Bitcoin

Nel corso del 2018 il prezzo del Bitcoin è sceso progressivamente, e lo ha fatto fondamentalmente a causa del cosiddetto bear market. Questa perlomeno è l’interpretazione che la stragrande maggioranza delle persone ha dato alla cosa, mentre un grafico pubblicato da ChartsBTC sembra mettere in discussione questa tesi.

bitcoin bear market

Il grafico mostra infatti che nel corso del 2018 è stata rilevata una candela rossa, con una perdita del 73% registrata a cavallo tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2019. Tuttavia, se anziché concentrarsi sulle candele annuali si prendesse in considerazione la serie dei minimi annuali, a quel punto l’interpretazione sarebbe un’altra: in questo caso spiccherebbe che nel 2018 non ci sia stato tutto questo bear market!

Il grafico dopotutto non lascia spazio a molti dubbi visto che dimostra che il valore minimo toccato dal Bitcoin nel corso del 2018 è stato di circa 3.100 dollari, un valore decisamente superiore rispetto al valore minimo dell’anno precedente (751$). Ma non è tutto, perché se si prendono in considerazione i soli valori minimi rilevati dal 2011 in poi, si può notare che solo nel 2015 il valore minimo (pari a 152$) è stato più basso rispetto a quello dell’anno precedente (275$), mentre in tutti gli altri anni il valore minimo è sempre aumentato rispetto all’anno precedente.

L’analista di mercatoFilbFilb, a questo proposito, ha avanzato uno spunto di riflessione: “Sì, il mercato BTC/USD è un mercato Toro. Non è mai stato un vero bear market. Se il Bitcoin non scende sotto i livelli macro, vuol dire che non siamo mai entrati in un mercato orso? A livello macro, ritengo che la risposta sia sì”.

Effettivamente, confrontando il prezzo attuale del Bitcoin, pari a circa 7.800$, con quello del passato, ci si accorge che la quotazione è in crescita da anni. “Ciò significa che aver comprato BTC nell’ultimo decennio si è rivelato infruttuoso solamente in 4 mesi su 125″.