Un rapporto pubblicato da Globant, una società di software argentina, ci rivela che le persone ritengono per la maggiore che il metaverso sia loro una realtà vicina e facilmente accessibile.

Il rapporto della comapgnia, intitolato “Come il metaverso sta trascendendo i limiti digitali e reinventando il nostro posto nel mondo fisico”, ha rilevato che il metaverso è percepito come accessibile dal 73% delle persone consultate, ma solo il 26% ha avuto esperienze di metaverso.

Globant metaverso

Il metaverso e la sua tecnologia sono diventati argomenti popolari per le aziende per fare ricerche, imparando come le persone percepiscono questo nuovo settore.

Un recente rapporto completato da Globant, una società di software argentina, ha rivelato che le persone si sentono in realtà molto più vicine al metaverso di quanto suggeriscano gli esperti.

Il Metaverso deve prima di tutto essere accessibile

Il documento ha sondato e studiato l’opinione di 834 membri del database Globant, il quale contiene al suo interno un database di professionisti della tecnologia di tutto il mondo.

Il rapporto ha rilevato che il 73% degli intervistati ritiene che il metaverso sia ritenuto accessibile a loro, anche con tutta la tecnologia accessoria necessaria per creare questo mondo alternativo. Tuttavia, solo il 26,5% di loro ha riferito di avere esperienze nel metaverso o con qualche strumento per la realtà virtuale.

Diego Tártara, Chief Technology Officer di Globant, ha dichiarato:

Mentre si trova nelle sue fasi iniziali, il metaverso sta sfidando le organizzazioni a preparare le loro attività per questo nuovo mondo. Allo stesso tempo, mentre portano la loro attività in questa nuova realtà, i loro utenti stanno ancora imparando ad abbracciare questa nuova era.

Cosa intendiamo con la parola “Metaverso”

Il termine metaverso compare per la prima volta al grande pubblico nel 1992, coniato dallo scrittore Neal Stephenson nel libro “Snow Crash”, intramontabile cult del movimento culturale Cypher Punk.

Lo scrittore aveva descritto in modo preciso caratteristiche e regole che avrebbero governato il suo Metaverso. Ad oggi il termine viene però utilizzato comunemente per indicare qualsiasi spazio virtuale nel quale si può interagire in tempo reale con altri utenti.

Non è quindi un termine nuovo o moderno, tutt’altro. È però tornato con forza alla ribalta in seguito al rebranding di Facebook in Meta, per prepararsi appunto a quella che sarà nei prossimi anni la “guerra per i metaversi”. Ossia la corsa dei big tech e delle nuove start up tecnologiche per accaparrarsi posizioni dominanti in quello che ha tutta l’aria di poter diventare nei prossimi anni il nuovo “web”.

Il metaverso dovrà essere inclusivo e cruciale per il lavoro a distanza

Un altro dei risultati del rapporto ha a che fare con il mercato di riferimento a cui mirano le app metaverse. Sebbene la tecnologia associata alle app del metaverse sia basata sull’hardware di realtà virtuale, gli intervistati ritengono che il settore non sia diretto solo alla folla giovane. Il 75% ha risposto che il metaverse si rivolge a tutte le generazioni.

Il rapporto informava anche sull’importanza delle tecnologie metaverse per il futuro del lavoro a distanza. Gli intervistati erano molto ottimisti sul coinvolgimento del metaverso per il lavoro a distanza, con il 69% che crede che il metaverso svolga un ruolo cruciale in questa applicazione.

Il lavoro a distanza è diventato una tendenza durante i giorni della pandemia di Covid-19 e ora diverse aziende stanno considerando di mantenerlo come parte della loro strategia di pianificazione.

Uno dei co-fondatori di Globant ha dichiarato di recente di pensare che le aziende dovrebbero prendere più sul serio le nuove tecnologie come criptovalute, metaverse e NFT.