La lotta serrata del Governo Draghi all’evasione fiscale, finalizzata a “tutelare” l’economia del Paese in un momento delicatissimo, rientra nel nuovo piano Pnrr, definito Pnrr-2, che si traduce in una serie di azioni-sanzioni che hanno lo scopo, da un lato, di contrastare l’illegalità, dall’altro di “dare trasparenza” a pagamenti e operazioni.

Il decreto Pnrr dovuto, approvato dal Consiglio dei ministri, modifica parzialmente la tempistica delle proposte di soluzioni per contrastare l’evasione fiscale. Secondo il documento giusto sul tavolo del governo, si anticipa la doppia sanzione dal 2023 al 30 giugno di quest’anno.

Pnrr-2
Pnrr-2: lotta all’evasione

L’obbligo POS per esercenti e liberi professionisti è di fatto in vigore dal 2014, ma la sanzione per chi non si attiene alle regole in un primo tempo era prevista soltanto a partire dal 1° gennaio 2023 (come approvato dal Parlamento con il primo Decreto Pnrr adottato). Con il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, la data viene anticipata al 30 giugno 2022.

Pnrr-2: scattano le sanzioni per gli esercenti che rifiutano il Pos

La sanzione è di 30 euro maggiorati del 4% del valore dell’operazione per la quale è stato rifiutato il pagamento. Un esempio: per un pagamento rifiutato con una carta elettronica del valore di 25 euro, l’esercente deve pagare una penale di 31 euro.

La bozza di decreto Pnrr pone fine alle esenzioni dalla fatturazione elettronica, ma non per tutti. Le micro partite IVA con reddito fino a 25.000 euro rimangono esenti dal nuovo obbligo digitale fino al 2024 (vedi anche Il Sole 24 Ore del 14 aprile). Il rinnovo dell’obbligo partirà dal 1° luglio e sarà diviso in due, e sarà quindi caratterizzato da fatture cartacee ed elettroniche. Questa situazione fa pensare che, nel tradurre il decreto in legge, il Parlamento possa rinviare ancora il decreto al prossimo anno.

Dal 1° gennaio 2023 la soglia per l’utilizzo del contante dovrebbe diminuire (la condizione è d’obbligo, in quanto non è escluso che nel frattempo vengano adottate nuove regole) e passare da 2.000 a 1.000 euro. Il decreto Milleproroghe, infatti, ha riportato le lancette dell’orologio al 2021 e rinviato al prossimo anno il definitivo varco della soglia a mille euro. Un passaggio che in realtà era già entrato in vigore il 1° gennaio 2022 a seguito di un provvedimento del Decreto Fiscale del 2020.

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Tra i vari punti c’è anche la lotta ad evasione e lavoro nero. Le misure prevedono la nascita di un portale nazionale del sommerso che condividerà le banche dati di Inps, Inail e Ispettorato nazionale del lavoro, rendendo più agili gli accertamenti.