La guerra e l’inflazione spingono l’oro verso nuovi massimi. Gli investitori cercano asset di investimento per proteggere il capitale.

La guerra in Ucraina, l’elevata inflazione ed il rischio di una recessione negli USA hanno aumentato la domanda per l’oro, il quale è salito al suo massimo di cinque settimane. Rimane dunque il bene rifugio per eccellenza, e regna incontrastato.

oro record
Adobe Stock

Gli investitori cercano delle sicurezze, spaventati da uno scenario di guerra a lungo termine. Non ci sono infatti segnali positivi nei colloqui di pace tra i due paesi. Dunque il metallo sta attirando nuovi acquisti.

Questa mattina l’oro spot ha visto un incremento dello 0,5% a $1.984,51 l’oncia,  raggiungendo il massimo di metà marzo. I futures sull’oro statunitense sono aumentati dello 0,7% a $1.988,10.

Vediamo bene cosa sta succedendo nel mondo degli investimenti a lungo termine, durante questo ciclo di mercato dominato dalla paura generale.

Oro: si conferma bene rifugio per eccellenza

L’oro spot sale a 1.994,80 l’oncia nel momento in cui scrivo.

La guerra e lo scenario che si porta dietro getta gli investitori nel panico.

blocchi Covid della Cina e l’embargo quantomeno potenziale dell’Unione Europea sul gas e petrolio russo, avranno come effetto quello di favorire l’infazione. In questo scenario l’investitore vuole proteggere i propri investimenti allocando parte delle proprie risorse in oro.

“L’oro è rafforzato dall’elevata inflazione e dall’accresciuto rischio geopolitico”, ha detto l’analista di CMC Markets a Singapore Kelvin Wong. I prezzi hanno superato il livello chiave di resistenza  a medio termine di $1.975 e questi motivi “probabilmente hanno attirato i trader basati sul momentum nel campo rialzista”.

Ecco cosa pensano gli esperti

Gli esperti sostengono che l’inasprimento della politica da parte della Fed, combinato a un nuovo aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi potrebbero tagliare parte dei profitti per l’oro.

I maggiori analisti di TD Securities hanno detto a riguardo:

“I deflussi dai mercati dell’oro sono stati scarsi poiché i partecipanti sono felici di mantenere una certa opzione contro il piano dichiarato dalla Fed tra i timori sulla crescita. Tutto questo accade mentre la Fed segnala la propria intenzione di raggiungere la neutralità entro la fine dell’anno e di avviare un regime QT aggressivo.”

La banca centrale statunitense ha un compito non semplice: raffreddare i guadagni di prezzo senza causare una recessione. Lo ha affermato Goldman Sachs in una nota, mettendo le probabilità di una contrazione a circa il 35% nei prossimi due anni.

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Il sentiment sull’oro resta rialzista per la maggior parte degli investitori.