Philip Rosedale, pensatore e creatore dello straordinario progetto di Second Life, afferma apertamente che la tecnologia non è ancora pronta per la realtà virtuale 3D immersiva di Metaverso e che potrebbero verificarsi conseguenze nefaste pari a quanto sta accadendo con Facebook.

Mentre il clamore attorno “ai metaversi” aumenta costantemente a un livello a dir poco febbrile, molti dei primi innovatori dei mondi digitali si sono affrettati a offrire i loro consigli – e severi avvertimenti – a coloro che li hanno costruiti.

Metaverso
Metaverso: le profezie dei creatori di Second Life

Le persone sono davvero mature per gestire “responsabilità virtuali” così importanti? Soprattutto la massa saprà fare buon uso di tanto potere nel mondo della comunicazione digitale?

Il creatore di Second Life e le sue profezie sul futuro di Metaverso

C’è da chiederselo, alla luce delle “pesanti” riflessioni di Philip Rosedale, Deus Ex Machina e creatore di un sistema incredibile passato alla storia come Second Life.

Eccesso di libertà ed equilibrio tra vita reale e virtuale: la riflessione di Boelstorff

Il fondatore del mondo virtuale più celebre al mondo, ha recentemente parlato con l’autorevole rivista Time. E lo ha fatto insieme all’antropologo e autore di Coming of Age in Second Life Tom Boellstorff, mettendo al corrente la collettività in merito alle loro intuizioni sulla costruzione in corso dei metaversi.

Il metaverso sempre più una realtà: ma ci saranno delle regole da rispettare

Metaverso: cosa ci attende con il potere di agire nelle mani della massa?

Parte del  suo consiglio contiene un avvertimento stimolante sulla creazione di un sistema di moderazione che possa consentire agli utenti di “coesistere in modo equilibrato in un metaverso”.

Metaverso: per gli esperti occorrono regole e vigilanza

“Occorre un sistema di vigilanza e tutela rispetto alle azioni delle persone, poichè il rispetto, l’equilibrio, il buon agire, l’etica, saranno alla base del vivere quotidiano di un Metaverso, proprio come in un mondo reale.

E le persone in tal senso vanno guidate, gestite, non sono in grado da sole di supportare il peso di un potere così importante”.

Ecco perché Second Life ha attutito le nefaste conseguenze del virtuale

Boelstorff, da parte sua, ha anche aggiunto che è necessario disporre di un quadro solido di regole per impedire ai malintenzionati di utilizzare la piattaforma per nuocere agli altri.

In effetti ciò con Second Life non è avvenuto, non è stato necessario disporre regole ferree così forti alla base, dal momento che gli utenti dovevano pagare per un abbonamento per stare su “Second Life”.

Di conseguenza società basate sulla pubblicità non sono mai state in grado di sfruttare tutto questo in modo efficace come una piattaforma Facebook o Twitter, dove l’accesso è libero e dove il libero arbitrio la fa da padrone.

Metaverso sarà davvero come Facebook, regno di bullismo, haters e truffe?

Ma qui, sono scattate nel tempo anche le conseguenze nefaste di social come Facebook, dove la libertà delle persone e l’agire gratuitamente ha portato nel tempo al maturare di azioni tutt’altro che etiche. Non per niente Facebook è il regno degli haters, del bullismo, delle libere offese, delle truffe, delle proposte legate al porno, della prostituzione e delle molestie sessuali.

Tutto questo rischia di accadere anche nel complesso panorama di Metaverso?

“Il modello di abbonamento di ‘ Second Life’ è uno dei motivi per cui non siamo arrivati a questi eccessi, ha detto ancora Boellstorff a Time.

Metaverso: le difficoltà di accesso alla piattaforma

Un altro avvertimento che Rosedale ha avuto per gli sviluppatori del metaverso è che devono fare i conti con le sue considerevoli difficoltà di accesso iniziale alla piattaforma.

Dopotutto, per accedere al metaverso, probabilmente avrai bisogno di una serie di costose apparecchiature tecnologiche tra cui un computer, visori VR e una connessione Internet stellare.

Quanti vorranno essere un avatar?

Ha aggiunto che, nonostante tutto ciò, molti utenti spesso non vogliono essere un avatar di un cartone animato mentre indossano un visore VR.

Anche quando metti da parte la tecnologia, ci saranno ampie fasce della popolazione che probabilmente avranno ancora poco o nessun interesse a trascorrere del tempo in un metaverso.

“Se vivi una vita comoda a New York City e sei giovane e in buona salute, frequenti la società in modo sano, hai una vita, un lavoro, una fidanzata, prospettive di carriera, probabilmente sceglierai di vivere la vita reale in pieno.

Se ti offro la vita di un avatar, non la userai molto”, ha detto Rosedale. “D’altra parte, se vivi in ​​una zona rurale con pochissimi contatti sociali, sei disabile o vivi in ​​un ambiente autoritario in cui non ti senti libero di parlare, allora il tuo avatar può diventare la tua identità primaria, il tuo libero sfogo, il modo per evadere dalla realtà”.

I creatori di Metaverso terranno conto di queste intuizioni?

Le intuizioni di Rosedale sono in realtà di grande supporto ai creatori di metaverso. In un saggio pubblicato sul blog della sua azienda quest’estate , il creatore di Pokémon Go, John Hanke, ha affermato che il metaverso sarebbe un “incubo” se creato in VR.

Nel frattempo, il pioniere dell’AR Louis Rosenberg ha scritto un editoriale in cui ha espresso una preoccupazione simile “per gli usi legittimi dell’AR da parte dei potenti fornitori di piattaforme che controlleranno l’infrastruttura”.

Solo il tempo dirà se queste negative interpretazioni sul conto del metaverso finiranno per rivelarsi reali come le migliori profezie di Cassandra. Di certo, possiamo immaginare che gli sviluppatori potrebbero voler tenere presenti, almeno in parte, questi consigli, mentre sono sulla strada di creare uno dei mondi virtuali più innovativi e rivoluzionari di tutti i tempi.