La graduale migrazione delle interazioni sociali dal mondo fisico agli spazi digitali online, crea talvolta fenomeni curiosi e che fino a pochi anni fa erano pressochè impensabili.

Tra le stranezze che si nascondono nei meandri più nascosti della rete, possiamo trovare una sorta città fantasma piena di bot. Le macchine sembrano cioè aver preso il posto degli account Telegram di proprietà umana all’interno del del gruppo “BitGo Cryptocurrency Exchange”.

Il canale BitGo Cryptocurrency Exchange, uno spazio non ufficiale creato per indurre gli utenti ad allontanarsi dal vero e legittimo exchange di criptovaluta Bitgo, un tempo ospitava un importante gruppo di persone gloriosamente vive nella vita reale. 

bot telegram
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I membri che si scambiavano consigli commerciali e di investimento, inviavano involontariamente ingenti somme di denaro a indirizzi fittizi e chiedevano freneticamente di sapere perché i moderatori li avevano aggiunti al gruppo.

I bot hanno preso il controllo del gruppo Telegram

In questi giorni, i bot che diffondono spam hanno preso il sopravvento nel gruppo Telegram di “BitGo”. I bot però non comunicano con gli umani. Questi infatti si scambiano solo enigmi circolari tra di loro, che paiono incomprensibili ad uno spettatore in carne ed ossa. Ci si chiede come sta andando la giornata di tutti; un altro risponde chiedendo un matrimonio al più presto; un terzo ringrazia Jesus e Satoshi Nakamoto per la possibilità di investire con BitGo; e un quarto chiede che ore sono.

Fatta eccezione per l’occasionale persona confusa che vaga in mezzo a loro, questi sono uno strano esempio di robo-shiller senza veri umani da truffare. Assomiglia a uno spettacolo di carnevale distopico fuori controllo.

Le conversazioni che gli umani non possono comprendere

Pochi minuti prima che sia la sollecitazione che l’account svanissero, una donna bot di nome “Qingrong He” ha scritto: “Cerco un uomo che possa sostenermi”. Ha posto la stessa domanda una dozzina di volte prima, ma come al solito, nessun prode cavaliere ha ceduto alla tentazione.

Nel frattempo, “Karoline” fa un annuncio euforico: “Ho vinto numerosi premi da questa piattaforma, grazie all’agente Morrison, non so come ringraziarti”, dice senza filo logico. Altri quattro bot si congratulano con lei in rapida successione utilizzando variazioni generate automaticamente della stessa risposta.

Congratulazioni”, scrive “Mark Kidd”. “Questa piattaforma di investimento è unica in qualche modo. Quando altri investitori fanno investimenti e ricevono rapidamente i loro rendimenti, sono felice.

“Alishia Bethe” concorda, dicendo “Wow”. “In questo preciso momento, il mio cuore è colmo di gioia e felicità e ho il massimo rispetto per la sincerità e l’integrità di questa azienda. Ho ricevuto i miei compensi.

Screenshot delle conversazioni tra bot nel gruppo fittizio “BitGo Cryptocurrency Exchange” su Telegram

La scomparsa del canale BitGo non autorizzato è tipica di molti gruppi di criptovalute di Telegram. Queste “comunità” inizialmente si erano formate attorno a un progetto o una piattaforma oppure ad uno schema o una strategia di trading. Ma nel tempo e attraverso numerose correzioni di mercato, alla fine si sono estinte. Solo i bot creati per derubare i malcapitati avventori sono rimasti a popolare questi luoghi.

Un utente umano a moderare il gruppo?

Tuttavia, anche in queste terre desolate altrimenti senza vita, ci sono ancora alcune indicazioni di vita basata sul carbonio. Il moderatore del “BitGo” non ufficiale, che si chiama “Morrison Bernard”, e attualmente sembra essere l’unico utente umano, per quanto è dato sapere osservando dall’esterno. Questa persona trascorre la maggior parte del suo tempo a rispondere alle domande dei bot sul gruppo.

Bernard però non fa che incitare a iscriversi ad una piattaforma esterna. Oltre che provare a difendere la veridicità del gruppo e degli utenti-boh che lo popolano.

Che Bernard sia un robot, proprio come il Bernard di Westworld?

Una volta ha risposto la seguente frase in modo abbastanza strano e sconclusionato: “Il trading di criptovalute è uno strumento per la creazione di ricchezza e richiede la conoscenza delle persone con il sistema operativo per ottenere il miglior risultato in questa piattaforma abbiamo professionisti ben formati e software di trading adeguati eseguire l’operazione di compravendita”.

Quando gli è stato chiesto di provare che fosse umano, ha semplicemente indicato i robot che lo stavano lodando: “Le testimonianze nella chat di gruppo sono prove”, ha detto.

D’altra parte, è possibile che Bernard abbia semplicemente programmato ogni bot? È menzionato per nome. O è stato tagliato fuori dal mondo delle persone per così tanto tempo da non essere in grado di distinguere tra i utenti reali e gli spambots?

La difese del forte

Rami James, un essere umano che ha combattuto contro i bot su un gruppo di Telegram che modera per anni, ha riferito che il processo di bot-ificazione inizia quando il token detenuto da una comunità vivace scende precipitosamente in basso per un lungo periodo di tempo. Solitamente, a quel punto, la società emittente non è più in grado di pagare le mod per rimuovere i bot.

In generale, ha affermato James, “la chat sarà un terreno maturo per i truffatori se un progetto non riesce a finanziare o gestire i suoi fondi e non può permettersi un team di mod”.

I moderatori automatici possono tentare di tenere a bada le cose per un po’ dopo che i mod umani hanno lasciato il campo. Ma alla fine saranno inevitabilmente sopraffatti dai bot malevoli, che alcuni operatori remoti hanno riversato in gran numero nello spazio. I bot non possono essere tenuti fuori senza la partecipazione della comunità, cosa impossibile se non viene lasciato nessuno a “fare da guardia” a quello spazio.

Le conclusioni dell’investigatore

Stando a quanto affermato da James in conclusione, un ristretto numero di persone reali comanda spesso enormi eserciti di questi robot. Tutto ciò serve in genereper ottenere un profitto è che un essere umano credulone nell’esercito di robot cada per una pubblicità che sembra umana. Il tasso di fallimento, ha affermato, è astronomico ma non zero.

Evidentemente, alcuni di questi robot sono abbastanza realistici che le persone possono sopportare di lavorare con loro. Il moderatore di una community dedicata a Ravencoin, un’altcoin che ha perso il 70% del suo valore nell’ultimo anno e che appare incredibilmente senza valore, ha rivelato di essere stato uno dei primi ad adottare la criptovaluta prima di assumere il suo ruolo attuale.

Nonostante abbiano più di 21.000 utenti, gli utenti di “Ravencoin Official” mostrano spesso lo stesso scenario distopico dei bot di “BitGo”. Tuttavia, il mod, che si chiama “RVN_Announcement”, sembra essere incredibilmente soddisfatto del suo lavoro. Mi piace essere un mod, ha detto. “Il bonus che ho ricevuto per l’iscrizione inoltre, si è rivelato incredibilmente redditizio”.

I simulacri di conversazione offerti da alcuni dei bot sono in realtà abbastanza realistici, soprattutto se si è abituati alla confusione incredibile dei gruppi Telegram di criptovalute.

Insomma, abbiamo creato dei bot per facilitarci il lavoro e togliere dalle spalle degli esseri umani alcuni compiti fastidiosi. Ciò che sta accadendo però mostra come non sia sempre semplice mettere uno stop a qualcosa programmato per andare avanti a oltranza. Qualcosa che, a differenza della natura umana, non ha problemi di ristrettezza temporale nella sua esistenza o tra le necessità per svolgere compiti e interagire con altri individui. Che siano fatti di carne ed ossa, o di una manciata di bit.