Non esiste evento sportivo più popolare e più seguito, negli Stati Uniti, della finalissima del Super Bowl. E la recente contesa, relativa all’ultimo atto, della National Football League, a livello pubblicitario ha garantito introiti “planetari”. Coinbase tutto questo lo sapeva bene.

E’ per questa ragione che il magnate di Coinbase, Brian Armostrong, e il suo staff, hanno pensato bene che fossero sufficienti 60 secondi per entrare di fatto nella storia. 60 secondi possono essere davvero tanti per “influenzare” la mente delle persone.

E così il mondo delle cripto ha compiuto un notevole balzo in avanti di popolarità, con tutto quello che ne conseguirà a livello economico da qui a poco.

Intorno alle 19 di sera, durante una pausa della finalissima tra i Los Angeles Rams e i Cincinnati Bengals, milioni e milioni di americani si sono visti comparire davanti agli occhi un codice Qr.

Quindi un cosiddetto Qr-Code é rimbalzato da un lato all’altro dello schermo. Su sfondo nero, si è colorato di azzurro, rosso e viola lisergico, ritmato da una musichetta ‘arcade’ come quella dei vecchi videogiochi anni Ottanta.

Coinbase e quei 60 secondi che potrebbero cambiare la storia

Non sappiamo con esattezza quanti milioni di persone lo hanno inquadrato, ma sta di fatto che chi è stato veloce nel compiere questo gesto si è visto comparire una scritta decisamente eloquente sul proprio schermo.

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Coinbase e quel Qr Code durante il recente Super Bowl

Stiamo regalando ben 15 dollari in bitcoin, a chi si unirà a Coinbase entro il prossimo 15 febbraio”. Poteva esserci trovata più geniale da parte del lungimirante Armstrong? Potevano 60 secondi essere usati in modo così efficace? Certo che no.

Soprattutto la genialata è stata quella di ritagliarsi uno spazio durante un evento del genere, con l’attenzione di tutta l’America concentrata su un evento sportivo, e quindi con l’effetto domino di qualunque spazio pubblicitario inserito all’interno di questo “momento così indelebile” per la nazione.

Per un’azienda americana, anche se è riduttivo chiamarla azienda visto che rappresenta già un vero e proprio colosso, e parliamo di Coinbase, non esiste modo più efficace di entrare di diritto nel mainstream.

Coinbase entra nel main stream

L’investimento deve essere stato notevole, 60 secondi di spazio pubblicitario tra un tempo e l’altro di una finalissima del super bowl non devono costare certo poco. Ma non c’è dubbio che ne è valsa la pena.

I risultati non sono tardati ad arrivare. Già poche ore dopo la partita, Coinbase faceva risultare a Wall Street un incremento del 3,5%, segnale evidente che gli investitori hanno gradito.

30 secondi di pubblicità nel Super Bowl, sapete quanto costano?

Trenta secondi di pubblicità al Super Bowl possono costare 7 milioni di dollari. Coinbase potrebbe averne investiti il doppio, ma con una trovata efficace, e sicuramente a basso costo.

Ma Armstrong non è stato il solo, nel mondo delle criptovalute, a pensare che lo scenario del Super Bowl potesse essere una occasione da non perdere. FTX Trading, Binance e Cripto.com hanno approfittato dall’evento, il più seguito in America, per farsi conoscere al grande pubblico.

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Le aziende di Cripto come le internet company degli anni 90?

Qualcuno ha osato paragonare l’esplosione delle criptovalute al fenomeno di ascesa che fecero registrare le internet company alla fine degli anni 90.

Molti esperti della new economy non sono d’accordo e ritengono che Coinbase e le sue sorelle abbiano le spalle molto più solide. Non ci volevano certo 60 secondi di spazio pubblicitario nel Super Bowl, anche se indubbiamente efficaci, per dimostrare che ormai le cripto sono entrate di diritto nelle nostre vite e che presto abbatteranno quel muro di scetticismo e di mancanza di conoscenze che consentiranno loro di coinvolgere anche le casalinghe, gli operai, gli studenti.

Un americano su 10 possiede le cripto, lo sapevi?

La crescita globale e la cosiddetta capitalizzazione dell’intero comparto delle criptovalute viaggia oramai stabile sui 2.000 miliardi di dollari. Cifre così alte in principio non le immaginava nessuno, nonostante la normale instabilità del mercato.

Si calcola che almeno un americano su 10 possegga un certo numero di cripro, mentre nel mondo sono circa 300 milioni le persone che hanno (o hanno avuto) un portafogli in cripto. Incredibile ma vero.