Una moneta a lungo contemplata in passato che oggi fa il suo ritorno in grande stile sulla scena.

monete (web source)

La storia di alcune monete è contornata da eventi che non possiamo in ogni caso considerare ininfluenti ai fini della concezione e considerazione delle stesse. Il contesto storico politico sociale, non può non essere considerato al pari di qualsiasi riflessione sullo stato di mantenimento, seppure in maniera a volte minore. Gli eventi che hanno fatto da vero e proprio contorno alla circolazione della moneta stessa non può essere liquidato in poche semplici battute, ma anzi. Possiamo vedere, quindi, quanto alcuni fattori possono essere definiti fondamentali.

In alcuni casi, una moneta può essere considerata preziosa e di elevato valore non solo economico a seconda di quello che è il mercato che regola anche alcune dinamiche legate al mondo del collezionismo. Questo è quello che accade praticamente in ogni settore e di conseguenza non può non contenere anche il settore del collezionismo, che sempre di più si presenta come scenario credibile e di rilevante importanza nel momento storico che contraddistingue la nostra riflessione. Le monete quindi, il loro valore, anzi, sale e scende cosi come detta il mercato.

Monete, lire preziose: i pezzi più pregiati di un particolare taglio

5 lire uva
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Una moneta sulla quale è giusto soffermarsi è sicuramente quella da 5 lire, esempio di come un taglio possa passare dall’essere moneta dal valore nominale di tutto rispetto a quasi scarto metallico in non tantissimi decenni. E’ la storia del nostro paese, insomma, la storia che lega alcune dinamiche a quella che è la vita stessa di alcune monete. Proprio per questo la carrellata che segue è indicativa non solo di un valore numismatico puro, ma anche di tanti altri fattori, saggiamente mescolati tra loro. La 5 lire di Re Vittorio Emanuele, ad esempio coniata dalla Zecca di Firenze nel 1861, il valore storico di questo esemplare è assolutamente indiscutibile, la prova? Valutata nei suoi rari esemplari, circa 20mila euro.

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Altro esempio abbastanza significativo è rappresentato dalla moneta a 5 lire definita Vittorio Emanuele II Stemma. In questo caso parliamo di un esemplare coniato a Napoli, Milano, Roma e Torino tra il 1861 ed il 1878. Anche in questo caso troviamo il profilo del Re, ed anche in questo caso considerata la relativa rarità di questo esemplare sul mercato, in perfette condizioni di conservazione possiamo parlare di un valore di circa 20mila euro. Altro esempio lampante, moneta da 5 lire coniata nel 1963. Altra epoca altro contesto storico politico, ma anche qui abbiamo la possibilità di scoprire un vero e proprio gioiellino.

Coniata esclusivamente a Torino, questa moneta può raggiungere una valutazione massima di circa 750 euro. Discorso diverso per quella definita Stemma Oro, in quel caso possiamo tranquillamente “vedere” una valutazione che supera anche i 1000 euro in perfette condizioni di mantenimento. Moneta assolutamente pregiata per alcune sue caratteristiche è poi la 5 lire detta “Uva” per un grappolo per l’appunto d’uva rappresentato su una delle due facciate. Coniata tra il 1946 ed il 1950, questa moneta è il chiaro simbolo del paese che risorge.

Italia uscita dalla guerra, dalla dittatura, che si avvia al processo repubblicano e di ripresa, che cambierà per sempre il suo volto. Simbolicamente uno dei migliori esemplari del secolo da poco terminato. Siamo di fronte ad un pezzo di storia italiana, la cui valutazione però non risulta del tutto consona ai discorsi appena introdotti. Un fior di conio di questa particolare moneta può valere oggi una cifra molto vicina ai 1300 euro. Troppo? Poco? E’ il mercato che come sempre definisce criteri, visioni e valutazioni. Gli appassionati osservano e decidono poi se stare o meno alle regole.

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