Una pubblicità per Floki Inu è stata bandita in UK per aver violato alcune regole pubblicitarie vigenti nel Paese.

“HAI PERSO DOGE? PRENDI FLOKI”. Questo recitavano alcuni cartelloni pubblicitari della memecoin Floki Inu affissi sui treni e sugli autobus della metropolitana di Londra.

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Ad onor di cronaca va riportato che in fondo al cartellone era presente un disclaimer per avvertire i potenziali investitori che gli investimenti in criptovalute (e figuriamoci in memecoin) sono rischiosi e altamente volatili. Inoltre le criptovalute non sono regolamentate in Gran Bretagna. Entriamo più nel dettaglio.

Floki Inu: ecco cosa sta succedendo

La Advertising Standards Authority ha avviato un’indagine, preoccupata principalmente per il fattp che la promozione potesse “sfruttare i timori dei consumatori di perdere i propri risparmi e banalizzare gli investimenti in criptovaluta.”

Secondo l’ASA, le pubblicità facevano leva “sull’inesperienza dei consumatori. Floki Inu ha cercato di difendersi affermando che l’intenzione era quella di raggiungere consumatori informati che conoscono il mercato delle criptovalute e soprattutto Dogecoin. Il progetto ha anche smentito che un cane dei cartoni animati (basato sul cane di Elon Musk Floki) equivalesse a banalizzare un investimento perché questo è semplicemente il suo logo aziendale.

L’ASA ha contestato queste argomentazioni e ha affermato: “Sebbene i dettagli dell’annuncio potrebbero non essere stati pienamente compresi da coloro che hanno una conoscenza limitata o nulla delle criptovalute, la volontà dell’annuncio per tutti i consumatori era che fosse necessario acquistare immediatamente Floki per realizzare un profitto significativo e impedire che i consumatori rimanessero tagliati fuori da questa occasione.”

Le autorità hanno criticato Floki Inu per non aver chiarito che è necessario pagare le tasse sulle plusvalenze di tutti i profitti realizzati dopo la vendita di una criptovaluta. In realtà nessun progetto in criptovaluta lo specifica, in quanto è un concetto che un investitore dovrebbe già avere nel suo bagaglio di conoscenze.

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La pubblicità di Floki Inu: ecco cosa rischia

L’annuncio di Floki Inu viola le regole sulla responsabilità sociale e sui prodotti finanziari e non potrà apparire nella stessa forma in futuro. La pubblicità sulle criptovalute è aumentata vertiginosamente nel Regno Unito (come nel mondo) negli ultimi mesi.

Secondo The Guardian, tra aprile e settembre 2021 le società di criptovaluta hanno pubblicato 40.000 annunci su autobus e treni londinesi. Tutto ciò ha spinto i politici a richiedere il divieto assoluto delle pubblicità di questo tipo, paragonando le criptovalute al gioco d’azzardo.

Le aziende di criptovalute si dichiarano esasperate a causa di questa mancanza di informazione. Ritengono che ci sia una mancanza di chiarezza su ciò che può e su ciò che non può essere promosso, e sulle dichiarazioni di non responsabilità che devono essere incluse in un annuncio per assicurarsi che sia conforme.

Altri paesi hanno iniziato a introdurre misure più severe per proteggere i consumatori che sono esposti ad annunci di criptovalute. In Spagna, chiunque intenda lanciare una campagna pubblicitaria di massa rivolta ad almeno 100.000 persone deve prima mettersi in contatto con la National Securities Market Commission, con 10 giorni di anticipo.

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Floki INU: conseguenze sul mercato

Nonostante la sua strategia pubblicitaria aggressiva, i dati di CoinMarketCap mostrano che FLOKI è solo al 2861 posto nell’elenco delle più grandi criptovalute del mondo. Coloro che sono coinvolti nel progetto affermano che il ranking basso è dovuto al fatto che devono ancora essere verificati da CoinMarketCap. Il token aveva un prezzo di $0,0002752 all’inizio di novembre 2021.

Il prezzo attuale di FLOKI è di $0,00003926, in calo di oltre l’85% rispetto a quattro mesi fa. Di conseguenza, la maggior parte di coloro che hanno effettuato un investimento dopo aver visto gli annunci di Floki Inu durante la fine dello scorso anno, hanno subito una perdita considerevole.

Floki afferma di negare le accuse avanzate dall’ASA ed “ha fatto del suo meglio per essere conforme con la legge prima di pubblicare questi annunci“. Una dichiarazione ha spiegato di aver chiesto consiglio al Committee of Advertising Practice, aggiungendo:

In nessun momento la CAP ha portato all’attenzione di Floki l’obbligo per i consumatori di essere informati sulle implicazioni dell’imposta sulle plusvalenze in criptovaluta. Se lo avessero saputo, senz’altro Floki avrebbe seguito tale consiglio e incluso le informazioni nella loro campagna di marketing.

Floki ha affermato che “continuerà a difendere il suo diritto di pubblicizzare il suo prodotto“. Inoltre non gli è stato impedito di pubblicare annunci pubblicitari in generale, ma solo quella specifica campagna di marketing. Questa storia non finisce qui.