Con Bitcoin ed Ethereum che perdono valore senza sosta e il Merge in arrivo, i miner sono costretti a vendere le schede grafiche che sono state accumulate allo scopo.

Si è tanto parlato di come gli internet cafè e le sale da gioco stiano facendo grossi affari acquistando un gran numero di schede grafiche con il solo scopo di fare mining.

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Questa situazione è balzata agli onori delle cronache nello stesso momento in cui il prezzo di Bitcoin era salito alle stelle, segnando un record dopo l’altro, e le persone non potevano frequentare gli Internet Café e le sale giochi specializzate a causa della pandemia da COVID-19.

Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi, la situazione è notevolmente cambiata.

I miner cinesi svendono le loro schede grafiche da mining

Minatori e proprietari di Internet Cafè ora si trovano a vendere in massa le schede grafiche acquistate per il mining. Queste schede sono ora vendute in gran numero durante delle aste live in streaming. Durante questi eventi è possibile ottenere a prezzi conveniente anche modelli importanti come le RTX 3060 Ti, a soli 300 o 400 dollari americani.

Solo l’anno scorso lo stesso modello era pressochè introvabile a cifre inferiori ai 1000 dollari per il nuovo e 7-800 dollari per l’usato in buone condizioni. Ma in certi periodi si è arrivati anche a quotazioni molto più elevate

Hoarders, Scalper, Miner e proprietari di Internet Café si trovano ora costretti a vendere le loro schede, in moltissimi casi acquistate a un prezzo molto più alto.

Ma dato il recente calo dei prezzi di Ethereum e le contingenze relative al The Merge in arrivo, il ritorno dell’investimento dovrebbe essere ora calcolato in anni, anziché in mesi. Oltre al fatto che il mining di Ethereum in Proof-Of-Work, per il quale servivano queste schede grafiche, probabilmente non durerà tanto a lungo.

Ciò significa che i miner saliti a bordo con il solo scopo di fare rapidamente profitto, si trovano infatti ad avere la necessità di vendere le loro carte il prima possibile per trattenere almeno una parte dei loro profitti o ripagare eventuali debiti contratti per allestire le mining farm e/o comprare le apparecchiature allo scopo. L’alternativa è continuare a minare e sperare che le quotazioni delle criptovalute si riprendano alla svelta.

Perche minare criptovalute con schede grafiche e non semplici processori

Il mining di criptovalute che operano tramite il meccanismo Proof-Of-Work consiste essenzialmente in un software in esecuzione su un computer, lasciato operare per risolvere complessi problemi matematici al fine di verificare le transazioni su una blockchain crittografica.

Una volta che un minatore completa il complesso problema di matematica e quindi andrà a convalidare un blocco di transazioni. La ricompensa per il lavoro eseguito è una porzione di criptovaluta associata all’attività di mining. Queste transazioni verificate sono la spina dorsale di come una criptovaluta decentralizzata è in grado di funzionare in modo legittimo.

I minatori di criptovaluta usano la loro attrezzatura per calcolare un numero specifico chiamato “nonce” o “numero utilizzato una sola volta”. Questo nonce viene inserito in una funzione hash (come SHA-256) e calcolato. Poiché il minatore non sa quale sia il nonce esatto, è necessario eseguire più calcoli in parallelo per ottenere rapidamente il numero giusto. È qui che entrano in gioco le GPU.

Perchè il mining con GPU

Le GPU sono progettate specificamente per il rendering di grafica e forme 3D. Ciò richiede calcoli matematici complessi che devono essere eseguiti in parallelo. Ad esempio, se stai giocando a Call of Duty Warzone, la GPU del tuo computer o console deve non solo visualizzare l’intero mondo di gioco, incluse ombreggiature, luci e ombre. Ma anche i modelli dei personaggi, le pistole, i proiettili e la fisica del gioco tutto allo stesso tempo. Ciò richiede la capacità di calcolare enormi quantità di calcoli contemporaneamente, ed è proprio il tipo di compito per cui le schede grafiche sono state progettate.

Lo stesso vale per il mining di GPU, dove le molte migliaia di core di elaborazione parallela nelle moderne GPU le rendono eccezionali nel forzare i complessi problemi matematici necessari per calcolare gli hash di mining e, infine, far guadagnare ai minatori un po’ di criptovaluta.

Schede grafiche NVIDIA RTX vendute dai miner

Come già accennato, Ethereum dovrebbe passare al modello Proof of Stake tra il terzo e il quarto trimestre di quest’anno, ponendo fine al modello Proof of Work che dipende dalla potenza della GPU. Questo fatto non può che lasciare i miner con una finestra molto piccola per salvare i propri profitti. Oltre che pianificare una strategia per adattarsi alla situazione.

L’alternativa è vendere queste carte il più rapidamente possibile, che è esattamente ciò che sta accadendo sui siti di aste cinesi. Si può facilmente trovare RTX 2060 o RTX 3060 Ti a prezzi impensabili fino a pochi mesi fa. Tuttavia, si dovrebbe notare che queste schede hanno un prezzo di mercato molto basso a causa di quanto ampiamente sono state utilizzate.

Come sa chiunque tratti questo tipo di prodotti, il mining che porta le schede grafiche a lavorare costantemente alla massima potenza. Spesso spinte anche in overclock per moltissio tempo. Questo tipo di utilizzo, non proprio conforme allo scopo per cui questi componenti sono studiati, non può che usurare molto più rapidamente le gpu.

C’è da notare che spesso le vecchie schede utilizzate per il mining vngono venduto su siti di aste per appassionati di gaming. Nascondendo l’utilizzo che se ne è fatto. Quanto meno in queste aste organizzate da ex miner dichiarati, la compravendita viene fatta in trasparenza.