RMDS Lab si propone di creare il primo mercato di NFT per accumunare scienziati, ricercatori e investitori del campo scientifico-tecnologico
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La società RMDS Lab ha sede in California, USA, e grazie ad una piattaforma di intelligenza artificiale si propone di introdurre il primo mercato di NFT (Non Fungible Token) per la proprietà intellettuale di tutte quelle cose che rientrano nel campo scientifico e tecnologico entro fine marzo.

RMDS ha una storia importante. Creata nel 2009 da quel genio di Alex Liu, ex chief data scientist per IBM, la piattaforma si è esposta per promuovere le innovazioni scientifiche e tecnologiche e, allo stesso tempo, creare una comunità globale di ricercatori e data scientist.

Perchè RMDS ha scelto gli NFT

Nell’ultimo periodo non si fa altro che parlare di NFT, con star di tutti gli sport e generi musicali che offrono i propri NFT nei vari marketplace. La peculiarità degli NFT è quella di essere un asset digitale unico e quindi non intercambiabile, ed è proprio per questo che sta nascendo questo nuovo modo di intendere la proprietà intellettuale, anche e soprattutto in termini di compravendita e scambio. Ricordiamo l’NFT del grafico Mike Einkelmann, conosciuto con il nome d’arte di Beeple, che venne battuto per ben 69 milioni di dollari lo scorso marzo.

Secondo quanto riportato dall’azienda, è stato proprio questa domanda sempre crescente e i prezzi a cui sono arrivati certi NFT che ha fatto scegliere a RMDS di buttarsi nella creazione di un marketplace consono a determinati tipi di NFT, dedicati più alla tecnologia e all’ambiente scientifico in generale. Un importante suggerimento viene direttamente dall’Università della California, la quale ha messo all’asta due brevetti di due vincitori premi Nobel come NFT per sostenere la ricerca di base presso l’università. L’NFT si basava sulla ricerca di James Allison sull’immunoterapia del cancro degli anni ’90 e ha fatto fruttare all’università ben 55.000 dollari.

RMDS vuole sostanzialmente mettere in contatto scienziati, ricercatori ed esperti con gli investitori delle stessa categoria, fornendo in questo modo canali migliori per raccogliere fondi per la ricerca scientifica e tecnologica. Secondo Liu “i canali attuali per la richiesta di fondi sono troppo lenti“. Gli NFT potrebbero accelerare questo processo, togliendo al contempo del lavoro “inutile” ai senior project manager che avrebbero più tempo per dedicarsi ai loro progetti.