La balena di Solana, che è arrivata molto vicina all’essere liquidata la scorsa settimana causando un disastro su Solend, ha iniziato a trasferire i propri fondi per mitigare il rischio.

Il protocollo DeFi di lending su Solana in questione, Solend, dove in precedenza erano detenuti tutti i loro fondi, vedeva nella posizione della whale un enorme spada di Damocle, pronta a spazzare via ogni cosa presente sul protocollo.

La cosiddetta balena Solend ha quindi trasferito 25 milioni di dollari del suo debito a Mango Markets, un’altra piattaforma che offre tali servizi, ha riferito questo martedì il team di Solend.

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Il team ha inoltre aggiunto che questo è stato il risultato degli sforzi di Solend per persuadere la balena anonima (3oSE) a diversificare la propria posizione di prestito, poggiandosi su una seconda piattaforma di lending.

Come funziona Solend

Solend è una piattaforma che offre servizio di Lending di criptovalute. Un protocollo di lending è cioè una piattaforma in cui gli utenti possono depositare beni digitali e contrarre prestiti in liquidità (stablecoin) utilizzando i propri beni stessi depositati come garanzia.

I protocolli di prestito utilizzano smart contract per fornire i loro prestiti. Non richiedono quindi la custodia diretta da parte di un team di lavoto per eseguire operazioni e riscuotono automaticamente gli interessi. Ciò rende la piattaforma estremamente facile da usare e assolutamente aperta e libera per tutti gli utenti che vogliono utilizzarla o farne parte investendoci.

I protocolli di prestito possono essere utilizzati per sfruttare long/short e aumentare la liquidità senza vendere asset e utilizzando gli stessi come collaterale. Per sfruttare il protocollo con posizioni LONG, un utente potrebbe depositare 10 SOL, quindi prendere un prestito per acquistare 5 SOL, aumentando l’esposizione a SOL del 50%, ripetendo l’operazione fino ad esporsi con la leva finanziaria desiderata.

Allo stesso modo, un utente potrebbe posizionarsi SHORT sul token SOL scambiando prima $1000 del proprio SOL in USDC. Andrà poi a depositare i 1000 USDC nel protocollo e prendendo poi un prestito per un valore di $500 di SOL. Quindi l’utente andrà poi a vendere i SOL presi in prestito e riacquistarli una volta che desidera chiudere la sua posizione speculativa a ribasso.

Gli utenti possono anche prendere in prestito i beni che detengono a lungo termine per sfruttare qualche occasione di farm particolarmente interessante oppure per ottenere temporaneamente liquidità. Strumento utilissimo in casi di emergenza o di necessità di liquidità aggiuntiva per qualche operazione.

Scampato pericolo per Solend e Solana?

Con il trasferimento da parte dell’utente di una parte della propria posizione a Mango Markets, Solend si è sollevata dal subire l’intero peso di una eventuale, possibile liquidazione forzata. Tuttavia, secondo Solend, la crisi non è ancora del tutto scongiurata.

È vero quindi che la portata di un’eventuale liquidazione si è ridotta e nel caso le conseguenze sarebbero un po’ meno disastrose. Ma il problema non è del tutto scomparso, poiché ciò limita semplicemente l’esposizione a Solend stesso. La posizione di negoziazione – e la sua eventuale liquidazione – rimane comunque attiva sul protocollo Solend.

“Questo non risolve completamente il problema, tuttavia, dal momento che il grande muro di liquidazione esiste ancora”, ha scritto Solend. “Siamo in contatto con il team di Mango e 3oSE…uRbE per definire un piano a lungo termine.”

Come si è arrivati a questa situazione?

Il problema è iniziato quando la cosiddetta “balena di Solend” ha preso un prestito di 108 milioni di dollari in stablecoin. Il prestito era stato garantito da 5,7 milioni di solana (SOL). Questi rappresentavano il 95% dei depositi SOL nel principale pool di liquidità di Solend.

Tuttavia, quando il mercato è crollato nelle scorse settimane, questo prestito si è trovato molto vicino alla soglia di liquidazione forzata. Si è stimato che ciò sarebbe accaduto nel caso in cui il prezzo di SOL fosse sceso al di sotto dei 22,30 dollari circa.

Il team di Solend ha affermato che una liquidazione a catena di queste dimensioni sarebbe molto rischiosa per l’intero ecosistema Solana, oltre che naturalmente radere al suolo il protocollo stesso. Se la liquidazione a catena andasse in porto realmente, il protocollo Solend rischierebbe di accumulare crediti inesigibili a causa di un calo a cascata del valore di SOL innescato proprio dalla liquidazione stessa.

Solend è diventato in seguito oggetto di critiche quando ha proposto di rilevare la posizione dell’utente e liquidarla manualmente in un accordo per transazioni di tipo OTC. Tuttavia, quella proposta è stata successivamente invalidata proprio per il timore che potesse minare il suo livello di decentralizzazione. Hanno quindi spinto per cercare una soluzione alternativa.