L’Italia ha deciso di correre ai ripari, necesse est, e si rivolgerà ora all’Africa per “liberarsi del macigno del gas russo”, da quando l’invasione dell’Ucraina ha messo a rischio forniture cruciali. Ma il caro benzina incombe e urge trovare alternative valide prima che sia troppo tardi.

Il Premier Mario Draghi e i nostri Ministri stanno stringendo relazioni cruciali con Angola, Algeria e Repubblica del Congo con l’obiettivo di eliminare le importazioni russe di gas nei prossimi 18 mesi. L’Italia attualmente riceve il 38% del suo gas naturale dalla Russia e sta lavorando a accordi per sostituirne circa la metà.

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La scorsa settimana il primo ministro italiano Mario Draghi si è assicurato un accordo per maggiori importazioni di gas naturale dall’Algeria, che fornisce circa 21 miliardi di metri cubi di gas all’Italia attraverso il gasdotto transmediterraneo.

Da allora il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato che aumenterà le esportazioni di gas angolano verso l’Italia. Giovedì scorso, l’Eni, la principale compagnia energetica del Paese, ha firmato un accordo simile con la Repubblica del Congo.

L’accordo con l’Angola prevede un nuovo progetto di gas naturale liquefatto (GNL) che dovrebbe essere lanciato il prossimo anno con una capacità fino a 4,5 miliardi di metri cubi all’anno, una volta pienamente operativo.

L’aumento del prezzo del carburante è diventato troppo insostenibile per molte categorie. Famiglie e imprese sono allo sbando. Lo Stato, quindi, ha scelto la strada dei bonus benzina per ovviare a questo problema. Purtroppo, però, non spetta a tutti, ma solo a chi ne ha più bisogno. Molti stanno trovando alternative, ancora più sostenibili. Biciclette e scooter elettrici la fanno da padrone con il bonus monopattino.

Tutto quello che c’è da sapere sul bonus benzina: per alcuni, ma non per tutti

Nel frattempo, va aggiunto che c’è stata la riconferma di questo sollievo economico anche per il mese di aprile. La cifra ammonta a 200 euro mensili.

Purtroppo il governo non ha potuto garantire bonus carburante per tutti, ma solo per una determinata categoria di lavoratori. Per ottenerlo, devi essere un dipendente di un’azienda, ma aver richiesto alcuni voucher a una società di fornitura. Quest’ultimo deve essere autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Per richiederlo basta rivolgersi oggi al proprio datore di lavoro. Tutto questo non è però previsto nemmeno per gli impiegati Statali, poiché nelle buste paga hanno già una sezione di rimborso prevista per questo tipo di spesa.