Il mondo delle criptovalute, ancora sconosciuto per i più, affascinante e straordinario per gli investitori più esperti, può rivelarsi, anche nel nostro Paese, una pericolosa arma a doppio taglio.

Lo spasmodico desiderio di effettuare investimenti all’insegna della “new economy”, potrebbe attirare i meno esperti in trappole dalle quali poi sarebbe abbastanza arduo venire fuori.

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Le conseguenze, come spesso accade, di azioni poco “etiche”, messe in atto da sedicenti broker di criptovalute, potrebbe anche rovinare le nostre vite, economicamente parlando. Insomma, i truffatori di cripto sono dietro l’angolo, pronti ad azzannare, quando meno ce lo aspettiamo, i nostri risparmi.

Truffatori di criptovalute, promettono castelli in aria: ecco cosa sta accadendo

In un momento in cui poi, vige più che mai il motto “mors tua, vita mea”, come dicevano i latini, occorre prestare il doppio dell’attenzione verso le ingannevoli proposte di chi vuole convincerci a intraprendere investimenti all’apparenza facili e redditizi.

Operazione Green Scam: i criminali avevano anche creato la loro criptovaluta

Tutto troppo bello per essere vero. E’ quanto accaduto a Pesaro, nelle Marche, dove i finanzieri locali, nell’ambito di un’articolata operazione di polizia giudiziaria denominata “Green Scam”, sono arrivati ad eseguire un’accurata perquisizione domiciliare.

Una vera e propria organizzazione criminale internazionale: l’uomo su cui le Fiamme Gialle avevano puntato la loro attenzioni era un 49enne pesarese, coordinatore del gruppo nel nostro Paese.

Criptovalute create ex novo per attirare ignari investitori nella rete

Il momento delicato legato alla fragile situazione economica di molti imprenditori spianava la strada a un giro di affari, all’interno del quale l’uomo e i suoi complici proponevano investimenti, puntando oltre tutto su criptovalute creata ex novo.

Tutto ruotava intorno all’attività di un 49enne pesarese

La pseudo moneta, denominata CSR, rappresentava il principale strumento della truffa dell’organizzazione criminale e la trappola nella quale molti ignari investitori erano caduti.

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Il primo provvedimento messo in atto dall’Autorità Giudiziaria è stato quello di inibire, l’uomo per un lungo periodo di tempo, a continuare nella sua attività criminosa, impedendogli di fatto di continuare a proporre pseudo operazioni finanziarie. Un divieto che avrà una durata di 12 mesi.

Tutto ruotava intorno all’attività di un 49enne pesarese

In particolare l’uomo, avvalendosi di una rete di collaboratori subordinati di cui si professava “leader” e “responsabile italiano”, promuoveva e collocava mediante tecniche di comunicazione a distanza (principalmente tutti i social network ed alcuni siti web dedicati), strumenti finanziari/servizi e attività di investimento

Secondo l’accusa in violazione dell’art. 166 del Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (abusivismo finanziario), reato che prevede una pena edittale fino ad 8 anni di reclusione.

Criptovalute e investimenti nell’energia bio: peccato che era solo una bolla di sapone

Non solo la creazione di una criptovaluta dai contorni poco chiari, ma anche la costruzione di un vero e proprio castello di sabbia, sul quale investire i propri risparmi, con il rischio concreto di vederseli spazzare via dalle onde delle bugie e delle invenzioni del Gruppo.

Tutto era stato orchestrato nel migliore dei modi, con la città di Pesaro e il 49enne che erano diventati punto di riferimento di una mega operazione finanziaria, in realtà fasulla, in cui attrarre ignari imprenditori e investitori.

In linea con i tempi, una vera e propria operazione “green”, con la ricerca di potenziali sostenitori di un progetto ambizioso, curato nei minimi dettagli, che prometteva ingenti profitti, con la conditio sine qua non di investire in un progetto finalizzato addirittura a trasformare i rifiuti plastici in biocarburante avanzato.

Criptovalute “pesaresi”: le Fiamme Gialle indagano ancora

Il sogno di molti, di moltissimi, in tempi in cui sostenibilità ed ecologia la fanno da padrone, e in un momento in cui la benzina è alle stelle, come non essere attratti da un progetto che prevedeva energia pulita ricavata dai rifiuti di tutti i giorni?

Tanti, tantissimi coloro che sono caduti nella rete, con centinaia di bonifici effettuati su conti correnti siti in Estonia, Olanda ed altri paesi esteri, gestiti tutti dall’organizzazione.

La Guardia di Finanza sta cercando, in queste ore, di risalire a tutti gli altri componenti dei misfatti, nonché di comprendere quanti sono coloro che hanno perso denaro anche in somme consistenti.

Molti di questi investimenti, legati al sedicente progetto bio, erano collegati con questa nuova criptovaluta su cui le forze dell’ordine stanno ancora indagando.