L’ultimo periodo non è stato per niente semplice per quanto riguarda il mercato azionario e obbligazionario. Quali ripercussioni hanno avuto i rendimenti dei BTp

Ad incidere sull’andamento dei titoli la pressione delle banche centrali e la tensione che c’è intorno al Governo sulle coperture del Decreto aiuti.

BTp
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La settimana dei mercati azionari non si è chiusa nel migliore dei modi. In tutti i principali paesi europei i tassi di interesse pagati dai titoli di Stato hanno subito dei forti rialzi. Un dato che sta facendo aumentando le paure circa l’inflazione e la possibilità che questa rimanga elevata.

D’altronde la situazione del conflitto in Ucraina non sta aiutando in tal senso. Il rapporto debito/pil del paese ha superato il 150% e ciò sta facendo progressivamente salire il “rischio Europa” percepito dai mercati. 

BTp decennali: l’andamento dei rendimenti e il “timore” dello spread

Andando nel dettaglio dei numeri il rendimento dei BTp decennali il 6 maggio è salito al 3,1%. Una cifra che non si raggiungeva fa novembre 2018. Per questo è tornato in auge lo spread che negli scorsi anni per un un periodo piuttosto consistente è stato un concetto fin troppo abusato.

Si tratta della differenza tra i titoli italiani e Bund tedeschi a 10 anni. In questa fase ha toccato i 202 punti base per poi chiudere poco sopra i 200, visto che il decennale tedesco ha avuto un’impennata all’1,1%, dato record dal 2014. 

Una botta in tal senso l’ha data il crollo della produzione industriale che in Germania a marzo in base ai dati dell’Ufficio federale di statistica, ha avuto una contrazione del 3,9% rispetto al mese precedente. Un dato più alto negli ultimi anni si era registrato solo all’inizio della crisi Covid dell’aprile 2020, quando il calo era stato del 18,1% rispetto a marzo 2020.

A proposito di questa situazione non propriamente rosea ha parlato Frank Elderson, membro del consiglio direttivo Bce nel corso di una sessione di Q&A su Twitter: “L’Eurotower deve garantire che la politica monetaria sia trasmessa in modo uniforme a tutte le parti dell’area dell’euro. Deve inoltre affrontare la frammentazione, ovvero l’eccessivo divario tra gli spread”. La banca centrale di fatto deve studiare delle misure da attuare per scongiurare il peggio, soprattutto nei stati dell’Europa meridionale, già piuttosto indebitati.