Il caos dei voli di linea in queste ultime ore sembra non conoscere tregua in una Europa che sperava di vivere la sua prima vera Pasqua serena post-Covid. Pura illusione.

Il sogno di prendere un aereo e “volare verso lidi lontani” per godersi, i fortunati che possono permetterselo, vacanze magari esotiche, al sole dei Tropici, potrebbe rimanere tale per centinaia di britannici del Regno Unito e anche per alcuni italiani. Anzi si sta trasformando in incubo.

Caos voli
Caos voli Regno Unito: cosa sta accadendo?

Sono in tanti a sperare di sfruttare, per la prima volta in due anni, le restrizioni allentate del coronavirus.

Caos voli nel Regno Unito: l’incubo dei viaggiatori

Ma molti sono stati costretti a fare i conti con lunghi ritardi, voli cancellati, enormi code di sicurezza in aeroporto e bagagli smarriti, mentre la fuga del fine settimana di Pasqua è iniziata con il vortice del caos dei viaggi. Intanto lo sapevi che la guerra ha cambiato anche gli scenari dei prezzi dei viaggi?

Coloro che tentano di entrare o uscire dagli aeroporti britannici hanno segnalato lunghe code, attese sull’asfalto e voli cancellati. Tutto questo accade dopo quasi due settimane di caos nel settore dell’aviazione civile.

All’aeroporto di Heathrow, il passeggero italiano Andrea Leonelli ha raccontato come il suo volo British Airways per Bologna sia stato ritardato di diverse ore la scorsa notte, per poi non poter decollare per mancanza di personale di terra. Andrea ha dormito in aeroporto e per ora è tristemente bloccato a Londra.

L’incubo è continuato quando ai passeggeri è stato detto che il Terminal 3 di Heathrow era “chiuso” e che avrebbero dovuto trasferirsi al Terminal 5 per sbarcare. Insomma, una vera e propria Odissea. 

Personale a casa per il Covid e compagnia aeree in panne

E’ anche vero che ad incidere su tutto questo, almeno nel Regno Unito, è la carenza di personale. L’aumento esponenziale dei contagi di Covid in Inghilterra ha costretto buona parte del personale impiegato negli aeroporti di Londra a rimanere a casa. Tutto questo ha portato le compagnie aeree a dover sospendere i voli, proprio nella settimana in cui gli spostamenti da e per l’Inghilterra sarebbero stati più intensi.

Tutto questo con buona pace delle compagnie turistiche e dei tour operator che potrebbero veder arrivare, nelle prossime ore, richieste su richieste di cancellazioni di viaggi, da parte di chi, apprendendo di tutto questo “marasma”, deciderà di rimanersene nella tranquillità di casa propria.

Si stima che circa 10.000 voli sono in procinto di lasciare il Regno Unito tra il Venerdì Santo e il Lunedì di Pasqua. Si registrerà un aumento di oltre il 500% rispetto allo scorso anno.

Ma quanti di questi rispetteranno “le consegne” e quanti arriveranno a destinazione? Quante saranno ancora le cancellazioni o alla meno peggio i ritardi colossali?

British Airways ed EasyJet hanno cancellato solo oggi dozzine di voli negli aeroporti di Heathrow e Gatwick, dopo oltre una settimana di difficoltà.

Caos voli: si attendono ripercussioni anche sugli aeroporti italiani

Gli aeroporti e le compagnie aeree hanno lottato per far fronte nel migliore dei modi alla “forte” domanda. Naturalmente erano stati consapevoli sin dall’inizio che la carenza di personale non avrebbe permesso di ottemperare alla marea di richieste.

British Airways e Easy Jet lamentano oggi mancanze di oltre 100 dipendenti. E naturalmente questo si ripercuoterà presto anche sugli aeroporti italiani.