova”: in stato FDC può valere fino a 800 euro.
  • 500 Lire d’argento del 1957 “Caravelle”: una delle più preziose monete della collezione italiana, il suo valore può sfiorare i 15mila euro. Un errore di conio ormai celebre ha caratterizzato la sua esperienza tra le fila delle monete più prestigiose della nostra collezione nazionale.

Monete che hanno dunque fatto la storia del nostro paese. Pezzi in alcuni casi unici che hanno caratterizzato epoche e stagioni della nostra Italia. I collezionisti di ogni parte del mondo, oggi, sono pazzi della lira. A ruba gli ultimi esemplari rimasti in circolazione, vere e proprie gemme ancora disponibili sul mercato.