Bull Trap: un termine che sicuramente ha già sentito chiunque abbia mai messo piede sui mercati o segua per qualche ragione le azioni di prezzo di un asset negoziato.

Come ben sa chi opera o si interessa dei mercati finanziari, ci sono dei pattern e dei movimenti nel prezzo di un asset o un titolo che spesso vanno a identificare delle specifiche mosse da parte dei market maker o dei grandi operatori che, di fatto, danno direzione e muovono il mercato per la maggiore.

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Possiamo immaginare i mercati finanziari come una grande scacchiera e i grandi operatori sono uno dei due giocatori al tavolo. Per entrare in questa ottica possiamo prendere in prestito – mi perdonino i puristi – il concetto di Composite Man teorizzato da Richard Wyckoff. 

Il cosiddetto “uomo composito” di Wyckoff è un’entità astratta che ci può venire utile per identificare i comportamenti dei grandi operatori e market maker, come fossero una unica entità, che segue logiche e imposta operazioni sugli stessi presupposti. Obiettivo di queste azioni non è altro che mettere in difficoltà e battere sul campo la controparte. Controparte che possiamo vedere come l’insieme di tutti i piccoli operatori privati e retailer che, non avendo i mezzi e le risorse per muovere i mercati finanziari, devono necessariamente agire di reazione.

Che cos’è una Bull Trap nel trading

Quando parliamo di trading, una bull trap è una situazione in cui un trader privato o retailer acquista un asset credendo che il suo prezzo continuerà a salire, per vederlo poi crollare rovinosamente non appena segnato il nuovo massimo relativo.

Spesso quando ci troviamo in un mercato fortemente incerto, magari sporcato da news fasulle o ingannevoli circa un determinato asset, ha molta più probabilità di verificarsi una cosiddetta Bull Trap. 

Si chiama appunto “trappola” rialzista, perché i trader meno attenti possono immaginare facilmente che un asset in calo sia effettivamente in aumento. Questo falso senso di sicurezza può portare a dolorose perdite. Se oltre a questa lettura errata subentra anche la parte emotiva e le azioni sono guidate dalla fomo, ecco che il danno può farsi ancora più serio.

Quando si sospetta la presenza di un bull trap, i trader dovrebbero uscire immediatamente dall’operazione o addirittura girarsi aprendo una posizione short. Gli ordini stop loss possono rivelarsi di vitale importanza in queste situazioni, soprattutto se il mercato si muove rapidamente e la volatilità si fa pericolosamente alta, per evitare di essere travolto dalle emozioni.

Come per molte altre cose quando si parla di trading e speculazione, identificare una bull trap per tempo può essere difficile. Tuttavia, il modo migliore per evitare le trappole rialzista è notare in anticipo i segnali di pericolo. Per fare un esempio classico, un breakout non sostenuto adeguatamente dai volumi, è uno dei segnali più classici che dovrebbero farci accendere qualche campanello d’allarme. Ma vediamo nel dettaglio come funziona una bull trap e a cosa dobbiamo prestare maggiore attenzione.

Come avviene una bull trap

Le bull trap sono uno dei pericoli maggiori per coloro che cercano di fare ingressi sui reversal.

Poniamo il caso che stai guardando un grafico di un asset in una trend ribassista. Dopo un po’, il prezzo di questo titolo raggiunge un punto in cui inizia a consolidarsi lateralmente in quello che comunemente viene identificato come fase di “range”.

Durante questa fase, i bull e gli bear sono bloccati in battaglia mentre cercano di spingere il prezzo in direzioni opposte. I ribassisti stanno cercando di spingere il prezzo verso il basso a nuovi minimi mentre i rialzisti stanno lottando per mantenere il prezzo alto o invertire la rotta che l’asset stava seguendo. Finchè la forza delle due controparti è grosso modo equivalente, la situazione di range prosegue. C’è anche da notare che in genere, maggiore è il tempo che si passa in un range, maggiore sarà la violenza del movimento successivo quando andrà a romperne gli “argini”. Quale che sia la direzione vincente.

A un certo punto una delle due parti inizia cedere e si arriva alla rottura del range, ad esempio se hanno la meglio i ribassisti e il prezzo inizia quindi a scendere a formare un nuovo minimo. 

Però proprio quando sembra che il trend ribassista stia per riprendere, i rialzisti fanno un ritorno e spingono il prezzo fino al suo massimo precedente.

Molti trader vedono questo come un’inversione rialzista e iniziano a comprare, pensando che il trend ribassista sia terminato. Sfortunatamente, questa è solitamente solo una mossa temporanea e il prezzo molto spesso riprende in modo rapido la sua tendenza al ribasso. Portando a pesanti perdite per coloro che hanno acquistato al massimo o vicino al massimo.

Le trappole rialziste nei mercati delle criptovalute

I mercati finanziari legati al mondo di Bitcoin e delle criptovalute hanno la caratteristica di essere estremamente volatili e non nuovi a movimenti di prezzo “particolari”, spesso frutto di evidenti manipolazioni di mercato. Rese possibili anche dalle maglie più larghe che i regolatori possono imporre circa le contrattazioni di questi particolari asset.

Proprio per queste caratteristiche intrinseche ai mercati cripto, le bull trap sono qualcosa di molo frequente. Un altro termine per identificare queste mosse è “dead cat buone”, ossia il rimbalzo del gatto morto. Richiamando metaforicamente il ribalzo di un corpo morto in caduta libera, quando si schianta al suolo e dà l’impressione di aver ricevuto una spinta verso l’alto.

Ad ogni modo, nei mercati cripto le Bull Trap funzionano come in qualsiasi altro mercato. Ad esempio, se il prezzo di un’altcoin è aumentato costantemente negli ultimi giorni, potresti credere che continuerà a salire. Ne compri un po’ o apri posizioni speculative long e aspetti che il prezzo salga in modo da poter vendere con profitto.

Tuttavia, si verifica la famosa Bull Trap e ci si ritrova intrappolati in una scomoda posizione in perdita.

Naturalmente lo stesso processo accade anche a direzioni opposte, quando cioè un asset in trend rialzista sembra che stia invertendo, per poi ripartire verso l’alto facendo piazza pulita di tutti i bear che sono entrati short sulla rottura del precedente minimo o del range in corso.

La psicologia svolge un ruolo chiave

I cosiddetti bull inseguono e cavalcano il massimo delle condizioni rialziste, il che può andare tutto bene fino al ritorno del prossimo mercato ribassista. Stessa cosa per i Bear (ossia gli short seller) che inseguono il mercato nella direzione opposta, fino a che non arriva un’inversione netta.

Quando ciò accade, possono rimanere intrappolati invece in una bear trap, in cui possono facilmente vedersi liquidare la loro posizione in perdita. 

A causa di un bis mentale unidirezionale, quindi rigorosamente ribassista o rialzista, gli investitori abituati a fare trading in un mercato rialzista potrebbero cadere nella trappola di acquistare in alto e vendere in basso. Allo stesso modo chi presenta un bias in direzione opposta.

Il suggerimento degli esperti è quello di avere una mentalità “bidirezionale”. Cioè non fissarsi solamente su una direzione del mercato e puntare tutto sempre solo a rialzo o a ribasso. Per avere successo sia nei mercati rialzisti che ribassisti, è importante liberarsi da convinzioni e “fisse”. Un buon investitore o un buon trader devono essere in grado di difendere il capitale in primis e, se possibile, fare profitti sia che i mercati prendano una direzione rialzista, che ribassista.

Accettare di non essere mai al timone

Come già dicevamo all’inizio, se non hai i mezzi o le risorse per muovere il mercato in modo attivo, l’unica cosa intelligente da fare è accodarsi a chi invece i mezzi per muovere il mercato li ha. Non cercando quindi di prendere precisamente i bottom per comprare e i top per vendere, cosa decisamente improbabile quando non siamo noi a deciderli. Ma piuttosto concentrarsi sull’analizzare la situazione in corso e agire di conseguenza per tempo.

Quando stai costruendo una posizione, non pensare tanto a quanto profitto puoi fare se la tua lettura è corretta e va tutto secondo i piani. Prima di ogni cosa, la questione fondamentale, è avere un piano per il cosiddetto Worst Case Scenario. Ossia farsi trovare pronti nel caso si verifichi la situazione peggiore possibile. Una volta che abbiamo imparato per bene a giocare in difesa e non subire danni eccessivi quando tutto va storto, allora saremo anche in grado di tenerci facilmente i profitti delle operazioni che invece sono andate a segno.

A cosa servono le bull trap

Le bull trap sono utilizzate sia dai trader che operano intra day, che dagli investitori a lungo termine per trarre vantaggio dai partecipanti al mercato meno esperti.

Per i day trader, una bull trap può essere un’opportunità per shortare il titolo mentre si riprende fino al massimo precedente. Il prezzo riprenderà quindi la sua tendenza al ribasso, portando grandi profitti per il trader che sono riusciti a posizionarsi sul falso rialzo in questione.

Per gli investitori a lungo termine, una bull trap può essere un’opportunità per acquistare il titolo a un prezzo più basso poiché andrà nuovamente a scendere dopo il rally. Migliorando in questo modo la propria posizione long, magari andando al contempo a mediare in modo saggio il prezzo medio di carico della posizione.

Cosa provoca una bull trap

Molti fattori determinano una bulla trap. Come già accennato, uno dei più comuni è la mancanza di volume d’acquisto durante il rally fino al massimo precedente.

Un volume d’acquisto debole indica che non c’è molto interesse per il titolo a un prezzo basso specifico e che i rialzisti non sono abbastanza forti da spingere il prezzo più in alto.

Un’altra causa comune di bull trap è un falso breakout da un pattern di consolidamento. Il prezzo esce da un intervallo al rialzo, ma poi torna rapidamente al ribasso e riprende la sua tendenza al ribasso.

Come identificare una Bull Trap

Uno dei modi più utilizzati e semplici per identificare una bull trap è osservare eventuali divergenze RSI. Inoltre, un RSI particolarmente elevato potrebbe essere un’indicazione di una potenziale trappola rialzista o ribassista.

Un calcolo dell’indice di forza relativa (RSI) può essere utilizzato per identificare una possibile trappola rialzista o ribassista. L’RSI è un indicatore tecnico, che può aiutare a determinare se un’azione o un asset di criptovaluta è ipercomprato, sottocomprato o nessuno dei due.

Il calcolo dell’RSI copre generalmente 14 giorni, anche se può essere applicato ad altri tempi. Il periodo non ha alcuna conseguenza nel calcolo in quanto viene rimosso nella formula.

Nel caso di una probabile trappola rialzista, un RSI elevato e circostanze di ipercomprato suggeriscono che la pressione di vendita è in aumento. I trader sono ansiosi di mettere al scuro i guadagni realizzati nella salita e molto probabilmente andranno a chiudere il trade in qualsiasi momento. Di conseguenza, il primo breakout e il trend rialzista potrebbero non essere sempre un’indicazione attendibile di continui aumenti dei prezzi.

Mancato aumento di volume durante il rally

Quando il mercato sta esplodendo a rialzo con un movimento genuino, dovrebbe esserci un conseguente notevole aumento del volume. Questo perché più persone stanno acquistando il titolo mentre si rafforza più in alto (e molti ribassisti stanno chiudendo le posizioni short, che comunque significa comprare, o vengono liquidati, provocando lo stesso effetto)

Se c’è poco o nessun aumento del volume al breakout, è un segno che non c’è molto interesse per il titolo a quel prezzo e che il rally potrebbe non essere sostenibile.

Un aumento dei prezzi senza un aumento significativo nei volumi potrebbe anche essere probabilmente dovuto a bot e trader al dettaglio che si contendono la posizione.

Assenza di slancio

Quando un titolo subisce un forte calo o gap-down con enormi candele rosse ma poi rimbalza molto dolcemente, è un’indicazione di una probabile trappola rialzista.

La tendenza naturale del mercato è quella di muoversi in cicli. Quando raggiunge la cima di un ciclo, è generalmente un periodo di consolidamento in cui i rialzisti e gli orsi combattono per il controllo.

Questa mancanza di slancio può essere considerata un segnale di allerta precoce che il mercato dovrebbe subire un’inversione.

Re-test di un livello di resistenza

La prima indicazione di una trappola rialzista in avvicinamento è un potente slancio rialzista mantenuto a lungo, ma che reagisce in modo particolarmente forte e immediato a una particolare zona di resistenza.

Quando un titolo si è affermato come un forte trend rialzista con poca pressione di offerta, significa che gli acquirenti stanno dando fondo a tutte le loro risorse.

Tuttavia, quando raggiungono un livello di resistenza che non vogliono o hanno paura di violare, il prezzo in genere si inverte prima di salire ancora.

Candela rialzista sospettosamente grande

Nell’ultima fase della bull trap, un’enorme candela rialzista di solito occupa la maggior parte dei grafici.

Questo è generalmente un ultimo sforzo da parte dei rialzisti per prendere il controllo del mercato prima che il prezzo si inverta. Non è però un segnale così immediato e automatico, tutt’altro. 

Una candela rialzista stranamente grande, potrebbe senza problemi verificarsi anche per diversi altri motivi:

  • I grandi operatori stanno intenzionalmente spingendo il prezzo più in alto per invogliare acquirenti ignari.
  • Gli operatori che stanno prendendo posizione in questo frangente sono fiduciosi che si sia verificato un breakout e ricominciano ad acquistare in massa.
  • I venditori lasciano intenzionalmente che gli acquirenti dominino il mercato per un breve periodo, posizionandosi furbamente con ordini limit di vendita al di sopra della zona di resistenza.

Formazione di un range

La caratteristica finale di una disposizione di una bull trap è che crea un modello simile a un range sul livello di resistenza.

Si dice che il prezzo di un asset rimbalzi avanti e indietro tra un livello di supporto e resistenza quando fluttua all’interno di un range.

Poiché il mercato potrebbe ancora creare massimi più bassi e più alti, questo intervallo potrebbe non essere perfetto. Specialmente nella fascia alta. Tuttavia l’inizio della bull trap è in genere ben visibile, poiché l’enorme candela precedentemente indicata si forma e si chiude al di fuori di questo intervallo.

Mancanza di rottura del trend

Un trend ribassista è caratterizzato da una sequenza di minimi e massimi più bassi dei precedenza. Quelli che comunemente vengono chiamati Lower High e Lower Low.

I trend dei prezzi non cambiano sempre quando si verificano queste condizioni. Una tendenza al ribasso è ancora intatta fintanto che l’aumento del prezzo non supera il massimo o minimo relativo più recente.

La mancanza di conferme è uno degli errori più frequenti commessi da coloro che cadono nella bull trap. Dovrebbero già sospettare che se il massimo attuale non supera il massimo precedente, l’inversione non è probabilmente genuina. La fretta, anche in questo caso, non può portare nulla di buono per le proprie casse.

Quando il prezzo si trova in una situazione del genere, è in larga parte considerata una “terra di nessuno”. Cioè uno dei momenti peggiori per iniziare a posizionarsi, a meno che non si abbia un motivo più che ragionevole per farlo.

Sebbene alcuni trader possano essere delusi da questo suggerimento prudenziale, la maggior parte fa meglio ad aspettare la conferma e ad acquistare a un prezzo più alto. Piuttosto che tentare di “entrare in anticipo” e cadere in miseramente in trappola.

*NB: Le riflessioni e le analisi condivise sono da intendere ad esclusivo scopo divulgativo, quanto esposto non vuole quindi essere un consiglio finanziario o di investimento e non va interpretato come tale. Ricorda sempre che le scelte riguardo i propri capitali di rischio devono essere frutto di ricerche e analisi personali. L’invito è pertanto quello di fare sempre le proprie ricerche in autonomia.
L’autore, al momento della stesura, detiene esposizioni in Bitcoin e altri asset crittografici, anche legati a quanto trattato nell’articolo.