dati istat (web source)
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I numeri della crisi italiana sono davvero impietosi, ma l’Istat ci permette anche di scoprire chi è il ‘re’ in questo difficile periodo economico.

dati istat (web source)
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In Italia è ormai da più di un anno che si vive un periodo di crisi economica dovuto alla crisi imponente. Quest’ultima nata dall’espandersi del contagio da Coronavirus che sta praticamente mettendo in ginocchio tutte le attività commerciali del paese.

Da più di un anno i dati parlano chiaro e la decrescita è evidente considerando che tra lockdown parziali e totali si è lavorato davvero poco. L’Istat con i suoi consueti aggiornamenti ha reso nota la situazione per quanto riguarda il 2021 e le statistiche parlano chiaro.

Le attività economiche sono in crisi

crisi (web source)
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Il primo mese dell’anno ha permesso di constatare che c’è stato un calo congiunturale per quanto concerne le vendite al dettaglio con un -3% in valore mentre si è registrato un -3,9% sul volume. Si registra in particolar modo la riduzione dei beni non alimentari con il -5,8% in valore ed il -7,2% in volume. La tendenza vuole quindi un maggiore risparmio a fronte di un guadagno minore dato dalle chiusure e le misure restrittive in atto su tutta la penisola.

Le vendite al dettaglio sono diminuite di poco oltre il 7% facendo una media tra i due valori sopra citati. Insomma, si tratta di una perdita totale che andando a confrontarsi con l’anno precedente, fa davvero male. Le flessioni di vendite al di fuori dei negozi fanno registrare il -18,7% mentre delle imprese operanti su piccole superfici il -14,3%. Dati impietosi che vanno ad essere ancora peggiori se si considera l’abbigliamento e pellicceria con un -33% e articoli da cuoio e viaggio (-36,4%). Un vero e proprio disastro economico che va a danneggiare le attività di nicchia.

Sorprendentemente c’è chi esce ‘vincente’ dalla crisi

discount (web source)
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Tra i pochissimi settori che hanno registrato una crescita in questo periodo, troviamo sicuramente il commercio elettronico con una crescita del 38,4% secondo quanto diffuso dai dati dell’Istat. Tra i vari strumenti non possiamo che registrare i prodotti che riguardano radio, tv e registratori con il +11,7% mentre telecomunicazioni e telefonia contano il +9,9%.

Tra le attività commerciali che praticamente non hanno riscontrato chiusure troviamo gli esercizi non specializzati nella grande distribuzione e quindi con un totale del +3,6%. A tal proposito risultano avere una tendenza particolarmente positiva i discount alimentari con il +14,1% che confermano quindi i numeri già ottimi durante tutto l’arco della scorsa annata che ha permesso di registrare numeri ‘pazzeschi’ dal punto di vista dei guadagni e del fatturato.

Insomma, un vero successo in dodici mesi complicati sotto ogni aspetto, soprattutto economico e sociale potremmo aggiungere.