Ancora una volta il telescopio Hubble ha firmato un nuovo record: la più grande cometa mai avvistata si sta avvicinando a gran velocità verso il sole.

Con una massa specifica di ben 500.000 miliardi di tonnellate e un diametro di 130 chilometri, la cometa avvistata dal telescopio spaziale Hubble conquista il primo posto nella classifica di cometa più grande mai avvistata.

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L’enorme ammasso ghiacciato si sta muovendo in direzione del Sole ad una velocità di 35.406 chilometri all’ora tra lo spazio del nostro Sistema solare.

La distanza massima alla quale si avvicinerà al Sole sarà di 1.6 miliardi di chilometri dal Sole, più o meno la stessa distanza che separa il nostro pianeta da Saturno.

La più grande cometa mai avvistata

Il nome della cometa avvistata è C/2014 UN271, ed è stata scoperta dalla coppia di astronomi Gary Bernstein e Pedro Bernardinelli.

La prima volta è stata avvistata nel 2010, quasi per caso, quando ancora si trovava ad una distanza di quasi cinque miliardi di chilometri dal Sole. Adesso si trova a tre miliardi di chilometri di distanza dal Sole e completerà il suo giro tra qualche milione di anni per ritornare nella nube di Oort.

La nube di Oort è un luogo molto ambito dalle comete e si pensa che, quando tutto ebbe origine con il Big Bang, i “frammenti” dei vari pianeti portarono alla creazione di questi ammassi di ghiaccio in perenne movimento tra lo spazio infinito.

La notizia dell’avvistamento è stata riportata su APJ Letters e nella ricerca i due astronomi erano riusciti a calcolarne anche il diametro: ben 130 chilometri. La lunghezza così sproporzionata del suo nucleo la fa balzare in testa alle classifiche come cometa più grande di sempre. Per fare un esempio, il nucleo di C/2014 UN271 è di circa 50 volte superiore della maggior parte delle comete viste fino ad ora e la sua massa calcolata è di circa 500.000 miliardi, cento volte più grande di una qualsiasi cometa studiata ad oggi.

La stima della sua massa e del suo diametro sono state ricavate da cinque foto scattate dal telescopio Hubble lo scorso 8 gennaio, grazie anche alla collaborazione con l’Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array (Alma), in Cile. Essendo la cometa troppo lontana per far sì che il telescopio Hubble ne possa calcolare con precisione la massa, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica al computer che sottrae la luminosità del coma della cometa e ne potenzia il segnale proveniente invece dal nucleo. In questo modo è stato possibile osservare la gigantesca massa di è C/2014 UN271.

La nube di Oort, che prende il nome dall’astronomo olandese Jan Oort, si ipotizza sia un ammasso di comete e asteroidi spaziali che miliardi di anni fa sono stati buttati fuori dal Sisema solare. A causa della forza gravitazionale i corpi celesti al suo interno hanno ricevuto una spinta che li costringe a muoversi in questa eterna giostra fino alla fine dei tempi.