Cina

La Cina ha già pronta la sua risposta a Libra, la valuta digitale di Facebook, per aiutare la banca centrale a fare affari con WeChat Pay e Alipay. Una mossa che garantirebbe un certo margine di profitto allo Stato. La valuta digitale verrebbe emessa a favore dei commercianti.

Secondo alcuni eminenti analisti di mercato, in Cina Alipay e WeChat Pay, due colossi dei pagamenti online, coprono la bellezza di nove transazioni su dieci. Emettere una valuta digitale garantirebbe anche meno deflusso di capitale.

Allo stato attuale, gli istituti di credito cinese stanno avendo non poche difficoltà nel mantenere la base dei depositi. Ciò perché con i fondi del mercato monetario che vengono distribuiti dalle aziende fornitrici di servizi di pagamento come appunto le due citate sopra, una parte del denaro che resta inattivo viene detenuto nei conti di pagamento mobili, con notevoli somme nelle mani di questi gestori piuttosto che del sistema bancario.

Una valuta digitale di estrazione statale andrà però a competere con lo yuan? No, perché il token digitale ormai prossimo all’emissione non è una vera e propria criptovaluta. Poi c’è stato il beneplacito della Banca Popolare cinese, che ne ha accelerato notevolmente l’emissione, dopo che i funzionari hanno visto il potenziale pericoloso insito in Libra.

Inoltre, le rassicurazioni in merito sono arrivate direttamente dal vicedirettore della Banca Popolare cinese, Mu Changchun, il quale ha puntualizzato che questo nuovo metodo di pagamento non andrà in competizione con lo yuan. “Potrebbe utilizzare le risorse esistenti per supportare e aiutare lo sviluppo delle banche commerciale e, contemporaneamente, a promuovere senza intoppi la valuta digitale”, ha affermato il vicedirettore in merito alla sua emissione.