Polkadot è un progetto open source in grado di trasferire dati provenienti da varie blockchain e supporta più catene in un’unica rete.

In questo articolo parliamo di Polkadot (DOT) in maniera semplice ma allo stesso tempo completa. Vedremo a cosa serve e perché può diventare importante. Nel momento in cui scrivo DOT è al dodicesimo posto della classifica di CoinMarketCap con una capitalizzazione di mercato di quasi $18 miliardi di dollari e viene scambiata a $18.15 dollari.

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Polkadot è un progetto open source alimentato dalla Web3 Foundation per consentire il trasferimento di dati attraverso più blockchain e supportare più catene all’interno di un’unica rete.

Polkadot punta a migliorare la comunicazione lenta tra blockchain pubbliche e private senza compromettere la scalabilità.

Polkadot e il problema dell’interoperabilità

Come sappiamo, il problema dell’interoperabilità nell’attuale panorama blockchain è ancora aperto. Polkadot offre soluzioni per superare il problema. Interagisce con le applicazioni e le risorse di Ethereum, ma con piani di espansione e integrazione verso altre piattaforme blockchain.

L’obiettivo finale del progetto è ampliare le funzionalità che non sono state raggiunte da altre blockchain come Ethereum o Cardano. Ciò consente il trasferimento cross-chain di token, dati e risorse varie. Polkadot ha un grande potenziale, ed oggi lo esploriamo.

Dalla relativamente rapida ascesa di Bitcoin dalle origini ad oggi sono cambiate molte cose (e molto in fretta) nel mondo delle criptovalute. La Defi è diventata una delle grandi protagoniste, cosicché è stato possibile anche per Ethereum salire alla ribalta abbastanza velocemente. La naturale conseguenza è stata la nascita di molti ecosistemi diversi, più o meno utili.

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Polkadot (DOT): ecco tutto quello che devi sapere

DOT è la criptovaluta nativa della rete. Polkadot è un protocollo blockchain che intende incentivare reti globali di computer a lanciare e far funzionare la propria blockchain.

Attualmente, ci sono quasi 990 milioni di DOT in circolazione, mentre la fornitura massima della moneta di Polkadot non è predeterminata. Questi token servono principalmente a rafforzare i legami nella rete, per lo staking e per la governance, quindi per gli aggiornamenti da attuare oppure no.

Ecco perché la Blockchain di Polkadot è unica

Polkadot gestisce due tipi di blockchain. La rete principale (Relay Chain) e le reti create dagli utenti (Parachain). La differenza tra queste è che le transazioni sulla Relay Chain sono permanenti. Al contrario, le Parachain possono essere personalizzate per qualsiasi caso d’uso, ed inoltre alimentano la blockchain principale.

Il design unico di Polkadot consente di mantenere le transazioni sicure e senza margini di errore, utilizzando solo le risorse informatiche necessarie per eseguire transazioni sulla catena principale. Allo stesso tempo, ci sono vantaggi per gli utenti che sviluppano diverse Parachain per usi anche molto diversi.

Polkadot multichain framework
(fonte: White Paper di Polkadot)

Ecco una panoramica della struttura e dei componenti principali di Polkadot:

  • Bridges (Ponti): consentono la comunicazione tra parachain, parathread e altre blockchain.
  • Parachain: sono catene indipendenti in grado di creare i propri token.
  • Parathread: caratterizzati da un modello flessibile che sfrutta le catene indipendenti per creare nuovi token.
  • Relay Chain (Catena di collegamento/Catena principale): Facilita i meccanismi di consenso tra diverse catene.

Nel complesso, la blockchain di Polkadot consente agli utenti di eseguire transazioni in modo privato ed efficiente. Questo accade perché le blockchain create non divulgano i dati degli utenti alla rete pubblica. Elaborano un numero più significativo di transazioni, il quale teoricamente potrebbe raggiungere più di un milione di transazioni al secondo (TPS), ha affermato il fondatore Gavin Wood.

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Le origini di Polkadot

Polkadot è stato sviluppato da Parity Technologies nel 2017 e lanciato nel 2018 da Gavin Wood e Jutta Steiner, entrambi ex dirigenti di Ethereum. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Web3, che fornisce finanziamenti, advocacy, ricerca e collaborazioni.

Dopo il suo inizio nel 2015, Parity si è allontanata dal concentrarsi sullo sviluppo di software per nodi per Ethereum, chiamato il client Parity Ethereum per Polkadot e un progetto correlato, Substrate.

Nel 2018, la società ha lanciato due proof-of-concept e ha distribuito la prima Parachain di Polkadot a luglio 2018. A settembre 2019, ha lanciato la rete Kusama. Successivamente, Polkadot è stato lanciato in Beta a maggio 2020, consentendo quindi i trasferimenti di token nell’agosto 2020.

Alla scoperta di DOT, la Coin di Polkadot

DOT è stato rilasciato per la prima volta durante l’ICO nel 2017, in cui il progetto ha raccolto quasi $140 milioni di dollari. La società ha quindi effettuato due vendite private nel 2019 e nel 2020 e ha raccolto altri 100 milioni di dollari. Le Parachain possono coniare token nativi, trasferire token e utilizzarli per regolare le transazioni.

Una debolezza nel portafoglio Ethereum di Parity ha portato a un hack di circa i 2/3 dei token originali congelati. Ad oggi, i token congelati non sono ancora stati recuperati. Sorprendentemente, il team di Polkadot ha deciso di portare avanti il ​​progetto nonostante le perdite.

DOT è quotato in tutti gli exchange di criptovaluta più importanti tra cui Binance, Coinbase, Crypto.com, Huobi, Kraken e altri.