Cripto valute
Cripto valute

IRS ha rilasciato un nuovo aggiornamento sulle linee guida alle cripto a cinque anni di distanza dall’ultimo. Il chiarimento principale riguarda il trattamento fiscale di Hard Forks e Airdrops, ma anche quello di varie altre forme di attività crittografica.

Ad agosto IRS inviò circa lettere a circa 10.000 investitori cripto per ricordare loro gli obblighi fiscali. Ma quali sono i punti principali di questo nuovo aggiornamento? Vediamoli.

Le esenzioni fiscali “de minimis” vanno segnalate

Molti utenti e esperti di criptovalute hanno chiesto ripetutamente a IRS di chiarire che tutte le transazione criptate sono coperte da esenzioni de minimis. Siccome nella guida ciò non viene segnalato, è molto probabile che sia necessario segnalare le tasse sulle piccole transazioni crittografiche, anche per un semplice caffè per fare un esempio. Quindi, gli utenti sono tenuti a rispettare i requisiti fiscali, indipendentemente dall’importo in questione.

Le stablecoin non sono esenti da tasse

Nella guida, IRS ha dichiarato che le valute virtuali convertibili come le stablecoin sono soggette a tassazione poiché considerate come proprietà personali.

Le valute virtuali convertibili hanno lo stesso valore della “valuta reale” e possano essere un deposito di valore o mezzo di scambio. Insomma, l’aggiornamento chiarisce che il controllo si sta diffondendo da bitcoin e altcoin a stablecoin.

Hard Forks e Airdrops costituiscono reddito fiscale

La questione Hard Forks e Airdrops ha dominato le discussioni sulle criptovalute negli ultimi mesi. IRS ha finalmente chiarito la sua posizione al riguardo. Si generano entrate imponibili se si ricevono nuove monete a seguito di un hard fork. Inoltre, IRS afferma che questo imponibile si applica nell’anno in cui si ricevono le nuove monete.

A fini di reporting, la base e il valore di mercato equo si riferiscono a quando i nuovi asset sono registrati sulla blockchain. La base sarà uguale all’importo indicato nella dichiarazione dei redditi.