Un istituto che facilita le esportazioni russe sta ora lavorando alla creazione di una sandbox per i pagamenti crittografici internazionali, secondo quanto riferito dai media locali.

L’obiettivo è identificare potenziali sfide normative e tecnologiche per le applicazioni nell’economia reale delle risorse digitali e crittografiche. La Russia si prepara quindi a testare su larga scala i pagamenti tramite criptovalute per le esportazioni in una sandbox dedicata.

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Il Russian Export Center (REC), un istituto statale incaricato di supportare le esportazioni russe, sta ora considerando l’impiego delle valute digitali come un approccio alternativo agli accordi e regolamenti internazionali soggetti a sanzioni.

L’organizzazione ritiene che la creazione di una “sandbox digitale transfrontaliera” sia un’iniziativa promettente. Il progetto mirerà a creare opportunità per le società fintech di elaborare pagamenti utilizzando strumenti finanziari digitali per conto di esportatori e importatori russi.

Russia, sanzioni e criptovalute

L’utilizzo delle criptovalute rappresentano un sistema di pagamento alternativo che si svilupperà in modo incredibilmente rapido in questo periodo storico. Secondo Veronika Nikishina, che dirige il REC.

Parlando al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, ha poi dichiarato:

“In qualità di istituto di sviluppo che cattura tutte le tendenze attuali, stiamo ora studiando da vicino la possibilità di diventare una sandbox digitale per pilotare l’uso delle criptovalute nei pagamenti transfrontalieri.”

Citato da Tass, Nikishina ha aggiunto che l’istituto ha già riunito rappresentanti di aziende fintech e organismi di regolamentazione. Sta inoltre collaborando a stretto contatto con la Banca centrale russa e con gli enti responsabili alla gestione e il controllo finanziario del paese, Rosfinmonitoring.

Senza la partecipazione di questi attori sulla scena, sarebbe in ogni caso impossibile creare tutti i livelli necessari di pagamenti crittografici, ha osservato il funzionario.

L’importanza della creazione di una sandbox dedicata

Il direttore del REC ha sottolineato l’importanza di costruire una sandbox “per identificare tutti i possibili rischi in termini di regolamentazione e tecnologia”. Veronika Nikishina ritiene che ciò consentirebbe di effettuare tali pagamenti in modo rapido e sicuro in futuro.

L’iniziativa arriva dopo che la Bank of Russia, un fermo oppositore della legalizzazione delle criptovalute nel paese, ha ammorbidito la sua posizione sui pagamenti crittografici negli accordi di commercio estero. Il tutto naturalmente tra le crescenti restrizioni occidentali alle finanze della Russia imposte dall’invasione militare dell’Ucraina.

La maggior parte delle istituzioni russe concorda sul fatto che il rublo dovrebbe rimanere l’unica moneta a corso legale all’interno della Russia. Almeno fintanto che le autorità si preparano ad adottare e predisporre l’applicazione di normative crittografiche complete.

All’inizio di questa settimana, i membri della Duma di Stato, la camera bassa del parlamento, hanno approvato un disegno di legge che vieta l’uso della criptovaluta come mezzo di pagamento, ma ha lasciato la porta aperta alle eccezioni previste da altre leggi federali.