Cuba ha scelto di autorizzare i pagamenti in criptovalute per provare a reagire alle conseguenze dell’embargo americano. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

Che l’economia cubana continui a risentire fortemente delle conseguenze finanziarie dell’embargo americano non è certo un mistero. Tutte le speranze sembrano al momento riversate sui flussi turistici, che potrebbero consentire all’economia isolana di rialzare i consumi interni e contrastare le difficoltà economiche dovute alle azioni americane.

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In questi primi quattro mesi del 2022,  Cuba ha ospitato circa 450 mila turisti venuti a vistare la nazione. Un numero importante, con un incremento di circa sette volte quello registrato lo scorso anno. 

A Cuba il turismo aumenta a dismisura rispetto allo scorso anno, ma la situazione economica resta disperata

Non si tratta solo di una speranza riposta in quanto spendono i turisti, ma anche il fatto che molti di questi scelgono di pagare in dollari, e questo consente all’economia cubano di avere una maggiore capacità finanziaria per importare. Al momento, sia l’embargo americano che la riforma del cambio promossa dal governo nel 2021, hanno fatto impennare l’inflazione, e il rischio adesso è che la situazione possa degenerare, trascinando Cuba in una nuova recessione.

Qualche segnale distensivo arriva però anche dagli Stati Uniti, con la scelta recente di attivare nuovamente le ambasciate consolari nella nazione, dopo uno stop durato per ben quattro anni. Resta però il fatto che al momento le condizioni di salute delle finanze cubane sono semplicemente disperate. E l’ultimo embargo varato dall’amministrazione Trump sta risultando troppo pesante da sopportare per la nazione. Non bisogna infatti dimenticare che il nuovo provvedimento di sanzioni del tycoon contro Cuba, vieta in modo categorico alle banche americane di intrattenere relazioni commerciali nelle nazioni e non sono ammesse eccezioni di alcun tipo. 

A fine Aprile è arrivata la storica decisione della banca centrale cubana: autorizzati i pagamenti in criptovaluta

Alla fine del mese di Aprile, la banca centrale di Cuba ha tentato di reagire a questa situazione con una decisione che ha sorpreso alcuni addetti ai lavori. Sono state infatti legalizzate tutte le attività commerciali che includono asset digitali come ad esempio le cripto mercato. Una mossa che consente alla nazione adesso di poter accettare pagamenti in Bitcoin. Si tratta di una scelta fortemente voluta e caldeggiata dal premier Miguel Diaz-Canel, che da sempre è un attivo sostenitore delle criptovalute, di cui ha spesso parlato come unica soluzione praticabile per poter aggirare e superare in modo efficace le sanzioni americane.

E ormai da qualche giorno, sono già diversi i negozi e le attività commerciali che a Cuba accettano di essere pagati in criptovaluta. I vantaggi d’altronde per la nazione, in particolar modo in una situazione così difficile, sono tanti. 

Perché si tratta di una scelta che potrebbe aiutare Cuba a sopportare meglio la crisi economica.

In primo luogo vi è il fatto che il trasferimento di monete digitali avviene in modo istantaneo, senza costi di intermediazione. E questa conferisce a Cuba anche la possibilità di poter annullare il costo dei trasferimenti monetari sulle rimesse dei migranti, che fino ad adesso, mediate dagli istituti bancari che applicano il tradizionale costo di commissione, arrivano d incidere su circa il dieci per cento del pil complessivo della nazione.

Una percentuale semplicemente mostruosa che adesso, grazie alla possibilità di pagare in Bitcoin, potrebbe annullarsi di colpo, permettendo all’economia cubana un risparmio molto consistente.