Cosa rischia il nostro Paese in termini di “restrizioni economiche”, o sarebbe meglio dire quale peso dovranno ancora portare sulle spalle i nostri cittadini, pagando direttamente le conseguenze nefaste del conflitto russo-ucraino?

La domanda è legittima e comporta delle riflessioni preoccupanti, soprattutto alla luce di quelli che erano già i previsti aumenti, legati al costo della vita (benzina, energia, inflazione e di conseguenza carrello della spesa), che sono stati letteralmente inaspriti dalla complessa situazione geopolitica che stiamo vivendo.

Restrizioni
Restrizioni: tra regole e cambiamenti di atteggiamenti

Il Governo Italiano è ingabbiato tra due fuochi: perché se da una parte deve contenere i rincari, visto che gli stipendi sono rimasti gli stessi, per non rischiare di mettere ulteriormente in ginocchio famiglie e imprese, dall’altra non può evitare di imporre alla collettività rigorosi atteggiamenti di risparmio, per evitare il tracollo.

Da una parte arrivano normative da rispettare, dall’altra occorre cambiare atteggiamenti e mentalità, nella vita di tutti i giorni. In tempi di “vacche magre” non abbiamo scelta.

Restrizioni: e se imparassimo la cultura del non spreco prima di tutto a tavola?

E così ci troviamo di fronte alle nuove regole sull’uso dei condizionatori, così come ci viene chiesto di usare le autovetture solo quando strettamente necessario, e allo stesso modo dobbiamo contenere le spese energetiche casalinghe e risparmiare sul consumo dei beni alimentari. adottando un atteggiamento etico e rigoroso di non spreco, imparando addirittura a riutilizzare gli scarti e non sprecando pane, pasta, parti secondarie di pesci e carni, finanche bucce di verdure e della frutta. 

Quindi, a partire dal prossimo mese, alle scuole e ad altri edifici pubblici in Italia sarà vietato regolare l’aria condizionata a temperature inferiori a 25°C, nell’ambito di un programma inteso ad aiutare il Paese a evitare una crisi energetica esacerbata dalla guerra in Ucraina.

Le regole sui condizionatori inizieranno il 1° maggio e saranno in vigore fino al 31 marzo del prossimo anno, con il riscaldamento negli edifici pubblici durante l’inverno non autorizzato a superare i 19°C. 

L’iniziativa di razionamento dell’energia, intanto, arriva gioco forza mentre l’Italia ha firmato un accordo con l’Algeria per aumentare le forniture di gas dall’Africa meridionale.

Cambiano anche le abitudini alimentari, necesse est

Proprio quel famoso olio di palma contro cui per anni si è fatta una vera e propria guerra. Per ironia della sorte sarà proprio l’olio di palma a rimpiazzare l’ormai introvabile olio di girasole. Del resto al momento abbiamo forse scelta?