La partita sul mondo dei carburanti è molto delicata perché i continui rialzi stanno mettendo letteralmente in ginocchio le famiglie.

Gli italiani possono, almeno per ora, tirare un sospiro di sollievo. Ma solo per ora. L’incubo del caro-benzina “è un mostro” che da settimane invade i nostri sogni.

caro carburante
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Ma è giusto chiedersi, quanto durerà? Le sue armi saranno in grado di fermarlo?

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha annunciato qualche giorno fa la proroga, fino al prossimo 2 maggio, del taglio delle accise sui carburanti. Il provvedimento prevede un risparmio per i consumatori di 25 centesimi di euro al litro.

Già, precedentemente, il 22 marzo scorso, il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva anticipato la possibilità di allungare i tempi del decreto che inizialmente prevedeva un mese di tagli. Il premier aveva spiegato la necessità di osservare la reazione dei mercati prima di poter prendere una decisione sulla durata del provvedimento.

Le cifre dei carburanti con i tagli del Governo: ma i nuovi aumenti covano pericolosamente sotto la cenere

Il decreto ministeriale stabilisce una riduzione delle accise su benzina e diesel, rispettivamente, a 478,40 euro per 1.000 litri e 367,40 euro per 1.000 litri, pari a un taglio, alla pompa, di 25 centesimi al litro, che arriva a 30,5 centesimi / litro applicando l’IVA al 22%.

Il provvedimento prevede anche tagli al Gpl di circa 5,5 centesimi/litro aggiungendo accise e IVA. Nessuna riduzione invece è prevista per il metano, già meno tassato rispetto ad altri combustibili.

Famiglie in ginocchio, consumatori sul piede di guerra

Ma non sono solo le famiglie italiane a risentire del rialzo dei prezzi. Tante aziende che minacciano seriamente di chiudere se sono ancora costrette a pagare elettricità, gas e carburante a queste cifre anormali.

D’altronde molte associazioni che si occupano di monitoraggio della povertà come la Caritas o la Cgia di Mestre mettono seriamente in guardia: se i prezzi rimarranno quelli attuali, ci sarà una vera bomba della povertà. 

Con il ritorno del rincaro dei carburanti, se non dovessero esserci proroghe dopo il 2 maggio, si rischia un possibile blocco delle merci perché gli autotrasportatori sono stati estremamente chiari: con i prezzi così alti non possiamo più spostare la merce nel Paese.

Nella stessa direzione si sono mosse anche le associazioni di tutela dei consumatori, sottolineando che la benzina in Italia è la più cara in Europa, anzi, tra le più care. Il Governo è intervenuto in un duplice modo ma vedremo perché ora questo intervento in realtà sembra piuttosto deludente.

Il Governo è intervenuto con un bonus carburante del valore di 200 euro ma si è presto capito che in realtà avrebbero dovuto pagare il bonus le aziende e in realtà la maggior parte delle aziende non pensa ai farmaci per erogare questo bonus ai propri dipendenti.

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E poi c’è un fatto: il Governo è intervenuto sulle accise. Infatti le accise sono mini tasse che prendono gasolio e benzina molto cari in Italia rispetto ad altri paesi. Il governo come sappiamo è intervenuto con un taglio delle accise pari a 0,25 euro al litro di gasolio o benzina. Questo era ancora un segnale positivo per gli automobilisti ma ci sono due problemi. Innanzitutto gli incrementi nel frattempo sono proseguiti e quindi diesel e benzina ora sono però tornati sopra i 2€ al litro. La paura incombe!