Tra gli scopi del governo, la ricostruzione della curva Irpef senza incidere sul trattamento fiscale e tasse per i cittadini: quali i benefici per i redditi?

Tasse e busta paga, fino a circa 70 euro in più? Chi riguarda
banconote (fonte foto: Pixabay)

Attenzione sempre molto alta sui temi inerenti l’economia, con la nuova Irpef che sembra essere pronta ad arrivare e che a lungo ha tenuto impegnato il governo: tra le riduzioni nella prossima riforma fiscale, il punto sul taglio delle tasse dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Come viene spiegato su IlGiornale.it, tali novità si faranno spazio a cominciare dal prossimo marzo 2022, tuttavia sembrerebbe che un conguaglio andrà a coprire i primi due mesi dell’anno che verrà.

IlGiornale.it, nel proprio approfondimento, menziona il Sole 24 ore, e fa cenno ad un massimo di 944,8 euro, ovvero 72,2 euro al mese divisi in 13 mensilità, per 40 mila euro di reddito lordo all’anno.

A scendere poi, in modo graduale, con venti euro per ogni 1000 euro di reddito, con le riduzione che via via vanno diminuendo fino a quota 28 mila euro. E proprio per tale fascia, si legge, vi sarebbe un piccolo aumento dell’Irpef che si aggirerebbe gli 8 euro l’anno. Non è da escludere che vi possa essere un intervento teso a correggere questo dettaglio, onde evitare un peggioramento del trattamento fiscale.

Taglio delle tasse ed effetto Irpef: cosa potrebbe accadere

Destano sempre grande attenzione e curiosità, dunque, gli argomenti e le tematiche inerenti l’economia e le diverse misure al vaglio che potrebbero essere intraprese: proprio a tal riguardo, grande attenzione sul tema delle tasse.

IlGiornale.it spiega che vi sarebbero 8 miliardi destinati proprio a tale obiettivo, con risparmi fiscali per i contribuenti che deriverebbero dalla riduzione delle aliquote Irpef che passeranno da 5 a 4, insieme alla nuova regolamentazione circa le detrazioni.

La riduzione dell’imposta salirebbe, in merito alle zone più basse della scala dei redditi, dove cioè si andrebbe a quota 335,7 euro in meno all’anno, spiega Il Giornale, per chi dichiara 15mila euro lordi di entrate.

Ad essere attesi sono gli sconti per ciascuna fascia, che potrebbero riguardare un valore minore di 6,5% per i pensionati e 16,7% per i lavoratori autonomi.

IlGiornale.it fa cenno anche alle detrazioni e alle riduzioni delle aliquote, che sarebbero quattro e nello specifico 23% fino a 15 mila euro, 25% da 15.001 a 28 mila euro, 35% da 28.001 a 50 mila euro, e 43% da tale cifra a salire.

Andrebbero poi ad aggiungersi a queste gli sconti, che sarebbero tre e nel dettaglio 3.110 euro per i lavorativo dipendenti, 1.995 per pensionati e 1.265 inerenti i lavorativo autonomi.

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Rispetto alle pensioni, gli importi potrebbero essere più alti in base alle rivalutazioni e alle nuove aliquote, con la curva delle detrazioni che prevederebbe un aumento della soglia di esenzione, la quale passirebbe ad euro 8.500. Rispetto agli autonomi sarebbe 5.550 euro.

In ogni caso ed a prescindere da tutto, è importante ed opportuno informarsi presso gli esperti del settore e gli specialisti, tanto in generale quanto nello specifico della propria situazione, al fine di poter aggiornarsi in merito alle possibilità novità, ai cambiamenti, chiarire ogni dubbio ed approfondire queste come altre importanti tematiche economiche.

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