I mercati finanziari di Bitcoin e delle criptovalute stanno soffrendo in modo importante negli ultimi mesi di conclamato bear market, ma questa volta le cose sembrano andare diversamente.

Quest’anno ci sono diversi fattori macroeconomici che rendono questo mercato ribassista di Bitcoin molto diverso da quelli visti nel 2020 e nel 2018, rendendo più complessa la situazione e allungando in modo anche importante i tempi di una ripresa. 

Quello cui abbiamo assistito nei mercati delle criptovalute quest’anno è qualcosa di mai visto prima. La capitalizzazione totale del mercato dei cripto asset ha perso infatti dal suo massimo storico oltre due trilioni di dollari. Un numero incredibile di investitori ha lasciato i propri investimenti, facendo perdere al mercato ben più dei due terzi in pochi mesi.

bitcoin bear market

Sul fronte tecnico la situazione non appare tanto più rosea. Un recente rapporto della società di dati on-chain Glassnode mostra che Bitcoin sta vivendo il suo più grande deflusso di capitali della storia, significativamente maggiore rispetto ai mercati ribassisti del passato.

Bitcoin , che rappresenta  ad oggi circa il 43% del mercato delle criptovalute, viene scambiato ben al di sotto del suo prezzo realizzato, indicando che la maggior parte degli investitori lo sta tenendo seppure in perdita. Bitcoin viene in queste scambiato intorno ai 20,000 dollari e sembrano sul serio esserci pochi fattori che potrebbero stimolare una ripresa immediata

Gli indicatori tecnici dipingono un quadro a tratti drammatico per Bitcoin

Glassnode ha sottolineato che mentre i prezzi di Bitcoin sono intorno alle zone superiori dei precedenti cali del mercato ribassista, altri fattori tecnici mostrano maggiori difficoltà. Una situazione mai vista prima, secondo molti analisti di questo mercato.

Bitcoin è crollato nelle quotazioni di mercato talmente tanto al di sotto della sua media mobile a 200 giorni, che solo il 2% delle sue giornate sui mercati finanziari è mai andato peggio di così fin dalla sua prima comparsa. Ciò si è verificato anche a valutazioni molto più basse. Secondo Glassnode, i prezzi spot sono attualmente scontati dell’11,3% rispetto al prezzo realizzato, indicando che l’investitore e trader medio è ora, chi più chi meno, mediamente in perdita sul proprio investimento.

Tale scenario aveva segnato marcatamente il bottom prima della ripartenza, durante tutti i precedenti mercati ribassisti che abbiamo potuto analizzare. Ma questa volta non sembra essere il caso. Anche i deflussi di capitali viaggiano decisamente a livelli peggiori per il cripto asset, qualcosa persino di peggiore del crollo causato dal COVID-19 nel 2020.

Secondo gli analisti di GlassNode possiamo quindi affermare in modo abbastanza certo, che il mercato ribassista di Bitcoin 2021-22 è tra i peggiori mai visti, se non addirittura il più significativo della storia.

Un cocktail fatale

Sebbene Bitcoin abbia superato indenne negli anni le varie tempeste macroeconomiche e qualsiasi tipo di attacco dai suoi detrattori e nemici, questa volta la sfida da superare è decisamente più dura. Questa volta Bitcoin sta giocando “con i grandi” della finanza. Inoltre teniamo a mente che per il re delle criptovalute è anche il primo appuntamento importante con inflazione dilagante, rischi di recessione e tutto ciò che il mondo di oggi offre per spaventare gli investitori e devastare la ricchezza delle nazioni e dei popoli.

Il token è stato inizialmente considerato dai più come uno straordinario strumento di copertura dall’inflazione. Ma nel 2022 Bitcoin sembra in gran parte aver fallito in questa missione. Con la Fed che manterrà un aumento dei tassi almeno fino alla fine dell’anno, si prevede con buone probabilità che Bitcoin rimarrà scarico ancora per diverso tempo.

Nulla vieta naturalmente qualche colpo di reni improvviso, come è già accaduto in passato in questo mercato particolare. Ma le probabilità questa volta non giocano certo a favore. Vedremo se ancora una volta Bitcoin riuscirà a rinascere e prosperare sulle ceneri dei tanti che molleranno il colpo nel mentre.